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Canne, mulinelli, un sacco di roba! | Road to WCC22 #9

Non solo pesca: restare in postazione per 6 giorni filati richiede una quantità di attrezzatura non indifferente. Ecco quale (e come sia quasi impossibile contenerla entro certi limiti…)

“Quest’anno ti devi portare meno roba…”.

Questo è il problema più grande: ridurre la quantità di attrezzatura che ti porti dietro in un evento come per il World Carp Classic.

Quello che sto per scrivere, in effetti, potrebbe sembrare in contrasto con quanto detto nell’articolo sulle esche da portare al World Carp Classic. Ricordi? Meglio abbondare, perché se rimani senza col pesce sotto nello spot potresti pentirtene.

Il problema è quando estendi questo concetto al resto dell’attrezzatura e ti ritrovi a strariempire due barche per il trasbordo con roba inutile che non userai mai.

Esempio: 40 barattoli di pop-up “perché se poi gli piace il rosa o l’arancio da 12 mm e non lo ho è un casino”. Fermo restando che a Madine una pallina da 12 mm voglio vedere chi la usa… e poi puoi sembre tagliuzzare una 20 mm!

Ottimizzare la quantità di attrezzatura è quindi fondamentale, e ci siamo ripromessi di fare meglio rispetto al 2020.

Ora, fare un elenco esaustivo di tutto ci sembra inutile, anche perché ogni carpista è fatto a suo modo e quello che può essere utile per me non è detto che lo sia per gli altri.

Quindi, parliamo un po’ degli elementi “hardware” principali, con relativi cambi e “scorte”.

Partiamo da un must: il pod lo si lascia a casa, o quantomeno nel furgone. Qui usiamo i picchetti lunghi (storm poles) con sopra montato l’avvisatore. Tra quelli che abbiamo a SportIT sicuramente consigliamo i KNX Bivvy Stix da 42 pollici (1,2 m) o i Nash Cam-Lock sempre da 48 pollici. E’ la soluzione migliore perché:

  • Occupano poco spazio
  • Ci permettono di mettere le canne in acqua anche quando la profondità è alta (in molte postazioni sei in mezzo al canneto per qualche metro, e se devi pescare a destra o sinistra è fondamentale mettere le punte più avanti possibile)
  • In caso di vento e onde – che qui ci sono sempre – sono molto più sicuri del pod
  • Ti permettono di distanziare le canne, avendo più spazio per le manovre della barca

Una cosa fondamentale sono anche i cornini sugli avvisatori (snag ears) e dei rod rest posteriori (come i Nash Butt Lock) in grado di bloccare le canne sui picchetti.

E se i picchetti non si piantano? Esiste un piccolo accessorio che trasforma i picchetti in tripode, e il problema è risolto. Oppure, se capiti in una di quelle postazioni rocciose dove i picchetti non si piantano, ti va bene perché hai il furgone dietro la schiena e il pod a portata di mano.

A proposito di avvisatori: pescando in due, con 3 canne a testa, è fondamentale avere almeno un kit di ricambio di altri tre avvisatori. Proprio nel 2020 uno degli avvisatori di Silvio si è rotto, scaraventato a terra dal vento. E non puoi permetterti di rimanere senza in un evento così.

Parliamo delle canne? Qui le usiamo rigorosamente corte. 10 e 9 piedi. Perché si fa pesca esclusivamente di calata con la barca. Nel mio caso, Nash X-Series X350 10 piedi 3,5 libbre, nel caso di Silvio, Carp Spirit Magnum X3 sempre 10 piedi. Sono entrambi attrezzi in grado di garantire la potenza giusta, anche in caso di combattimenti con siluri over size.

Ognuno di noi porterà una canna di scorta in caso di rotture di grezzo – guarda caso anche quello è successo nel 2020! – o di anelli. Saranno canne “travel”: Daiwa Carphunter NEO in 4 pezzi da 8,6 piedi. Modello vecchio che non si trova più sul mercato, ed è un vero peccato!

Su mulinelli la parola d’ordine è “affidabilità”. Grossi, potenti e indistruttibili. Qui non faccio nomi, perché tanto si finisce sempre su quelli (leggi Ultegra, Emblem, AeroTechnium, o anche mulinelli da spinning in mare “grossi” come gli Spheros che uso io, eccetera). L’importante è che siano molto affidabili, e magari anche dotati di due bobine.

Una montata con una treccia grossa (0,36-0,40 mm) e una montata con una treccia piccola (0,26-0,28 mm): la prima per le situazioni standard, la seconda per tagliare le alghe in caso di maltempo o di ampi tappeti di alghe davanti allo spot. Se chiedi a me la mia preferita, io non posso che dire Power Pro 0,36 mm: una garanzia!

Di scorta, poi, almeno un mulinello a testa. E una bobina di 1000 metri di treccia e una di altrettanti di nylon da 0,50 mm, utile in caso di spot con ostacoli come catene di barche o moli.

A proposito di filo: entrambi montiamo shock leader generosi, da 0,60 millimetri in su. Rigorosamente in nylon (così per finire i combattimenti con i siluri non ci distruggiamo le mani eheheh).

In tema di spazio, una delle cose che ne occupa di più sono le batterie. Considerando che dobbiamo stare fissi su un lago per una settimana, e che non potremo ricaricarle, non è mai facile capire “quante” ne serviranno. Anche qui, come nel caso delle esche, rimanere senza potrebbe essere proprio una vera disgrazia!

Mr Batteria è Silvio, e al momento non so quante ha deciso di portarne. Nel 2020 erano 6, e pur prendendo poco, ne abbiamo usate 4 solo per stare in acqua con onde, vento e via dicendo. Per non tralasciare poi l’aspetto del caricamento dei dispositivi elettronici, fotocamere e cellulari su tutti…

E il motore elettrico? Andiamo via con 2 barche, e ci portiamo via 2 motori più uno di scorta, che rimarrà sul furgone, è vero, ma è indispensabile averlo. La rottura del motore è una delle cose più fastidiose che possa capitare. E il problema vero è che non la risolvi in un attimo.

Ecco perché devi avere un ricambio, o meglio due. Nel World Carp Classic a Bolsena in cui facevo il runner rimanemmo dopo 1 giorno senza motore elettrico, e senza l’aiuto di un carpista locale non ce l’avremmo fatta a finire la gara. Nel 2020 una treccia vagante sopra le alghe ci ha quasi sciolto uno dei due motori…

Troppo rischioso avere del pesce nello spot rimanere senza motore, quindi meglio attrezzarsi! I motori in più non contribuiscono al volume dei trasbordi, ma uno spazio sul furgone le occupano eccome. Così come un ecoscandaglio di scorta: si sa mai che anche quello decida di abbandonarci!

Su materassini, sacche e prodotti per il mantenimento del pesce sorvolo perché sono indispensabili, ma sicuramente ti sarai accorto che la barca che stai immaginando è già bella piena.

E ci devi ancora aggiungere: le tende (una per dormire e una d’appoggio), le sedie (una a testa) e i lettini (idem), un tavolino (non puoi fare l’estremo per una settimana), un frigo a gas, almeno 3 scatole di plastica piene di cibo e accessori per cucinare, i sacchi a pelo, le borse coi vestiti (rigorosamente impermeabili!), le borse della minuteria e le porta-accessori, e tutte le esche.

Quando stai via una settimana, ridurre al minimo è difficile. Stai connesso sui nostri canali social, Instagram e Facebook, per vedere se durante il trasbordo affonderemo o meno…

Meno roba c’è. meglio è: soprattutto se hai cappottato e c’è un meteo così mentre aspetti il trasbordo…

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