Vuoi fare un regalo a un pescatore? Ecco qualche consiglio!

Natale si avvicina e chi deve fare un regalo a un pescatore spesso va in difficoltà. Di tecniche ce ne sono tante ed è difficile capire il prodotto giusto per il pescatore giusto. In questo articolo vi proponiamo una semplice e veloce guida agli acquisti per… far felice il vostro amico pescatore!

Partiamo subito col dire che se il pescatore a cui devi fare il regalo è il tuo fidanzato parti avvantaggiata.

Perché? Siamo sicuri che nei suoi momenti liberi parlerà spesso di pesca, dei pesci che ha pescato, e delle uscite future che ovviamente non andranno a sovrapporsi con lo shopping e la Spa.

E avrà sicuramente un gruppo di amici con cui va sempre, quindi… con un po’ di lavoro di intelligence troverai sicuramente il regalo che fa per lui.

Ma se hai un fidanzato che di pesca non parla mai – fortunata! – oppure se il destinatario del regalo è un amico e tu di pesca non ne sai proprio niente, bé, comprendiamo bene che anche la scelta di un “presentino” può diventare un lavoro.

Rilassati: noi pescatori siamo esseri semplici, e soprattutto ci piace la tranquillità. Quindi, per farci felici basta poco.

Ti aiuteremo noi: con questa guida di SportIT ti suggeriamo alcuni prodotti con cui fare centro nel cuore di un pescatore.

Pronto/a iniziare un bel tour di shopping?

Continua a leggere “Vuoi fare un regalo a un pescatore? Ecco qualche consiglio!”

Regali di Natale calcio: tutte le stranezze del mondo del pallone

Regali di Natale calcio: adesivo lavastoviglie

Se siete alla ricerca di un regalo a tema calcistico che stupisca il destinatario, date un’occhiata qui. Forse non lo sapete, ma avete molte frecce al vostro arco. Di tutte le dimensioni, per tutte le tasche, ecco una classifica dei regali di Natale calcio più curiosi…

Il Natale, si sa, rende tutti più buoni. Proprio tutti: da vostra zia, che anche quest’anno non ha resistito a impacchettarvi il cappellino in lana che vi ha appositamente cucito, fino all’ex vicino di casa che, nonostante non lo vediate da quando non vi era ancora spuntata la barba, continua a mandarvi misteriosi biglietti di auguri.

Ecco perchè, da grandi appassionati di calcio, è bene non farsi trovare impreparati. Un regalo a tema calcistico ben riuscito darà grande soddisfazione a chi lo riceve e a chi lo fa, dato che si presupponga che da entrambe le parti la passione per il Gioco sia ben avviata.

La scelta è veramente ampia: dal classico pigiama all’accappatoio della squadra del cuore. Oppure, se volete spingervi più in là a livello economico potete optare per la maglia o la tuta della vostra squadra del cuore. 

Insomma, le opzioni sono veramente tante.

Sicuramente non sfigurerete. Ma se voleste andare ancora oltre? Magari dovete fare un regalo a un malato di calcio come voi, che in ogni angolo della casa ha qualcosa con i colori sociali del suo amato club. Come sorprendere un soggetto simile?

Niente paura: ecco un prontuario delle idee per regali di Natale calcio più strane e curiose all time. Siete pronti?

Continua a leggere “Regali di Natale calcio: tutte le stranezze del mondo del pallone”

Spoon da trout area Rapture: quali, come e quando usarli

Rapture, marchio di Trabucco specializzato nello spinning, presenta in catalogo diversi spoon da trout area: analizziamoli uno per uno per capire come e quando utilizzarli con più possibilità di successo.

La trout area è la tecnica del momento tanto che molti appassionati di trota laghetto sono passati dalle bombarde agli spoon da trout area.

C’è sicuramente una componente “modaiola” dietro questo movimento, ma ci sono anche due dati incontrovertibili: è divertente, nel senso che ci fa prendere pesci, e spesso anche tanti; poi, è una pesca “light”.

Bastano infatti una canna e una scatoletta di artificiali, ma sarebbe meglio dire “spoon”, e un guadino per goderci delle belle giornate di pesca all’insegna della mobilità e della leggerezza.

I giapponesi, che hanno inventato questa tecnica, producono oggi artificiali molto complessi che arrivano a costare anche 20 euro al pezzo.

20 euro per un pezzo di metallo?!”: sì, ma i motivi per cui questi artificiali costano così tanto ci sono e non è questo l’ambito per parlarne.

Piuttosto, qui vogliamo tranquillizzare tutti quelli che si avvicinano all’area: le trote si prendono anche con artificiali molto meno costosi e, anzi, questi artificiali in molte situazioni sono ancora più efficaci!

In questo articolo parleremo di un marchio dal nome inglese ma dall’anima italiana: Rapture.

Vedremo i suoi spoon da trout area uno per uno, cercando di mostrare pregi e peculiarità, al fine di capire come e quando usarli al meglio.

Continua a leggere “Spoon da trout area Rapture: quali, come e quando usarli”

Training Load PRO™: l’allenamento efficace con Polar Vantage

Non importa quanto forte uno sia, né quanto si alleni o conosca il proprio corpo: trovare il giusto bilanciamento tra allenamento e recupero è una sfida continua. Tenere il carico di lavoro sotto controllo e fare in modo di non incrementarlo improvvisamente è necessario per migliorare le proprie performance ed evitare problemi di sottoallenamento, sovrallenamento e infortuni.

Il tema del recupero è un must per professionisti e atleti, ma può rivelarsi addirittura più importante per chi non si allena con costanza: quando un allenamento di quattro ore settimanali viene incrementato in breve tempo, per esempio, si rischia di raddoppiare il carico di lavoro senza una giusta progressione.

Allo stesso modo, se dopo un periodo di pausa si torna ad allenare il fisico come prima dell’interruzione, aumenta il rischio di infortuni.

Qualsiasi sia il proprio livello di allenamento e qualsiasi gli obiettivi, il miglior modo di conoscere i propri limiti personali ed evitare infortuni è utilizzare i dati relativi al carico di lavoro.

I nuovi Polar Vantage offrono l’esclusiva funzione Training Load Pro che permette di ottenere il massimo da ogni allenamento attraverso un’analisi approfondita del carico di lavoro suddiviso in carico cardiaco, muscolare e percepito.

Continua a leggere “Training Load PRO™: l’allenamento efficace con Polar Vantage”

Allenamento calcio invernale: cosa metto nella borsa?

Allenarsi d’inverno, lo sappiamo, è fondamentale. Nel pieno della stagione, portare al massimo la propria forma può fare la differenza per sè stessi e la squadra. Ma quando piove o nevica? Ecco alcuni consigli per affrontare al meglio la brutta stagione.

L’allenamento a calcio, si sa, fa la differenza. Allenarsi bene, riuscendo a dare il massimo durante la settimana, porta una squadra a poter fare la differenza la domenica. E’ un puro gioco mentale: chi riesce a trasportare la corretta intensità anche durante le sessioni settimanali risulta sicuramente più pronto in partita rispetto a chi dal lunedì al sabato ha battuto la fiacca. Vabbè, poi esistono sempre i Ronaldinho di turno e buonanotte a tutti.

Oppure no? Pensiamoci bene. Anche un campionissimo come il brasiliano, uno dei più talenti più brillanti mai visti su un rettangolo verde, ha lasciato la scena dandoci la sensazione che gli sia mancato qualcosa per fare l’ultimo passo verso l’Olimpo. Esagerazione? Forse si, forse no. Ci sono esempi di leggende assolute che hanno fatto dell’allenamento un vero e proprio mantra. Paolo Maldini, per dirne uno. Ma anche Michael Jordan o Kobe Bryant, cambiando ambito. Gente per cui l’allenamento è stato più che sacro.

E in ogni stagione, sia ben chiaro. D’accordo, per Jordan o Bryant il palazzetto d’inverno o d’estate faceva poca differenza. Al contrario, per noi poveri profani della pedata, le sessioni invernali si trasformano spesso e volentieri in una lotta contro la natura. Ci si allena di sera, magari dopo il lavoro e la voglia di scendere in campo con una frizzante temperatura sottozero non è proprio al top. Eppure, come abbiamo visto, l’allenamento calcio invernale è fondamentale.

Ecco allora qualche consiglio del mestiere per affrontarlo nelle migliori condizioni possibili.

Continua a leggere “Allenamento calcio invernale: cosa metto nella borsa?”

Ami sottili nel carp fishing: rivoluzione o bufala?

Negli ultimi due anni tutti i grandi marchi del carp fishing hanno inserito a catalogo nuove versioni di ami. Comuni denominatori: filo sottile, punta extra affilata e… polemiche a non finire sul fatto che sono deboli. Ma è proprio così?

Finalmente una polemica nuova! Messo da parte il filone delle carpe volanti e dei laghi a pagamento, ecco il nuovo tormentone: che schifo i nuovi ami ultrasottili!

Gli ami si aprono”. “I nuovi ami devastano la bocca delle carpe”. “Dopo un pesce si spuntano”.

Gli ultimi a essere stati messi sulla graticola sono stati i Kamakura di Korda, ma ci sono passati anche tutti i modelli recentemente lanciati da Fox e da Nash.

Non è nostra intenzione difendere questi prodotti.

In questo articolo preferiamo presentarvi la realtà per come la vediamo noi, dopo aver parlato con diversi clienti ed aver provato sul campo alcuni di questi ami.

Nelle prossime righe vi presentiamo il nostro punto di vista, senza peli sulla lingua.

Continua a leggere “Ami sottili nel carp fishing: rivoluzione o bufala?”

Fili da trout area: meglio la treccia o il nylon?

Oggi affrontiamo uno dei temi “caldi” dell’area: analizzeremo pro e contro dell’impiego di trecciati e del nylon, cercando di indirizzarvi nella scelta migliore dei fili da trout area per le vostre esigenze di pesca

Quando la trout area è arrivata in Italia, il dubbio “treccia o nylon” non esisteva, se non nelle menti di (pochi) pescatori illuminati.

C’era semplicemente la gara a utilizzare la treccia più sottile possibile per lanciare gli spoon da pochi grammi il più lontano possibile.

Oggi, invece, se andiamo a guardare una qualsiasi gara di area game, ci accorgiamo che il rapporto si è invertito e, anzi, si vede più nylon che treccia sui mulinelli.

Motivo? Lo scopriamo nelle prossime righe.

Anticipiamo che anche per i fili da trout area la regola è sempre la stessa: ci vuole lo strumento giusto per ogni tipo di canna, di esca e di situazione che affrontiamo.

Quindi, meglio non generalizzare.

Continua a leggere “Fili da trout area: meglio la treccia o il nylon?”

Da Copa Mundial a Copa 19: una storia adidas

Adidas Copa 19

La nuova Copa 19 ha debuttato nel weekend ai piedi dei testimonial Adidas, Dybala in testa. Andiamo a ricomporre insieme il percorso che dal 1979 a oggi ha accompagnato generazioni di calciatori, sempre con una costante: la qualità prima di tutto.

Ha debuttato nel weekend appena trascorso, rapendo sguardi e cuori di diversi appassionati. La nuova Copa 19 è un prodotto che, come si dice, sposta un po’ più in là il limite della frontiera. In pelle di canguro, ma laceless. Il top della comodità, ma sempre impeccabile nello stile. Fino a oggi, una scarpa del genere, siamo onesti, non si era ancora vista.

Copa 19 è qualcosa che, in effetti, strizza l’occhio alle generazioni più giovani. La scelta del testimonial principe, del resto, conferma questa impressione: quel Paulo Dybala idolo di masse di teenagers, brillante sul campo quanto sui social, attento al look ma con la faccia da bravo ragazzo. Insomma, quasi il prototipo del millennial.

Già, ma come siamo arrivati fin qui? Il percorso è lungo, addirittura quarantennale. Eh si, può essere benissimo che la prima Copa (Mundial) sia più vecchia di voi. Se non lo è, pazienza: siamo pronti a scommettere che, da buoni appassionati calciofili, questo non-plus-ultra della comodità occupi lo stesso un posto speciale nel vostro cuore. Se non altro per i campioni che l’hanno indossata.

Eccovi quindi un breve riepilogo di quello che è stato il percorso che da Copa Mundial ci ha portato a Copa 19. Con un solo, vero comune denominatore: la qualità.

Continua a leggere “Da Copa Mundial a Copa 19: una storia adidas”

Office Eucalyptus Aco: trout area con il “bottone”

Quando lo vedi ti chiedi se davvero quel pezzettino di metallo esagonale sia davvero in grado di prendere un pesce. Poi capisci che lo hanno inventato i giapponesi, che non fanno mai le cose per caso, e vuoi approfondire il discorso. Come abbiamo fatto noi

Quando gli Aco della giapponese Office Eucalyptus sono arrivati in negozio, la prima cosa che abbiamo pensato è che la trout area è diventata talmente tanto una mania che stiamo perdendo qualsiasi freno inibitorio.

Perché, fondamentalmente, ti chiedi come quelle cosine lì possano prendere un pesce.

Dai, almeno i metal jig e gli spoon alla lontana possono ricordare il profilo allungato di un pesce, ma questi “bottoni”…

Però i “bottoni” (così vengono chiamati da chi pratica l’area game) da qualche tempo stanno facendo parlare di sé.

Così, oltre a farli arrivare in negozio, abbiamo fatto qualche domanda a chi li usa per capirci qualcosa di più.

Continua a leggere “Office Eucalyptus Aco: trout area con il “bottone””

Spoon Nories da trout area: quando e come usarli

Su SportIT sono appena arrivati tutti gli spoon Nories da trout area: ne abbiamo approfittato per analizzarli uno per uno con i consigli di un nostro “insider”, Luca Gambino, che di gare di trout area ne sa qualcosa…

Obiettivamente, sono affascinanti. Tutti colorati, con livree che fanno concorrenza a quelle delle moto custom.

Poi, sono così piccoli, dalle forme particolari: per un pescatore sono come gli orecchini per una donna. Qualcosa da pesca che dà anche stile.

Parola d’ordine: spoon. Si chiamano così, oggi, gli ondulanti.

Gli “spoon” sono il simbolo della tecnica del momento per quanto riguarda lo spinning, e forse dovremmo dire l’acqua dolce: la trout area.

Abbiamo chiesto al nostro testimonial Luca Gambino, carpista ma anche garista di area game da una paio di anni, di parlarci degli spoon Nories, che lui conosce molto bene.

Nelle prossime righe, vi illustriamo il suo punto di vista.

Continua a leggere “Spoon Nories da trout area: quando e come usarli”