Barracuda a spinning: quali artificiali usare

26 Agosto 2019  |  Simone Bonanno

Il barracuda è ormai diventato un pesce diffuso nei nostri mari: in questo articolo vi illustriamo quali esche artificiali usare e vi diamo qualche dritta per avere più chance di cattura

Il vampiro del Mare Mediterraneo, noto anche come barracuda, è un osso duro, se si parla di pesca.

Niente a che vedere col “bullo” oceanico, che quando è in vena morde tutto ciò che gli passa sotto tiro, e più si muove veloce, più si ingalla.

Il barracuda che possiamo pescare nelle nostre acque è un pesce completamente diverso dal collega dell’Oceano, e se da un lato le nostre pescate sono numericamente meno redditizie, dal punto di vista della soddisfazione non ci sono paragoni.

Perdi la pazienza

Chi affronta per la prima volta lo spinning al barracuda sicuramente incapperà in una situazione di questo tipo. La descriviamo nelle prossime righe.

Arriviamo sullo spot, li vediamo. O, se non li vediamo, li “sentiamo”, perché appena lanciamo un’esca in acqua si fanno vedere.

Seguono l’esca, ma non ci danno. Tu recuperi veloce, e non si curano dell’artificiale. Recuperi lento, e loro lenti seguono l’esca.

Fai degli stop&go, sembrano muoversi, ma non ci “rimangono”. Qualcuno dice che il modo migliore per prendere il barra è … non muovere l’esca.

E non si va troppo lontano dalla verità: tantissime volte si pesca con minnow e long jerk galleggianti, portandoli sul pesce e tenendoli fermi, per muoverli con piccoli colpi di punta.

E tac!, ecco che il barra attacca.

Inspiegabile, ma tipico del barracuda mediterraneo. Quanto basta per farcelo odiare e al contempo amare.

 

Differenze tra barracuda oceanico e mediterraneo
Il barracuda mediterraneo è un pesce completamente diverso da quello oceanico (più grosso e più vorace). In alcuni posti come Isla Mujeres in Messico, il barra è venerato come un pesce “divino”.

Quando fa fresco

Il barracuda non è una leccia o un serra: prenderlo in pieno giorno non è una cosa facile. Per questo dobbiamo concentrare la nostra azione di pesca del barracuda al tramonto e anche nelle prime ore di buio.

Ovviamente ci sono spot molto tranquilli, lontano dal caos, dove è possibile incocciare in canna qualche bel barracuda a spinning, ma la maggior parte dell’azione del barra si sviluppa al cambio di luce e in pieno buio, quando questo predatore di origini tropicali si muove in caccia di prede.

Detto questo, lo possiamo trovare ovunque. Scogliere, in prossimità di moli, nei porti: il barra è un pesce che frequenta anche l’acqua bassa e non disdegna un pasto “facile” nelle zone dove si raggruppano piccoli pesci.

Il fatto che sia un po’ dappertutto non significa che lo troviamo sempre. Le stagioni migliori sono l’estate e la fine dell’estate, e in parte anche la tarda primavera.

Come detto, è un predatore molto particolare, schivo e intelligente, in grado di farci perdere la testa o, meglio, farci girare le scatole. Vedi trenta barracuda e manco uno che si interessa del tuo artificiale.

In genere è un po’ più facile catturarlo quando il mare è in scaduta, ovvero dopo una burrasca, quando l’acqua in prossimità della riva è più torbida a causa di onde, vento e corrente.

Stesso dicasi per le foci dei fiumi “pieni”: qui condivide l’habitat con serra e spigole, che comunque sono più aggressive di questo “bulletto” dai denti appuntiti.

 

Mommotti Seasping: il migliore artificiale per il barracuda
Il Mommotti è una delle esche simbolo di Seaspin: un long jerk dall’efficacia incredibile. CLICCA SULLA FOTO per acquistarlo.

Gli artificiali per il barracuda

Andiamo quindi al nocciolo di questo articolo: quali sono i migliori artificiali da barracuda secondo il team di SportIT.com?

Indispensabile, assolutamente indispensabile è il Mommotti 180 e 190 SS.

Questo long jerk di Seaspin è rinomato per essere uno degli artificiali più indispensabili in mare, perché “piace” a tantissime prede.

Il segreto del Mommotti, come abbiamo già detto nell’articolo dedicato agli artificiali da spinning al serra, è l’estrema lanciabilità, combinata a un movimento adescante che “tiene” la corrente. In poche parole, questo artificiale da mare di Seaspin si lancia lontano e si muove bene anche con mare mosso.

Nel caso del barracuda il punto forte è il suo essere “SS”, ovvero Slow Sinking. Ricordate quando abbiamo detto che il barra si prende anche con l’esca ferma?

Ecco, un bel Mommotti che scende lento verso il fondo, animato ogni tanto da piccole vibrazioni del cimino, sa essere letale…

Come letale è anche lo Jugulo Jerk di Molix. A differenza del Mommotti, in questo caso siamo davanti a un artificiale che è floating, cioè che galleggia.

E, se tenuto fermo, sta veramente fermo: ecco perché lo Jugulo Jerk di Molix va sempre mosso, e non è un artificiale che sa essere anche “statico” come il Mommotti.

Chiudiamo il discorso long jerk da barracuda con il Tide 175 SS. Questo artificiale giapponese di Duo è una leggenda internazionale. Anch’esso slow sinking, è a nostro avviso un must have nella pesca del barracuda.

La domanda può sorgere spontanea: ma costano così tanto gli artificiali da barracuda?

Nello spinning in mare purtroppo non possiamo scendere a compromessi: gli artificiali veramente efficaci, che si muovono bene, che durano nel tempo, che tengono anche i pesci più grossi e che non perdono colore dopo 3 catture, hanno un prezzo decisamente “importante”.

Il nostro consiglio è quello di avere, piuttosto, due artificiali buoni piuttosto che dieci scarsi di diversi colori.

 

Il Magneto di Rapture è un’ottima alternativa tra i long jerk un pochino più economici. CLICCA SULLA FOTO per acquistarlo!

Oppure, c’è un’altra possibilità. Dobbiamo guardare il catalogo Rapture e cercare sotto la categoria long jerk: qui troviamo il Magneto.

Il Magneto di Rapture ricorda in tutto e per tutto i suoi colleghi più blasonati, ma ha un prezzo più abbordabile. Paga un pochino nelle distanze di lancio ed è un pochino più fragile nella colorazione.

Ma parliamo pur sempre di un pesce con denti aguzzi, ed è normale che gli artificiali si rovinino, prima o poi.

Il diversivo

Quindi il barra si pesca solo coi long jerk? In base a quello che abbiamo detto sì, e in effetti, dette le cose fuori dai denti, con qualche long jerk possimao pescare il barracuda ovunque.

Se desiderate un’alternativa dobbiamo andare in Francia, nella sede del marchio Fiiish.

Il Black Minnow, il fortunato shad con testina piombata che ormai da qualche anno sta conquistando le Plano di tutti i pescatori, piace parecchio anche al barracuda.

In particolare, va usato il Black Minnow 120 misura 3, muovendolo con ampi balzi dal fondo a salire, ma pur sempre lenti.

Per intenderci, i movimenti della canna devono essere ampi e fluidi e non scattosi.

Simone Bonanno di SportIT con 2 barracuda
Il barracuda è un pesce crepuscolare, la cui attività alimentare massima viene raggiunta durante le ore notturne.

Il segreto dei segreti

In chiusura diciamo una cosa forte: il barra è meglio non vederlo. Come accennato in apertura, vederlo e non riuscire a prenderlo è una tortura.

E ha una conseguenza importante: ci fa deconcentrare. Guardare il barracuda che non mangia, farsi decine di domande, cambiare cinquine di movimenti, intestardirsi su una o due prede precise, ci fa perdere efficacia, naturalezza, e calma.

Il pesce lo sente, il nostro nervosismo, ma a differenza di altri “colleghi”, il barracuda rimane lì, quasi divertito. Per non parlare di quando segue l’esca fin sotto ai piedi e poi gira la testa, salutando.

Riassumendo, quindi, ecco le nostre regolette:

  • Peschiamo al tramonto e di notte, il barra è un predatore crepuscolare
  • Dotiamoci di long jerk di qualità: in tema di esche, meglio poche ma buone
  • Se vediamo i barracuda, ma non reagiscono alle esche, non incaponiamoci, ma continuamo a pescare tranquilli
  • Last but not least: se devi scegliere un colore solo per i tuoi artificiali, vai di bianco.

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