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La Next Gen della Serie A

26 Novembre 2020  |  Saverio Biliotti
 

Mai come in queste ultime due stagioni la Serie A italiana è diventata una vera fucina di giovani talenti che, in alcuni casi, si sono già dimostrati giocatori su cui fare grande affidamento, se non colonne portanti del proprio club.

Ovviamente molti ragazzi nati dal 1998 in poi sono dei prospetti interessanti, ma noi parliamo di Donnarumma, Locatelli, Bastoni e Kulusevski, rispettivamente nati nel 1999 (il primo ed il terzo) 1998 e 2000 lo svedese. Perché? Ora lo vediamo assieme.

Manuel Locatelli (Sassuolo)

Oggi è facile dire “che gran giocatore”! Sicuro, maturo, affidabile. Però il percorso di Manuel è particolare, fatto di una storia da “predestinato” che ha rischiato di bruciarlo,  a mio parere per un’alta aspettativa creatasi per un esordio col botto (goal decisivo in Milan-Juve), ma che doveva comunque permettere ad un ragazzo così giovane di fare le proprie esperienze, e soprattutto i propri errori.

Qui l’incontro con De Zerbi, una volta approdato a Sassuolo, è stato decisivo. Cambio non tanto di ruolo, ma di mentalità e stile di gioco: più ragionatore e meno incursore, più palleggiatore e meno gioco in verticale veloce.

Oggi ci ritroviamo un playmaker in grado di inserirsi al momento giusto, un ragazzo che già di suo è molto equilibrato, che rende la manovra fluida, ma sa dettare i tempi. Un tipo di giocatore che sapremo apprezzare per molti anni, mantenendo la promessa che tutti si aspettavano…

Alessandro Bastoni (Inter)

Scuola Atalanta, e di per se già una garanzia, fisico statuario, mancino delicato, un mix introvabile per un difensore centrale. E allora cosa mancava ad Ale per esplodere davvero? Probabilmente tempo, sicuramente consapevolezza.

Dopo una scalata da predestinato dalle giovanili dell’Atalanta fino alla prima squadra, sembrava assolutamente scontato vedere Bastoni in campo con i bergamaschi per molti anni, pronto a diventare uno dei centrali più forti d’Italia. Invece, poco dopo le sue prime partite in A, arriva l’Inter, lo compra e lo lascia lì.

Direte, “va bè bene oh l’ha preso l’Inter”. No, questo frena un po’ “Basto” che alla fine va a Parma a farsi le ossa, ma è in prestito ed ovviamente gli scaligeri non insistono più di tanto su un ragazzo che si aggregherà la stagione dopo all’Inter.

Anche qui la svolta è il mister: Conte lo vuole in ritiro, parte come riserva di Skriniar – Godin (De Vrij non si tocca, anche se in un’occasione lo sostituisce da centrale puro), in breve tempo diventa quello che vediamo oggi. Un punto fermo dell’Inter e adesso, anche della Nazionale. E quanto ci mancava un difensore così…

Gianluigi Donnarumma (Milan)

Pensare di iscrivere oggi Donnarumma nell’albo dei “giovani promettenti” fa un po’ ridere, lo so. Ma ragazzi siamo sempre a parlare di un ragazzo classe 1999! Quindi, è giusto che il prospetto “enorme” che ha davanti, non venga sperperato o penalizzato dal mercato.

Nonostante la sua giovane età e, grazie a Sinisa, un esordio repentino, adesso il Milan ha sicuramente il miglior portiere d’Europa in rapporto all’età e ai match giocati. Qualcosa di incredibile se guardiamo le statistiche di “Gigio”.

In questi anni la gestione “manageriale” di Raiola, lo ha portato ad essere ogni estate oggetto di possibili fanta-trasferimenti, la realtà che Donnarumma ha già dimostrato più volte di sentirsi a casa al Milan, ed essere oggi competitivo con la sua squadra, lo rende molto più forte.

La vera domanda è: dove potrà arrivare davvero Donnarumma? Real Madrid, Psg, City, tutti sono sulle sue tracce, la sensazione che ho personalmente che vincere a Milano potrebbe dargli qualcosa in più e portarlo ad un livello davvero superiore, con la strada spianata per infrangere record pazzeschi con Milan e Nazionale.

Dejan Kulusevski (Juventus)

Sfido qualcuno a sapere chi era Kulusevski la stagione scorsa quando è arrivato a Parma. Quello che il calcio può regalare è meraviglioso, perché siamo di fronte ad un classe 2000 (si 2000…) che si è preso la Juve e ne sta diventando una certezza.

Ma andiamo per gradi… Dejan a Parma “spacca” subito, perché non sono solo i 10 goal in stagione, ma un modo di giocare sapiente, da veterano. Tra l’altro riesce a fare sia il trequartista che la seconda punta e, per non farsi mancare nulla, gioca anche con discreti risultati largo a destra.

Pirlo non ci mette molto a capire che Dejan non è solo un buon giovane a disposizione, ma anche nella Juve di CR7, Morata e Dybala, può ricavarsi lo spazio che merita; risultato? Ovviamente goal all’esordio dopo 12 minuti con il classico tiro a giro rasoterra nel secondo palo, che tanto ricorda quel mancino argentino quando fa goal chirurgici.

Anche Ibra (non uno qualsiasi) lo ha consacrato in nazionale, ricordando al ct svedese che “i giocatori forti vanno messi in campo, e Kulusevski è uno dei pochi che fa la differenza”. Risultato? Dejan titolare sempre nella Svezia da lì in avanti. Ah “Dio Ibra” quante ne sa…

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