Canne da viaggio S.T.C. Shimano: cogli l’attimo!

Shimano ha appena presentato la linea S.T.C., una serie di canne che definire “da viaggio” è in realtà riduttivo: il messaggio di fondo, infatti, è Never Miss an Opportunity, ovvero pesca sempre appena puoi, anche se hai disposizione solo 10 minuti

Sono appena tornato dal mio viaggio di nozze e sono molto arrabbiato. No, mi piace tantissimo il mio lavoro e non c’entra niente il fatto di essere tornato in ufficio.

Sono molto arrabbiato perché le nuove canne S.T.C. (Shimano Travel Concept) di Shimano sono uscite con 2 settimane di ritardo per le mie esigenze!

Eh sì, perché se un pescatore parte per un viaggio per un luogo tropicale, vuoi che non desideri portarsi dietro una cannetta che sta comoda comoda in valigia?

Io alla fine la canna me la sono portata, e mi sono portato anche quella (anzi, quelle) giuste, ma ho dovuto sudare ventuno camicie (sette per tre) per trovarle.

Perché, dette le cose fuori dai denti, sul mercato italiano trovare canne da viaggio decenti è quasi impossibile.

O almeno lo è stato, perché oggi sono arrivate le nuove Shimano S.T.C. e la musica è cambiata.

Andiamo a scoprirle insieme.

Per Shimano, anche gli astronauti che scenderanno su Marte dovranno avere una canna da pesca…

A breve parliamo delle canne, ma prima è bene spiegare il concetto che Shimano ha posto dietro queste canne e che si evidenzia nei claim utilizzati e nel materiale di marketing.

Never miss an opportunity (cogli l’attimo, non pedere alcuna occasione).

Stress free travel (viaggia senza stress).

E, poi, quella che li racchiude tutti: Fish, explore, anytime, anywhere (pesca, esplora, sempre, dovunque)

Quindi, canne da viaggio, ma non solo: le S.T.C. sono anche canne “da lavoro”. Intese come canne perfette per le pause pranzo, e i tramonti post-ufficio.

Shimano sta dicendo a noi pescatori una cosa semplice: le possibilità di pescare ci sono, basta saperle cogliere.

E l’attrezzatura ingombrante non deve essere un alibi. D’ora in avanti, non esiste più il concetto di “non ho tempo”. Se vuoi, puoi, i mezzi ci sono!

 

Canne diverse per ogni esigenza

Le canne travel sono in genere in 4 pezzi.

Analizziamo, quindi, queste canne, partendo però dalle esigenze.

Chi viaggia innanzitutto ha un’esigenza legata allo spazio occupato dalla canna, ovvero deve stare in valigia.

Ci sono valigie più grandi, che possono permetterci di inserire all’interno canne che da chiuse occupano anche 70-80 cm.

Ma la realtà è che le valigie standard, quelle che da piene rispettano abbastanza facilmente il limite di imbarco dei 20 kg (a volte sono 30 per le tratte più lunghe), non ci permettono di portare con noi canne con ingombro oltre i 60 cm.

Si può arrivare a 65 tenendole in obliquo “al limite”, ma questo è molto rischioso perché comunque sappiamo tutti come vengono trattate le valigie in aeroporto…

In realtà, oltre alla valigia il vero tema di fondo sono i pesci che andremo a pescare.

Lo so bene perché sono appena tornato da un viaggio nell’Oceano Pacifico e mi sono reso conto della differenza di potenza e tenacia dei pesci tropicali rispetto a quelli mediterranei.

Ecco perché prima di partire devi chiederti che pesci pescherai (ovviamente non puoi avere l’elenco a priori, ma saprai sicuramente se affronterai pesci da light spinning oppure dei carangidi da chilo in su).

Poi, che tipo di acque affronterai (le spiagge sono diverse dalle scogliere e dalle acque interne), e soprattutto le dimensioni della valigia che avrai con te.

Tramonto oceanico sul resort, mezz’oretta di tempo: la costanza paga sempre!

Per fare un esempio sempre riferito alla mia esperienza, in modo da dare una guida, io avevo bisogno di una canna per affrontare predatori di piccole dimensioni (carangidi, barracuda, sabrefish, e altri pesci di reef e spiaggia), da pescare con metal jig e minnow.

Ecco perché ho scelto una canna da 2,40 metri, in 4 pezzi, con potenza di lancio fino a 30 grammi, che mi permettesse di coprire diverse esigenze di pesca.

L’ho voluta in 4 pezzi proprio perché avevo bisogno di una canna più tenace e reattiva.

Poi, avevo anche una canna telescopica da light spinning, ma il motivo lo scoprirete fra qualche riga, quando parleremo di questo tipo di canne “rapaci”.

Chi non lavora…

Ma è anche vero che, più che viaggiare, lavoro. E ho sempre una canna da pesca in macchina, nel bagagliaio.

Chi mi conosce sa che sono un carpista, quindi troverà sicuramente una Nash Dwarf da 6 piedi. Ma, ogni tanto, soprattutto nella bella stagione, c’è sempre anche una canna “travel” da spinning.

Le canne travel devono stare comodamente in valigia.

Non si vede, ma c’è. Perché occupa pochissimo spazio e posso tenerla, ben nascosta e al sicuro, in uno dei vani del bagaglio, pronta all’uso.

In ambito post-lavoro non conviene fare i raffinati, semplicemente, basta avere una canna, telescopica o in 4 pezzi che sia, l’importante è averla sempre dietro, già montata e apribile in meno di 30 secondi!

Certo, un conto sono i persici con gommine da 2 grammi, un altro i lucci con minnow da 30 grammi…

Fondamentale in questo caso è un foderino semirigido che possibilmente contenga il mulinello e anche una scatoletta con le esche, gli snap e un tagliafilo.

Cosa che tutte le canne Shimano S.T.C. hanno in dotazione…

In pesca in un lampo

Partiamo ora con l’analizzare il range di canne S.T.C. dedicando subito qualche riga alle versioni “telescopiche” delle S.T.C. Shimano.

La versione “telescopica” delle S.T.C.

Lo mettiamo tra virgolette perché il concetto è sempre quello di una due pezzi con un manico “fisso” e una cima telescopica.

18L e 18 ML sono le “leggerotte” della serie e sono le canne perfette per chi va a pescare piccole prede in light spinning.

Ma pensiamo anche a chi fa trekking verso i laghi delle montagne e non resiste a fare 4 lanci alle trotelle.

Con potenze che vanno dai 3-14 grammi a 7-21 grammi sono canne perfette per piccoli minnow e testine leggere.

L’ingombro è “spaventoso”: solo 29,5 centimetri, ovvero una spanna e mezza! Sono le classiche canne che metti dappertutto, e che puoi “nascondere” molto facilmente anche in uno zaino di piccole dimensioni.

La serie prosegue con 21M e 21L, leggermente più lunghe ma solo poco più ingombranti (35 cm). Sono le tuttofare, con potenze di lancio 7-21 grammi e 10-30 grammi.

Faccio una piccola parentesi: in macchina io ho proprio una canna così. E ce l’avevo in valigia insieme alla 4 pezzi nel mio viaggio.

Perché? Perché per me il concetto di “carpe diem”, cogli l’attimo, è fondamentale. Ma è anche fondamentale non “strombazzare” troppo il fatto che sto per andare a pescare, quindi se una canna sta tutta nello zaino, è meglio.

Situazione tipica: passeggiata al tramonto dall’albergo al ristorante. Insomma, non ci si può presentare con una canna da pesca al ristorante!

Ma si può rinunciare a fare due lanci sotto quei coralli così promettenti? No. E allora vai di canna telescopica: 10 lanci al tramonto e poi via dentro la borsa della signora…

Felice io, felice lei, tutto grazie a una canna lunga, da chiusa, 35 centimetri…

Hai davanti l’oceano e un tramonto così: come si fa a non fare 2 lanci?!

Lasciamo da parte il romanticismo e passiamo alle canne un po’ più lunghe, quelle più adatte a gestire esche dalla riva.

24L e 24 M rientrano anch’esse nelle allround, con potenze di lancio 3-14 e 10-30 grammi. L’ingombro sale, ma è comunque sotto i 40 centimetri.

Chiudono le più lunghe, 27M e 27 ML, con potenze 10-30 e 7-21 grammi, perfette per pescare dalle rive, in particolare da scogli e o strutture grazie alla loro lunghezza che ci permette di gestire meglio le esche.

4 pezzi per chi vuole il top

La serie di canne S.T.C. in 4 pezzi comprende un ventaglio di canne che può accontentare tutti, da chi fa spinning medio a chi affronta i bestioni dell’heavy spinning.

Le più leggere della serie sono la 24M e la 27MH, con potenze 10-30 grammi e 15-40 grammi.

La versione in 4 pezzi della S.T.C. ha un manico in sughero splittato.

Canne perfette per fare tutto, anche gestire piccoli jig, minnow e testine. Sono forse le migliori per la pesca in acqua dolce in contesti cittadini, o comunque per pesci come bass, perca, cavedani e persici.

Si sale di potenza, 20-60 grammi, con 3 modelli, che possiamo considerare tuttofare per il mare, oppure per l’acqua dolce quando si parla di esche (e di pesci) più sostanziosi: 24H, 27H e 30H.

Qui è una questione di gusti: canna lunga o canna corta?

Chiudono la panoramica le due canne più potenti della lista, quelle per i pescioni di mare e di acqua dolce, come i lucci e i siluri: 24XH e 27 XH, con potenza di lancio 50-100 grammi.

Sono canne perfette per grossi minnow, jerk  e grub con testine importanti.

Consigliatissime per chi sceglie spot molto lontani dall’auto, oppure infrascati, che impediscono di muoversi con l’attrezzo aperto e montato.

Per queste canne dobbiamo spendere qualche parola sullo stile. Sono canne che miscelano gusto retrò e gusto moderno, in quando sono molto sottili, hanno il manico splittato ma… in sughero!

Quindi, con il sughero richiamano le canne di una volta, mentre con la forma dello stesso e del grezzo XT60 + X5 Nano abbinato agli anelli Seaguide diventano attrezzi moderni e molto attuali.

Per i bestioni veri

A proposito di grossi pesci e pesca oceanica, non vanno trascurate le due versioni della S.T.C. definite Monster.

Davanti all’oceano non si può arrivare impreparati. La S.T.C. Monster è fatta per i grossi calibri delle acque tropicali (e non solo).

Il nome fa capire subito a cosa si rivolge: ai pezzi grossi di mare e acqua dolce.

Dotate di manico in eva invece che in sughero (meno “stilose” ma più sicure nella presa), hanno entrambe una potenza di lancio 28-110 grammi.

Un “ventaglio” molto ampio che verrà apprezzato appunto da chi cerca una tuttofare tosta per la pesca in mare, in grado di lanciare jig, jerk, popper e plug. Una canna per tutti gli usi gravosi.

La 24 (l’avrete capito che sta per 2,4 metri) è un po’ più dura della 315 (3,15 metri) , in quanto più corta.

La prima è perfetta anche nella pesca sulle mangianze, la seconda è da preferire senza dubbio per shore jigging e pesca da riva, grazie alla maggiore lunghezza che la rende più pronta a gestire le prede.

Dulcis in fundo

La serie S.T.C. “chiude” con due chicche. La Multi-Lenght Spin e la Dualtip.

La Multi-Lenght Spin è disponibile in 7 modelli, che vanno dalla 2124L, con potenza 3-14 grammi, alla 2730XH, con potenza 50-100 grammi.

La versione Multi Lenght presenta un pezzo aggiuntivo per allungare la canna di 1 piede (circa 30 cm).

La sigla stessa riporta la lunghezza della canna: per esempio, se prendiamo in considerazione la 2427MH, vuol dire che la canna è lunga 2,4 metri, ma ha un pezzo aggiuntivo che la può portare a 2,7 metri.

Tutte le canne della serie, quindi, si “allungano” di 30 centimetri.

Questi 30 centimetri possono fare la differenza nella pesca dalla riva: sembrano pochi, ma all’atto pratico sono tantissimi!

Consigliamo questo modello a chi vuole portare con sé una canna sola, ma che si adatti a diverse esigenze.

La più semplice è la classica dicotomia pesca dalla barca/pesca da riva. Ma anche la conformazione delle sponde (sponda piana / scogli) c’entra in questa scelta.

La Dualtip, invece, è la “chicca” della serie. Oltre ad avere 2 lunghezze, ha 2 potenze, perché in dotazione ci sono 2 cimini diversi.

I modelli sono 4. Due per la pesca da riva: HXH2521 e MLMH2521.

Prede come queste non sono grosse ma sono molto divertenti perché tirano forte. Un motivo in più per viaggiare con la canna in valigia!

Le sigle “spiegano” le due canne. La HXH2521 è una canna con un cimino ad azione H, Heavy, e uno ad azione XH, Xtra Heavy: con il primo cimino la canna è lunga 2,5 metri (potenza 20-50 grammi), con il secondo 2,1 (50-100 grammi).

Stesso discorso per quella meno potente, la MLMH2521, che presenta le stesse lunghezze, ma un cimino ML, Medium Light (7-21 grammi) e uno MH, Medium Heavy (25-21 grammi).

Le Dualtip da pesca da riva sono la scelta giusta per i pescatori che, anche in viaggio, vogliono il massimo della qualità e delle prestazioni.

E, vista la conformazione, una versatilità totale. Le Dualtip sono veramente 2 canne in una!

Le due da barca chiudono la nostra panoramica, la POBO2520 e la SHBO3024 sono attrezzi specifici per lo spinning pesante e per il jigging. La prima è più tosta, con potenze 40-120 grammi e 150-300. La seconda, più “leggera”, ha potenze 28-122 e 150-300 grammi.

Un progetto intrigante

“Pesca sempre, pesca ovunque” dovrebbe essere un po’ il mantra di tutti quelli che si ritengono veri pescatori.

Un estratto dal video promozionale delle canne S.T.C. che mostra chiaramente l’intento di questa linea di canne: pesca sempre, pesca ovunque!

Il progetto di Shimano, almeno per il mercato italiano, è molto coraggioso, perché sono pochi quelli che si fidano davvero di canne in 4 pezzi, o telescopiche “da viaggio”.

Vengono viste come “sorelle minori”, canne più fragili e deboli.

Sicuramente, l’azione è diversa, la gestione dell’esca è diversa e ci sta che anche la fiducia sia diversa, perché più innesti significa più punti di rottura.

Sono appena tornato, ma ho già voglia di ripartire. Se ci pensate, basta davvero poco per realizzare i nostri piccoli grandi sogni. Ci sta tutto in valigia!

Ma la tecnologia, oggi, è arrivata a un punto tale per cui queste differenze sono ormai sempre più sottili.

Io lo dico fuori dai denti, e lo dico qui come l’ho detto a molte delle persone con cui ho parlato mentre ero alla ricerca disperata della mia canna da viaggio: rinunciare a una pescata perché non si ha la canna “giusta” è veramente da fessi.

Se tieni l’esca fuori dall’acqua, sicuro non prendi. Ma la cattura “giusta” può arrivare anche al primo lancio!

Quindi, cogliamo davvero l’attimo e pensiamo a tutte quelle situazioni in cui, da domani, potremmo pescare anche solo mezz’ora in più se avessimo un attrezzo da pesca compatto con noi.

Fidatevi, ci sono appena passato: sono molte più di quante crediamo!

Basta non essere pigri. Questo, forse, è il passo più importante che l’azienda giapponese ci sta consigliando di fare!

Ciao! Sono Paolo e la mia passione, come si può vedere dalla foto, è la pesca. Bazzico laghi e fiumi da quando ho sei anni e le tecniche le ho provate più o meno (quasi) tutte. Dal 1999 convivo con la "febbre" del carp fishing, che è tutt'ora la "mia" tecnica. Lavoro nel mondo della pesca dal 2001, prima come giornalista e redattore per le testate Pescare Carpfishing, Pescare, Carp Fishing Magazine e Carp Fishing Mania, poi come direttore del mensile Carp Fishing Top. Oggi mi occupo a tempo pieno di SportIT, dove curo tutto quello che riguarda la nostra fantastica passione. Se volete contattarmi, per info e consigli, scrivete alla mail fishing@sportit.com!

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