Fiiish Mud Digger: molto più di uno shad

25 Marzo 2019  |  Redazione Fishing

Il Mud Digger di Fiiish è un nuovo artificiale prodotto dall’azienda francese per “tentare” la golosità degli appassionati di spinning. Una vera e propria “arma” per i perca, che, ne siamo convinti, si rivelerà micidiale anche in mare…

Se lo traducessimo in italiano, suonerebbe più o meno così: scavafango. Bruttarello, vero? Meglio chiamarlo col suo nome originale inglese: Mud Digger.

In nomen, omen, comunque: basta vedere il video ufficiale di Fiiish relativo a questa sua nuova esca per capire che il Mud Digger è fatto apposta per “lavorare” sul fondo, scavando quanto basta per smuovere i pesci apatici.

Nelle prossime righe vi parliamo un po’ di questo shad dalla coda rovesciata che tanto farà parlare di sé nei prossimi mesi.

Ci siamo fatti aiutare da Daniele Vinci, testimonial Old Captain, distributore del marchio Fiiish: lui i Mud Digger li ha usati e li conosce come pochi!

Nella confezione dei Mud Digger troviamo 3 corpi completi, con 3 testine di grammature diverse.

Come definire, quindi il Mud Digger? Sicuramene, dalla forma, è uno shad. Lo si vede bene dalla coda, dal cosiddetto paddle, che appunto dà il nome a tutta la famiglia degli shad.

Ma il Mud Digger non è uno shad come il fortunatissimo Black Minnow di Fiiish.

Il paddle del Mud Digger è infatti rovesciato. In poche parole, non punta verso il basso come quello dei normali shad, ma verso l’alto.

Questo si traduce in una vibrazione molto forte, che si sviluppa anche quando l’artificiale striscia sul fondo.

Però, non è solo uno shad: infatti, il Mud Digger è realizzato con una gomma particolare, molto morbida e reattiva.

Il nuoto è quindi molto sostenuto anche quando il movimento è minimo, e addirittura il corpo del Digger è in grado di muoversi anche quando l’artificiale è fermo sul fondo.

Si muove per la corrente, per un piccolo spostamento d’acqua prodotto da altri pesci, oppure dalla preda stessa che si avvicina e lo “indaga” prima di morderlo.

In questa immagine tratta dal video promozionale, vediamo uno dei possibili recuperi del Mud Digger: strisciando sul fondo (da notare l’effetto della nuvola di fango).

La stessa Fiiish definisce i nuovi Mud Digger come shad swimbait. E non c’è definizione migliore!

Lo stesso Daniele ci spiega così il suo primo impatto col Mud Digger.

“Il Mud Digger di Fiiish mi ha letteralmente conquistato. Pensare che la prima volta che l’ho preso in mano ho pensato “una testa piombata abbinata ad un’esca in gomma, che c’è di nuovo?”.

Mi sbagliavo, come spesso accade per le esche prodotte da questo marchio, il profondo studio, ed il concetto che sta dietro alla progettazione portano ad un grande risultato.

Il Mud Digger nasce principalmente per la ricerda del lucioperca, su fondali fangosi e melmosi.

Daniele Vinci con un persicone catturato con un Mud Digger.

La grande mobilità dell’esca permette al corpo di muoversi in libertà sia durante la fase di recupero, che durante la sosta sul fondale, sfruttando lo spostamento d’acqua della corrente.

Il fatto che sia stato concepito per il lucioperca non deve limitarci, in realtà è un’esca che si adatta alla cattura di tantissime specie diverse“.

Come si usa il Mud Digger?

Come detto in apertura, questa è un’esca prevalentemente di fondale. Non si chiamerebbe “scavafango” altrimenti!

Grazie alla forma della testa, che fa raggiungere all’esca il fondo velocemente e, una volta atterrata sul limo, lo “scava” facendo salire la nuvoletta di fango che tanto piace ai predatori, quest’esca si nota molto bene sul fondo.

Ricorda appunto un pesce in movimento, oppure l’attività dei gamberi sul fondo che si spostano.

L’amo, rivolto verso l’alto, è in posizione anti incaglio, quindi il rischio di presa dentro agli ostacoli è minimo.

Quindi, un primo modo di utilizzare questa nuova esca di Fiiish è proprio quello “standard”: si fa cadere il Mud Digger sul fondo, e poi si inizia a recuperarlo.

O lentamente, facendolo strisciare e quindi facendo alzare il fango, oppure a balzelli, sfruttando il limo che si alza quando la jig head tocca il fondo.

Tre grammature e quattro versione di colore per il Mud Digger di Fiiish.

Però, grazie appunto alla mescola del corpo che è molto morbida e mobile, il Mud Digger è un’esca che lavora bene anche in caduta, con la codina che sventola e produce vibrazioni.

Quindi, un altro recupero efficace è quello a mezz’acqua, con colpi di canna verso l’alto seguiti da piccole discese verso il fondo dell’esca. Su e giù, come a jiggare l’esca.

Infine, il recupero lineare. Qui il lavoro è tutto sul paddle inverso che produce vibrazioni più o meno ampie a seconda della velocità.

Daniele ci dà quindi qualche consiglio sull’uso del Mud Digger:

“Durante la lunga fase di test ho avuto il piacere di poterlo utilizzare in diverse stagioni ed in molteplici spot. Il primo consiglio che mi va di dare è quello di incollare la sezione superiore alla testa.

È importante non incollare tutta la parte piatta anteriore, ma solamante la metà superiore.

Questo perché, cosi facendo non limitiamo la capacità di movimento del corpo in gomma.  E’ un piccolo accorgimento, ma come ben sappiamo sono i dettagli a fare la differenza.

Tornando alla modalità di utilizzo, ho notato che è un’esca che si presta per pescare a contatto con il fondale, ma riesce ad esprimere lo stesso potenziale anche durante il recupero lineare.

È un’ottima esca per la pesca “swimming”, la testa a forma “sabot” tende a mantenere un perfetto assetto orizzontale ideale per il recupero al di sopra di erba ed ostacoli sommersi”.

Ecco il Mud Digger in versione di colore non UV, che riflette i raggi ultravioletti. CLICCA SULLA FOTO se vuoi acquistarlo.

Versioni disponibili

Fiiish ha a nostro avviso fatto la cosa giusta: non ha esagerato con taglie e colori ma ha puntato forte su una misura e solo 4 sfumature.

Il Mud Digger è lungo 9 centimetri, mentre le grammature della testina sono 3: 5, 10 o 15 grammi.

Poche paranoie: a seconda del tipo di acqua che affrontiamo, scegliamo la testina più leggera o quella più pesante e peschiamo!

I colori sono appunto 4 e li trovate disponibili su SportIT.com. Attenzione, però, che due di questi sono UV, quindi sono molto reattivi ai raggi ultravioletti, quindi hanno una resa “diversa” in acqua.

Particolarmente indicati in acque limpide e quando i cambi di luce portano i raggi solari a battere sull’acqua con angolature diverse.

Un’esca, tanti pesci

Su due piedi possiamo dire che il Mud Digger è la perfetta esca da lucioperca. Per pesci fermi, apatici, difficili. Per la forma, la misura, e soprattutto per come lavora sul fondo.

Il Mud Digger nasce come esca da perca, ma il range di catture che si possono ottenere è molto più ampio! Qui vediamo Daniele con un bel luccio.

Ma è riduttivo. Perché, visto in acqua, questo artificiale Fiiish è un vero e proprio allround, che vediamo bene anche di fronte a bass, lucci, e, perché no, pesci di mare come le spigole.

Qui si apre un capitolo che, empiricamente, non abbiamo ancora affrontato, ma che siamo convinti verrà apprezzato da moltissimi pescatori.

Il solo pensiero del Mud Digger che “muove” una sabbia di litorale tra la schiuma in attesa della “regina” ci tenta parecchio…

La chiusura la lasciamo a Daniele:

“Il Mud Digger è stato concepito con un amo Free molto esposto quindi non è un’esca alternativa al Black Minnow ma complementare.

Quando riserchiamo i pesci nascosti in zone intricate e ricche di “cover” il Mud Digger non ha le proprietà antialga del Black Minnow.

L’idea di realizzare un’esca nuova adatta ad un’utilizzo completamente differente la trovo geniale!

Pescando in canale a vista le carpe è risultato ultra efficace grazie alla capacità di penetrare con la testa all’interno del fondale fangoso durante le grufolate.

Ho avuto il piacere di catturare diverse carpe, numerosi lucioperca, persici reali, cavedani, lucci, ed addirittura trote!”.

 

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