Carp Fishing: 5 strategie per catturare carpe rapidamente

9 Settembre 2019  |  Jake Lund

Questo articolo di Jake Lund è dedicato a tutti i carpisti che non possono permettersi il “lusso” di passare molti giorni sulle sponde. Ecco i suoi 5 consigli per catturare le carpe nel più breve tempo possibile.

Tra l’inizio della primavera e il pieno dell’estate, è molto facile “perdersi” nel concetto di pasturare tanto perché i pesci sono attivi.

Vedi molti pesci in superficie e pensi: “Wow, sono lì per mangiare!”, ma poi la realtà è ben diversa.

Se sei come me, cioè hai un lavoro a tempo pieno, una famiglia con tutto quello che concerne, insomma, una vita al di fuori della pesca, è molto difficile fare sessioni di più giorni.

La tua pesca sarà più concentrata su mangiate veloci, quindi su sessioni di una giornata, 24 ore massimo. Questo significa interpretare la pesca in modo più intelligente, cercando strategie che ti mettano in condizione di sfruttare pienamente il tempo che hai a disposizione.

Facciamo un esempio. Capita molto spesso che nel tardo pomeriggio le carpe si concentrino tutte in un angolo o in un settore preciso, proprio lì dove il sole ha picchiato forte tutto il giorno.

Se hai solo poche ore per pescare e catturare, questa è una condizione da tenere bene a mente, piuttosto che creare grossi letti di esche.

Io solitamente pesco per “una mangiata alla volta”, e questi sono i miei 5 trucchi che mi aiutano sempre a portare non una sola, ma più carpe sul materassino, quando ho poco tempo a disposizione.

Tip numero 1: washed-out bait, le esche slavate

Per un occhio non abituato, prendere un’esca perfetta dal sacchetto e poi metterla in ammollo per 3 o 4 giorni prima di usarla potrebbe sembrare una pazzia.

Ma, credimi, le esche slavate, o washed-out come diciamo in Inghilterra, sono un trucco molto furbo da usare nelle pescate veloci.

Il vantaggio primario è che, nelle acque difficili, i pesci hanno visto già tutto, e le esche slavate sembreranno ai loro occhi molto più sicure, perché più “vecchie”, ovvero il lascito di pasturazioni precedenti.

In secondo luogo, se usiamo esche a base nutty, slavandole diamo il via al processo di fermentazione, che rende queste esche ancora più appetitose.

Ma il motivo principale per cui slavo le esche è che questo procedimento le rende molto morbide. Più le esche sono morbide, più è facile per le carpe mangiarle e digerirle.

C’è un altro modo per ottenere esche slavate, che però ha il merito anche di boostarle. Io lo chiamo “metodo washed-in”.

Lo metto in pratica aggiungendo un liquido attrattore insieme all’acqua: così facendo, aumento il segnale di cibo durante il periodo di ammollo e assorbimento dei liquidi. Le esche rimangono morbide, ma molto più “cariche” di attrattori.

Questa strategia non la impiego ovviamente nelle acque super pressate, altrimenti verrebbe meno il motivo per cui pratico la tecnica del washed-out. Però è una tecnica che funziona in acque medio facili per aumentare il rateo di catture.

Allargando il discorso oltre le pescate veloci, la tecnica wash-in rende le esche ancora più morbide, perfette da inserire negli spod mix. Pensaci: al posto di perdere tempo e fare una fatica bestiale per spaccare esche dure, basterà metterle tra indice e medio e fare “squeeze”. Saranno già poltiglia prima ancora di sentire fatica!

Ovviamente, le esche ammorbidite non vanno bene in quelle situazioni in cui dobbiamo pasturare con cobra o baiting stick: in aiuto ci sono fionde, rocket e Spomb.

Piccolo trucco: puoi ammorbidire le esche, congelarle e così puoi sfruttare la durezza del ghiaccio per pasturare con il cobra. Ma ricordati che poi si riammorbidiranno di nuovo…

In genere, quando utilizzo la strategia delle esche slavate, sono solito aggiungere dei pellet, in rapporto 70% boilies, 30% pellet. Se uso boilies da 12 mm, gli abbino pellet da 10 mm.

Ogni tanto aggiungo anche un po’ di Dynamite Chilli Hemp, la canapa, che velocizza il tutto e dà una “dimensione” diversa alla pastura. Poi, pellet e boilies assorbono l’olio piccante, acquistando ulteriore boost.

Questa è una strategia che utilizzo nei laghi con fondali particolarmente argillosi e fangosi: così facendo, riesco a fare in modo che le esche non assorbano la puzza del fondale.

Quanto devono stare in ammollo le esche per questa strategia? Almeno 24 ore. Se non ho questo tempo, mi aiuto con acqua bollente, che facilita il processo di assorbimento dell’acqua. Tuttavia, il risultato non è lo stesso.

In genere, nell’acqua di ammollo, aggiungo sempre un po’ di liquido attrattivo. Uno dei miei preferiti è il Liquid Carp Food gusto Worm.

Tip numero 2: aiutiamoci col “topping”

Io amo pescare in genere con esche piccole, ma non amo al contempo usare ami troppo piccoli. La mia misura ideale è il 6, forma Long Shank.

Un amo così è comunque “grande” rispetto alle esche che impiego, quindi quasi sempre uso un “topper” sulla mia esca.

Un mio innesco standard è costituito da una Dynamite Hardened Hookbait sormontata da una Hi-Viz Fluro Pop-up tagliata a metà. Rifinisco poi la pop-up tagliandola fino a quando non ho ottenuto l’assetto desiderato.

Io non voglio che l’amo si alzi dal fondo. La mia presentazione perfetta è quella con esca che si solleva ma amo ben poggiato on the bottom.

La mezza pop-up mi aiuta semplicemente ad annullare il peso dell’amo. Così facendo, ottengo una presentazione che è una via di mezzo tra quella di una boilie affondante e quella di un wafter.

Oltre a ciò, la pop-up ha il vantaggio di aggiungere comunque un po’ di attrazione visuale. Quando il pesce entra in pastura, sicuramente la brillante poppy è una delle prime esche che vede.

Questo tipo di innesco è molto efficace per me nella pesca sottoriva, perché ho la possibilità di vedere l’innesco e capire se sono stato fregato.

Tip numero 3: stuzzichiamole con la pasta

Le paste e le pastelle sono le esche più sottovalute nel carp fishing, ma sono micidiali quando si tratta di catturare carpe velocemente.

Qualche anno fa erano abbastanza in voga, oggi non lo sono più e secondo me stiamo facendo tutti un grosso errore!

Il grosso vantaggio delle paste è che sono delle boilies… senza la pelle. Quindi, una volta che sono in acqua, sparano fuori gli elementi attrattivi molto più velocemente e molto più intensamente.

L’altro motivo per cui adoro usare le paste da carpa è che sono diverse da ciò che gli “standard angler” utilizzano. Gli posso dare la forma che voglio sul rig, non necessariamente devono ricordare una boilie. Posso dargli anche forme che per le carpe sono molto più difficili da espellere una volta ingoiate.

Io uso la pasta da carpe Dynamite Baits, che per consistenza può essere applicata non solo sul rig, ma anche intorno al piombo. Anche se, a dire la verità, raramente uso questa seconda possibilità perché non voglio “distrarre” le carpe dalla vera esca che devono mangiare, ovvero quella attaccata all’amo.

C’è poi un altro aspetto: se devo lanciare a lunga distanza, la pastella applicata sul rig mi dà proprietà anti-tangle grazie al suo peso. Le esche pesanti sono meno inclini a ingarbugliare il rig. La spugnetta di Pva, che tutti usano, non sempre è efficace per l’impiego che ne facciamo.

Molti angler utilizzano come anti-tangle piccoli sacchettini o retine di Pva. Vanno benissimo ma… quante volte le carpe hanno visto questo tipo di presentazione in acqua?!

Negli anni, ho potuto vedere con i miei occhi molte carpe “prendersi gioco” dei sacchettini di Pva e degli inneschi in essi contenuti, quando utilizzati in maniera “anti-tangle”.

Se al posto degli stick in Pva metto un bel pezzo di pasta, la carpa è costretta ad aspirare forte per mangiare, non può fare la timida.

Infine, come detto all’inizio, la pastella da carpa dà molta più attrattività, anche se il suo colore non è acceso. Nelle acque pressate, dove approcci più “sottili” sono gli unici ormai a funzionare, un’esca dal colore non fluo ma molto potente nell’attrazione può funzionare davvero.

E la stessa cosa va detta per le acque torbide, dove la visibilità non è alta.

Tip numero 4: i sacchetti di Pva (solid bags)

Al giorno d’oggi gli approcci solid Pva bags hanno perso smalto. Come per le pastelle: grosso errore!

Dentro un sacchetto di Pva puoi mettere diversi tipi di esca, e con questa strategia non ingarbugli perché è tutto dentro il sacchetto. Poi, puoi lanciare veramente dove vuoi, a tutte le distanze, e avere possibilità di cattura.

Quando impiego la tecnica dei sacchetti di Pva uso sempre uno degli oli Dynamite Baits Evolution Oil. La forma del dosatore li rende molto facili da iniettare dentro i sacchetti di Pva già pronti.

Quando il sacchetto si scioglie, ottieni un’esplosione di olio che sale dall’esca. Una parte di questo olio viene assorbito dalle esche, quindi la durata dell’attrazione è lunga.

E poi c’è un’altra utilità di questi oli: quando il pesce entra in azione sulla pastura, vedrai venire a galla delle bollicine. Queste saranno il segnale del pesce in attività nella zona…

Dentro i sacchetti metto principalmente pellet, una miscela di Spicy Active Stick Mix e Robin Red Pellet. Sono un grande fan dello speziato e delle esche dolci.

In questi casi, sul rig impiego i pellet preforati Pre-Drilled, che ammollo in Robin Red Evolution Oil per evitare che si sciolgano troppo velocemente una volta in acqua.

Usare i pellet sul rig al posto delle boilies ci fa, ancora una volta, differenziare da tutti gli altri pescatori.

Già, perché le carpe ormai sono abituate alla presentazione “uovo fritto”: montagnetta circolare di pellet con boilies brillante sopra…

Tip numero 5: carpe a galla

Maggio e Giugno spesso sono mesi strani. Fa caldo, poi fa freddo, poi ancora caldo, poi la temperatura scende.

Quindi, non è semplice stare dietro ai pesci che si spostando nella cava seguendo il sole.

Ma questa instabilità è uno dei motivi per cui ho sempre con me una borsa con esche da galla (mixers) e una canna con galleggiante… per pescare in superficie.

Non servono grandi quantità di esche: quanto basta per un rapido e opportunistico approccio di pesca.

In questi frangenti innesco direttamente un pellet galleggiante all’amo. Lo preparo prima: prendo un po’ di mixers, li metto in un sacchetto con un po’ di acqua e di attrattore liquido. Dopo 30 secondi circa, tiro via l’acqua e chiudo il sacchetto.

Ripeto questo processo qualche ora dopo. Il risultato sono pellet gommosi, ideali per pescare con un piccolo galleggiante o addirittura in free-line.

Abbiamo visto insieme i 5 trucchi che impiego per pescare carpe velocemente. Non sono strategie iper-innovative ma… funzionano!

La pesca deve essere semplice, e questi piccoli consigli sono un modo per catturare facilmente e avere tanti successi senza avere a disposizione giorni e giorni per pescare.

Spero che ne possiamo provare sulla vostra pelle l’efficacia nelle prossime pescate!

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