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Due notti indimenticabili! E quella koi…

Il nostro Ambassador, Federico, ci racconta una sessione di due notti in compagnia dell’amico Samuele. Una pescata andata oltre le più rosee previsioni, con tanti pesci e anche una koi. Sentiamo come è andata!

Dimenticate le trote per qualche mese a causa della chiusura, è arrivato il momento di dedicarmi al carp fishing.

La mia tenda nuova è lì che mi aspetta… è venerdì, e mentre la tenda aspetta me, io aspetto che Samuele arrivi a casa mia per partire.

Samu arriva, e da buoni carpisti stracarichiamo la macchina. Dove si va? Laghetto Caldara, provincia di Milano. Ci ho già pescato qualche volta, ma ogni volta, chissà perché, sa mettermi addosso quel brividino della prima…

Arriviamo sul lago dopo aver attraversato il traffico di Milano verso le 5.

E piove. Piove, piove, piove.

Non ci resta che montare le tende e infilarvi dentro tutto quello che possono stipare: brande, borse, minuteria, esche. Tutto… tranne noi!

Fortunatamente la pioggia scema un pochino e arriva una tregua al maltempo, anche se ormai è sera.

Samuele è velocissimo e riesce a piazzare subito tutte e 3 le sue canne. Pescherà con pop-up rosa Citruz, pop-up Milky Toffee Mainline e omino di neve 20+15.

Io, invece, decido di pescare per la prima notte con 2.

Il motivo è semplice: è tardi, e non riesco ad analizzare bene il fondale che ho davanti. Chi mi conosce lo sa che sono precisino…

Quindi, piuttosto che pescare male, preferisco, pescare in marginal: la prima canna finisce su uno spot con un albero in acqua, la seconda davanti a me, con un lancio a pendolo dolce.

Samuele ne ha piazzate invece 2 a lunga distanza, e una a pendolo nel sottoriva.

Attività fin da subito

La prima partenza arriva alle 21, con un amur che finisce sul materassino: io non lo amo come pesce, perché è sempre agitato, puzzicchia, e rovina i guadini. Però, insomma, bella soddisfazione con la prima canna piegata!

Scherzi a parte, scappottare subito è importante perché ti dà una gran fiducia.

All’1 di notte partenza a fuoco: è sempre la mia canna all’albero, con un pesce più grosso, pesante, ma… è un altro amur, molto più grosso.

Ma comunque amur…

Rimetto in pesca la canna, ma per una mia disattenzione la metto giù male.

A causa del buio e forse della stanchezza, la calo in un punto che si trova al di là di uno dei tronchi che avevo come riferimento, e purtroppo la partenza successiva si risolve in un nulla di fatto.

Poi, finalmente, si dorme!

Mai fermi

La mattina del sabato la dedico alla ricerca di uno spot a lunga distanza.

Lo pasturo con un mix pensato appositamente per una canna con: boilies Mainline Salty Squid da 15 mm, boilies Oblio Dirty Baits da 15 mm bagnate con Liquid Booster Oblio e Pacific Tuna Bait Booster, il tutto infarinato con una farina Spicy. A condimento, palline Crayfish del 20 spezzettate, e mais preparato da me.

Lanciata questa canna, cerco un secondo spot, che andrà a sostituire la canna a pendolo.

In questo caso però pasturo con un mix diverso: boilies fruttate alla fragola, all’ananas e alla tiger nut, con pellet di diverse dimensioni (8mm scopex e pellet multimisura di Mainline).

La terza, ovviamente, rimane all’albero.

Lanciate le mie canne vado da Samu e gli chiedo: “Come le hai messe?”.

Lui: “Una sottoriva, una sulla lunga distanza e una in ricerca su un ghiareto, se così si può chiamare…”.

Siamo finalmente in pesca come si deve, abbiamo fatto le cose per bene. Tuttavia, rispetto ai risultati immediati del giorni precedente, la mattina e il pomeriggio tutto tace.

Dobbiamo aspettare la sera, anzi, la notte per un’altra partenza. Sono le 11 ed è una splendida specchi, non enorme, ma scura. Bellissima. E’ caduta su un innesco al pesce così composto: boilies Mainline Salty Squid wafter.

Ma dovrei dire “ex wafter” perché è rimasta per mesi ammollata nel Goo, ed è diventata quindi un dolce affondante. Per questo, la controbilancio all’insù con un chicco di mais finto galleggiante.

Si balla!

Pomeriggio alle 4 inizia uno dei momenti più intensi da quando faccio carp fishing. Ecco che parte una carpa, sempre sulla mia canna, questa volta quella messa a distanza intermedia, pasturata con boilies fruttate e pellet.

E’ il preludio a un paio d’ore magiche, dove io non riesco a tenere tutte e tre le canne in acqua.

Iniziano le partenze multiple, e mentre rilanciavo una canna, ecco che partiva l’altra. Poi l’altra ancora.

Si sblocca anche Samu, che prende la sua prima carpa della sessione sul gradino a 8 metri di profondità davanti alla sua postazione.

Lo conosco bene quel gradino, secondo me è un ottimo spot e, in effetti, anche in questo caso è stato decisamente proficuo!

Sicuramente ha pagato anche il fatto di aver cambiato i tre inneschi: bilanciata Over Carp Yellow Fruit da 16 (con cui prenderà anche le altre carpe successive) e omino 20+15 con Scopex e Milky Toffee.

Poi ecco finalmente una tregua, mangiamo dei buoni panini fatti da Loris, il gestore del lago, e raggiungiamo un nostro amico che pesca in posta 4.

Lui è ancora a cappotto, ma lo spirito è alto, quindi decidiamo di passare la serata con lui.

In piena notte, ecco una partenza ma la slamo. Poi, poco dopo, un’altra run ed ecco un’altra specchi: non grossa, ma molto divertente e molto pazzerella. Insomma, molto carpa!

La notte sono perennemente sveglio, perché prima prendo un amur su una pallina al pesce – e meno male che è un erbivoro! – poi ho due partenze, ma le slamo entrambe.

Anche Samu non dorme, ma a differenza mia fa due pesci. Una è una specchi top, bellissima, l’altra è una carpa più piccola. A rendere bene è stato l’innesco a omino 20+15 con Scopex e pop-up Mainline White Diamond.

Per il resto della notte decido di pescare con solo due canne, quelle messe a lunga e media distanza. Ed è così che succede una cosa strana: continuo ad avere partenze che si fermano quando arrivo sulle canne.

Non riesco a capire se i rig hanno problemi di allamata – strano, perché fin qui hanno funzionato benissimo – oppure se c’è qualcos’altro sul fondo che disturba le lenze.

La sorpresa, però, arriva a metà dell’ultima mattina, domenica.

Samuele ha una partenza “importante”. Dopo qualche minuto la vediamo venire a galla. “E’ un’altra regina, Fede”. “No, amico mio, è la koi!”.

Un’emozione unica a suggellare una pescata coi fiocchi!

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