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Carp fishing a stalking: cosa serve davvero

Stalking: dall’inglese “to stalk”, ovvero inseguire. E’ la tecnica dei veri “cacciatori” di carpe. In questo articolo scopriamo cos’è l’essenziale di una tecnica… essenziale!

Domanda: se dovessi inseguire qualcuno preferiresti avere addosso uno zaino da 20 chili o un marsupietto da pochi grammi? E soprattutto, inseguiresti qualcuno spingendo una carriola?

Faccio questa domanda per un semplice motivo: molti si stanno avvicinando alla pesca “a stalking“, anche se di “stalking” non ha nulla. Tradotto: mettersi a pesca a lancio, in posti selvaggi o in centro città, non fa di te un stalker (nel senso piscatorio del termine, eh!).

Soprattutto se poi mi chiedi qual è la carriola giusta per portare sedia, lettino, e borsa frigo…

Questo tipo di pesca è un’altra cosa. E’ molto lontana dallo standard tenda-notte del carp fishing. Ed è fatta, a mio avviso, di tre cose chiave: movimento, movimento, movimento.

E come fai a muoverti, se sei carico come un mulo?

L’essenziale

Quindi, questo articolo vuole essere un riassunto della “poca” attrezzatura che dobbiamo portare con noi quando si decide di inseguire seriamente le carpe.

Facciamo un elenco di cosa DEVE esserci sempre:

  • Canne e mulinelli (max 2, rigorosamente già montati)
  • Guadino (meglio 2, poi vedremo perché)
  • Materassino
  • Esche

Serve altro? No, non serve altro. Gli avvisatori? Possiamo farne a meno. La sedia? Più comodo il materassino.

L’unica cosa su cui fare concessione dipende dalla stagione: un poncho o un impermeabile per proteggere noi (e i cellulari) dalla pioggia.

Con questo set possiamo pescare poche ore come una giornata intera. Basta sapersi adattare. E questo set può essere diviso in 2 accessori per trasportarlo: canne, mulinelli e guadino in un fodero; materassino ed esche in uno zaino. Fine.

Canne e mulinelli da stalking

Less is more, ma anche short is long. Questo testo lo sta scrivendo uno per cui le 6 piedi sono le canne più utilizzate, e che se proprio deve “allungarsi” passa alle 9.

Personalmente uso canne Dwarf di Nash, ma ognuno può scegliere in base alle sue preferenze: anche Aqua, Fox e altri marchi fanno canne studiate per questa pesca.

Le caratteristiche fondamentali delle canne da stalking devono essere queste:

  • Corte
  • Compatte (ovvero, poco ingombranti da chiuse)
  • Veloci da aprire

Quest’ultimo punto riguarda la mia scelta di canne come le Dwarf, in 2 pezzi e retrattili, piuttosto che canne travel in 4 pezzi: queste ultime sono più difficili da “chiudere” con mulinello e lenza montati…

Io vado di canne travel solo quando ho necessità di avere canne “classiche” da 12 piedi e se so che dovrò fermarmi 2 o 3 ore in un punto specifico. Classico esempio: pesca “statica” nel primo pomeriggio col sole alto nel cielo, stalking al tramonto col pesce che si avvicina alle sponde.

Sui mulinelli, poco da dire. Taglia 4000 o 5000 sulle canne da 6 piedi, 8000 o 10000 sulle 9 e 10 piedi. I 14000? Pesano troppo, lasciamoli in garage.

Mai smetterò di ribadire l’importanza della velocità di apertura. Prima di ogni pescata, mi assicuro che le due canne che avrò con me siano già montate e innescate. Devo poter arrivare sullo spot e, visti i pesci, entrare in pesca in massimo 30 secondi.

Due parole sui foderi: consiglio di dotare le canne di foderi singoli, e poi vedremo perché.

Il guadino da stalking

Qui sarò molto diretto: se hai a disposizione una discreta somma, non pensarci due volte e acquista il guadino Scope Black Ops di Nash. Aperto è un normale guadino, chiuso è lungo come una Dwarf o una Scope Sawn-Off da 6 piedi.

Costa più di 300 euro, ma se peschi “solo” a stalking, è un investimento che vale la pena fare (almeno fino a quando non arrivi alle ultime righe di questo paragrafo), perché è davvero poco ingombrante, è leggero, e lo puoi inserire nell’apposito fodero doppio da 6 piedi o più semplicemente nello zaino.

Se, invece, non ti va di spendere uno stipendio per un guadino, fidati che ti capisco. Ma ti do un consiglio: comprati un guadino con manico in due o tre pezzi, che da chiuso sia il più compatto possibile.

Ci sono tanti buoni guadini con questa caratteristica, come il Cygnet Sniper Net, il Nash Darf Landing Net (telescopico), o il Fox Torque.

Quando sono chiusi, i due pezzi del manico sono lunghi come le stecche della testa.

E qui entra in gioco un secondo accessorio: una sacca stagna da guadino come la Crusader Net Head Stink Bag di K-Karp. Dentro, ci metti il guadino/i. Fuori, infilando i calci nella tasca esterna, i calci delle canne (e volendo, per chi non può farne a meno, i picchetti). Un laccetto elastico a bloccarle, ed ecco ottenuto il perfetto portacanne quiver. Ecco perché dicevo dei foderi singoli: questo assetto è molto più comodo portare le canne, tenendole protette.

Ultima parentesi: ho scritto “guadino”, ma andrebbe messo al plurale. In genere porto con me sempre due guadini perché mi capita molto spesso di avere due canne piazzate a qualche metro di distanza.

Avere 2 guadini può sembrare contrario al principio del less is more. Ma quando cominci a perdere pesci perché non hai il guadino sottomano, oppure perché, spostandoti da una canna all’altra, lo rompi dentro i rami, cambi idea.

A meno che tu stia per prendere due guadini da 300 euro: in quel caso, sappi, ti capisco.

Il materassino di slamatura da stalking

Qui scelgo di non essere politically correct, ma… tra avere un materassino piccolo, ed eventualmente non fare la foto al pesce, slamandolo in acqua o facendo la foto in acqua stessa, e portarmi dietro un’astronave per fare degli scatti pazzèschi al pesce, scelgo sempre la prima opzione.

Diciamocelo: il materassino è la parte più ingombrante dell’attrezzatura e mal si concilia con movimenti rapidi. Certo, nei video di Alan Blair di Nash, vero maestro della disciplina, lo si vede con materassini belli grandi attaccati allo zaino, e ci può stare, perché il rispetto per il pesce deve venire prima di tutto. Tuttavia, penso anche che avere con me un cradle, o un materassino lungo 1 metro e 20, limiti molto le mie capacità di movimento, oltre che a rendermi più goffo e rumoroso sulle sponde.

Sia chiaro, il materassino deve esserci SEMPRE, ma può anche essere più piccolo e leggero, in modo da infilarlo sopra uno zaino con due laccetti. Certo, poi se capita la mega carpa (ma quante volte capita a voi? A me quasi mai…), foto in acqua e via: per una vera over, chissenefrega se mi bagno scarpe, pantaloni e mutande!

C’è in realtà una via di mezzo, che scelgo sempre quando pesco in spot dove la presenza di pesci di taglia è alta: sono i cosiddetti “coccodrilli”, come li chiamiamo io e i miei amici. Sono i materassini a piscina, quelli con le maniglie lunghe da poter portare sulla spalla come una borsa del calcetto il lunedì sera.

Come, per esempio, lo Shimano Trench Protection Mat, oppure il Trakker Sanctuary Oval Crib, che sono veramente enormi. Oppure Dwarf Sling Mat: piccolo e compatto, è la mia scelta quasi sempre.

Quando uso questi materassini il loro compito non è solo quello di tenere il pesce mentre lo slamo o faccio la foto. Diventano al contempo fodero, zaino, e porta guadino. Tutta l’attrezzatura finisce lì dentro, ed è il massimo del minimalismo.

Il materassino diventa una vera e propria borsa. Il maestro di questo stile è appunto il mio amico Mago, che di pesci grossi ne sa qualcosa…

Le Esche da stalking

Questa è la parte più difficile perché, per natura, il carpista viaggia di suo sempre con decine di chili di esche. Non è tranquillo, se non le ha.

Qui c’è poco da fare: bisogna cambiare forma mentis e c’è un solo modo per farlo, ed è pescare a stalking il più possibile, comprendendo chiaramente che servono pochissime esche se siamo bravi a individuare i pesci.

In relazione a ciò, ecco cosa mi porto dietro io per una pescata “standard”, oppure in un posto in cui non sono mai stato:

  • un barattolo con dentro pop-up di colori diversi
  • una bait box con dentro sfarinato da method
  • una lattina di mais giallo

Più un minuscolo barattolino con dentro qualche esca finta (mais e tiger nut) e un spray attrattivo.

Le pop-up, non serve spiegarlo, spesso sono l’arma vincente quando si cercano pesci curiosi, su approcci single hookbait senza pasturazione. Nel barattolo ci sono quelle bianche, gialle, arancio e rosa, così posso adattarmi alle situazioni. Le pop-up in genere sono da 15 mm, se necessito di esche più piccole, semplicemente le taglio. Preferisco le pop-up ai wafter perché le pop-up possono diventare bilanciate, ma le bilanciate non possono diventare pop-up.

Le poppy bianche sono infine utili se, accidentalmente, mi trovassi nella situazione di dover pescare carpe a galla con del pane reperito sullo spot.

Il method è la mia go to esca. Non ne faccio mai a meno, perché se cerco una mangiata rapida, non c’è niente di meglio. In genere miscelo il method con dei pellet, in particolare con i Dirty Pellets: questo mi aiuta dare un po’ di “ciccia” al pesce e a potenziare ulteriormente il gusto della pastura.

Il mais giallo è l’emergency bait: averlo sempre dietro mi dà una fiducia estrema. Anche perché, fondamentalmente, funziona ovunque.

Ovviamente questo set di esche possiamo definirlo “standard”, perché in base all’esperienza sugli spot in cui vado poi mi adeguo. Esempio, se so che pescherò solo a galla, mi porterò solo pane e bread bomb, niente altro. Oppure, siccome in inverno il method rallenta, mi porterò al suo posto solo pellet.

Arrivati a questo punto avrete una domanda: e le boilies affondanti? Non le porto sempre, ma se lo faccio, utilizzo un accessorio a mio avviso indispensabile: il marsupio porta esche. E il migliore, per me, è quello di Shimano: Tribal Baiting Pouch.

A proposito, un piccolo cenno allo zaino. Ne consiglio 2… più uno.

Il Nash Dwarf BackPack sembra uno zainetto Eastpak di un liceale per dimensioni, ma ci sta dentro dutto. Per le pescate velocissime o in città è il top. Altrimenti, lo Zaino Trench Compact di Shimano, fantastico per la sua stabilità (ci si possono poggiare le canne a ‘mo di portacanne).

Il +1 lo dedichiamo a due zaini particolari. Ideali per condizioni estreme, perché sono stagni: Aqua Torrent Duffel Bag e Vass Dry Rucksack. Sono più grandi dei precedenti, ma se piove state pur sicuri che l’acqua dentro non ci entra.

Pochissimi fronzoli

La minuteria che dobbiamo portarci dietro deve essere pochissima. Anzi, sarebbe meglio “zero”.

Faccio un esempio pratico: dovremmo essere in condizione di innescare l’esca in meno di 5 secondi, o cambiare un terminale in 10.

Come si fa? Per esempio, utilizzando sul rig i Bait Screw, su cui basta avvitare l’esca, senza doverla forare con l’ago. Il bait screw appunto sostituisce ago da innesco, bait floss, e stopper.

E poi, portando da casa dei rig già pronti, inseriti in un astuccio rigido come può essere la Mini Rig Safe di Korda.

A questo punto mancano solo una indispensabile forbice e, infine, i piombi: 2 da method, 2 ultraleggeri (max 20 grammi) per la pesca a vista sottoriva, 2 flat pear. Punto.

Solo in caso di necessità spot-correlate: una fionda o un cobra (lo Stealth Stick di Nash, corto e leggero, è perfetto) e un piccolo asciugamano (se si pesca a method, è più che indispensabile). Il mio preferito è quello della Spomb, ma solo perché è rossonero…

Cosa non portare

Abbiamo visto in questo articolo cosa portare, ma in chiusura diamo qualche dritta su cosa NON portare.

  • La bilancia: se prendi il pesce della vita e non sei in grado di pesarlo, è davvero un problema?
  • Avvisatori: lo stalking non è pesca d’attesa, ma d’attenzione. Certo, portarsi gli avvisatori non è peccato capitale, anche perché occupano, due 2 picchetti, pochissimo spazio. Ma hai mai pensato al casino che fai quando li pianti?
  • Sacca di pesatura: i puristi diranno che senza sacca si maltrattano i pesci. Io dico che ci sono materassini-sling che fanno la stessa cosa, e che rilasciare un pesce direttamente dal guadino è meglio che tenerlo in una sacca 10 minuti mentre cerchiamo l’inquadratura migliore per mostrare quanto siamo “etici” nel rilascio.
  • Sedie e lettini: non c’è niente di più bello di mettersi in pesca e sedersi dietro le canne, a pochi centimetri. Il nostro bel sedere è protetto dall’imbottitura del materassino. Puzza? Va bé, ma siam carpisti…
  • Cibo e bevande: se sai che dovrai pescare per poche ore, non serve portarsi primo, secondo, frutta e snack. Ma anche se peschi una giornata intera, panino e via. L’unica cosa fondamentale sempre è l’acqua. Rigorosamente in borraccia, perché noi carpisti siamo eco-friendly…
  • Rod Pod: te lo concedo solo se è minuscolo e vuoi sembrare mega-figo pescando in Darsena a Milano. In tutte le altre occasioni, i say no!

Quindi, la carriola usiamola solo nell’orto!

Ridurre tutto non è semplice, ma pescata dopo pescata diventa semplice liberarsi del superfluo e chiedersi, a un certo punto, “ma perché prima avevo dietro tutta quella roba?“.

Vi aspetto sulle sponde, allora. Così facciamo una a gara chi va più veloce

Ps. Non dimenticatevi le due cose più importanti: le licenze di pesca – anche se viaggiamo leggeri e possiamo correre come Bolt, scappare dalle guardie non è la scelta giusta – e gli occhiali polarizzanti!

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