Artificiali Seaspin: Mommotti, Eja, Toto, Pro Q, Coixedda… quali scelgo e come li uso?

1 Aprile 2019  |  Simone Bonanno

Italianissimi, gli artificiali Seaspin sono molto famosi tra gli appassionati di spinning in mare. Sono appena sbarcati su SportIT e, in questo articolo, vi spieghiamo quali scegliere e come utilizzarli al meglio.

Dici “Mommotti” a un pescatore a spinning “salso”, e sicuramente lo vedrai annuire.

Il “mostriciattolo” – il nome “Mommotti” deriva dal sardo e indica uno spiritello – è molto famoso perché è un artificiale molto efficace, un long jerk che non ha nulla da invidiare ai colleghi giappo.

Ma non c’è solo lui: Eja, Coixedda, Pro Q, Toto, sono solo alcuni dei piccoli gioielli che Seaspin ha creato per i seaspinner.

Adesso che sono arrivati su SportIT, vi spieghiamo le loro peculiarità, i modi corretti di utilizzo e qualche trucchetto in relazione ai colori e ai pesci che si possono catturare.

Ad aiutarci, il nostro Simone (che è appena tornato da un viaggio di pesca a Fuerteventura dove questi artificiali non li ha solo provati, ma li ha praticamente consumati): nelle prossime righe leggete i suoi consigli.

Il Mommotti è una delle esche simbolo di Seaspin: un long jerk dall’efficacia incredibile.

Mommotti, il jerk dei jerk

Il Mommotti di Seaspin è uno dei long jerk da mare più “lanciabili” in assoluto: questo quando lo spari con la canna, vola.

E lo fa anche in condizioni meteo non proprio da villeggiatura: tiene bene il vento e anche il mare mosso, dal momento che, essendo slow sink, anche da fermo scende comunque lentamente verso il fondo.

Se vi chiedete il motivo per cui è presente una pinnetta dorsale, ecco la spiegazione: gli fa tenere una perfetta traiettoria in aria, come appunto se fosse una freccia.

Poi, il fatto che assomigli di più a un’aguglia è un altro particolare da tenere in conto…

E’ un’esca da pescioni, con armatura passante e un movimento catturante che non ha eguali, anche paragonandolo a leggende giapponesi come Tide e Shoreliner.

Su SportIT, il Mommotti è disponibile in tre misure: 140, 190 e 180.

La pinna sulla coda serve al Mommotti per avere più stabilità in volo, quindi a raggiungere maggiori distanze anche in caso di vento forte.

La più allround di tutte è senza dubbio la 18. Un Mommotti da 18 centimetri è l’esca perfetta per il barracuda ed è il long jerk che nasce apposta per il nostro mare, il Mediterraneo.

Si lancia lunghissimo, le sbandate sono accentuate, quando jerkato, e può essere recuperato sia velocemente, sia lento. Ed è catturante anche… da fermo.

Nelle pause lunghe, infatti, non sta fermissimo, ma scende lentamente col suo assetto slow sinking.

Ovviamente, abbiamo detto barracuda ma con quest’esca ci puoi fare anche i serra e le spigole.

C’è però anche il Mommotti 190: è lungo solo un centimetro in più, a cosa serve?

Qui entriamo nel mondo delle esche da mare formato e da meteo tutt’altro che buono. Un’esca da maltempo, se vogliamo semplificare.

E’ l’esca da avere sempre in scatola se le cose si mettono male, o se il mare che si ha davanti non è il mite Mediterraneo, ma il nervoso Oceano (niente paura, ha l’armatura passante in acciaio…)

Pesa di più del Mommotti 180 (ben 34 grammi) e ha una distribuzione dei pesi che lo fa letteralmente volare anche in caso di vento forte contrario.

In caso di mare molto mosso, ha un assetto che lo fa lavorare bene e gli fa “tenere l’onda” come pochi jerk al mondo.

Il Mommotti nelle sue versioni di misura.

Infine, chiudiamo il capitolo Mommotti con il più piccolino, il 140. E’ un’esca che dà il meglio di sé, più che nei mari aperti, nelle foci, nei porti, nei canali.

Oppure, nei posti dove è forte la pressione di pesca. Ottimo per la spigola, è un’esca top anche per serrotti e barracuda.

I Mommotti, in ogni dimensione, sono ottime esche anche “da stanchezza”. Avete presente quei momenti in cui non ce la fate più a jerkare e a dare colpi di canna?

Bene, il loro lento movimento side to side, se recuperati lineari, li rende comunque molto attrattivi.

Chiudiamo con una dritta sul colore: GBA è letale su serra e barra in orari notturni o comunque prima che il sole sia alto in cielo.

Piccola curiosità: c’è chi usa i Mommotti più grandi per la pesca delle marmorate in fiume

Pro Q: walkingthedogfather

W.T.D.: walking the dog, portare a spasso il cane. Fa riferimento al movimento dell’esca a destra e a sinistra che ricorda quello di un cane al guinzaglio che mica c’ha tanta voglia di essere portato a spasso.

Il Pro Q è un WTD fantastico perché si lancia molto lungo e si può far lavorare con movimenti diversi in acqua.

E’ uno dei walking the dog più belli in commercio, perché è dotato di estrema lanciabilità e di un movimento molto vario ed efficace a seconda del tipo di recupero impresso.

Il Pro Q di Seaspin è un’esca di superficie da barracuda, spigola, serra e, dove ci sono, lampughe. Nella misura più piccola può essere anche usato in acqua dolce per tentare i black bass.

Come va fatto lavorare il Pro Q? Come un wtd, né più, né meno, ovvero con colpi di canna.

Se lo recuperiamo lento con jerkate forti, fa sbandate larghe.

Con canna alta, recuperato con colpi di polso, le sbandate si restringono, e le curve si fanno più strette.

A canna bassa e colpi di polso, il movimento di fa frenetico e le “S” strettissime.

Il Pro Q 90 è l’esca perfetta per le piccole foci, o per i canali dove entrano i serra, ma anche per la spiaggia, alla ricerca di qualche spigola.

Come per il Mommotti, anche nel Pro Q l’armatura è passante e, in più, sono presenti dei rattle interni che ne aumentano il potere attrattivo.

Se parliamo di colori, il trasparente (ma sarebbe meglio dire “i trasparenti”), non li batte nessuno.

Il vento di Fuerteventura vs un artificiale Seaspin: il vantaggio di queste esche è che si lanciano davvero molto lontano.

Toto…scommessa vinta

Il Toto è il popperone di casa Seaspin. Questo popper è in effetti l’esca su cui Seaspin ha probabilmente esercitato il maggior lavoro di progettazione.

Il Popper Toto di Seaspin è un popper rivoluzionario: è cavo, quindi produce più bolle quando viene poppato e recuperato.

La forma è quella di un popper “standard”, ma il corpo presenta un particolare rivoluzionario: è cavo.

Il foro sul corpo del popper Toto fa incanalare l’acqua al suo interno nella fase di recupero; acqua che poi crea bolle che vanno ad aggiungersi all’insieme di bolle provocate dal muso che sbatte nella jerkata.

Il foro, inoltre, lo aiuta a galleggiare subito, appena tocca l’acqua, trattiene aria che viene rilasciata quando riparte, anche senza aver fatto il “pop”.

Come dire, lavora anche da fermo…

Serra, lampughe, lecce e, per chi è fortunato e può andare in certi posti tropicali, piccoli e medi Carangidi.

Ovviamente dotato di armatura passante, quest’esca da grandi pesci presenta due colori che vincono su tutti: Calamaro e Clown. Il secondo è roba (seria) da serra…

Eja: dalla Sardegna al mondo

Il nome l’avrete già sentito, perché è una tipica espressiona sarda: qui, però, parliamo di sostanza vera, di un artificiale apprezzatissimo non solo in Italia.

L’Eja è un’esca incredibile: un jerk minnow piccolo che può essere usato in mille modi.

Come descrivere l’Eja di Seaspin? E’ un jerk minnow compatto, ma stra-lanciabile.

Proprio perché piccolo, muove più pesce, dal momento che è più facile preda anche per predatori più piccoli.

Semplificando – con tutte le attenuanti del caso – possiamo dire che è l’unica esca che potremmo avere nella cassetta.

E’ infatti un artificiale allround, da utilizzare insidiando il magico trio serra, barra, spigola.

E’ un’esca che lavora a galla, ma non troppo, grazie alla paletta pronunciata che la porta sul fondo fino a 1,5 metri

Che recuperi si possono fare? Tutti!

Possiamo recuperarlo dritto per dritto, a jerkate più o meno forti, oppure con pullate lunghe che lo fanno scodare parecchio.

Coixedda in the shallow

Se dovessimo descrivere con semplicità il Coixedda dovremmo dire che è l’esca da usare quando non si possono usare tutte le altre.

Il Coixedda è un darter da utilizzare in acqua bassa. Un castiga-spigole fenomenale.

Esempio: la ricerca di prede in acqua bassa, sopra gli scogli.

Il Coixedda di Seaspin è infatti un darter che lavora entro i primi 50 centimetri di acqua, quindi è un’esca da shallow water, acqua bassa.

Esca da spigola se ce c’è una, ha un movimento suo che si attiva subito non appena iniziamo a recuperarlo. Scoda, scoda, scoda, e non si incaglia.

E’ l’unica esca di Seaspin a non montare ancorette, bensì ami singoli: questo proprio per aumentare ulteriormente il fattore anti-incaglio.

Forse sono ancora pochi quelli che capiscono l’importanza e l’efficacia dei darter, ma se volete provarne uno, partite pure dal Coixedda perché è una garanzia.

Sempre in forma

Chiudiamo con un piccolo cenno dedicato appunto alle ancorette. Tutte le ancorette e gli ami montati sugli artificiali Seaspin sono di altissima qualità e sono davvero anti salsedine.

Tutte stagnate, non si arrugginiscono per davvero. Così come gli snap di Seaspin, chiamati Jack: hanno la particolarità di essere velocissimi nel ricambio dell’esca, oltre a essere davvero resistenti.

Non possiamo chiudere senza la nostra top 3 di SportIT: Mommotti 190, Pro Q 120 e Mommotti 180.

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