Hempseed: le mille forme della canapa (rigorosamente da pesca)

La canapa, hemp, è un’esca da pasturazione molto attrattiva nei confronti delle carpe tanto da diventare uno dei principali “ingredienti” di tutti i mix di pastura. Scopriamo insieme come, quando e perché usare la canapa, illustrando i modi di impiego di alcuni prodotti sul mercato.

Che la canapa sia molto di moda in questo periodo è evidente.

Ma cosa avete capito? Non quella canapa lì… quella da pesca!

L’hemp, come la chiamano in Uk, è semino da pasturazione che non passa di moda perché è estremamente attrattivo e fa catturare un sacco di pesci.

Nelle prossime righe scopriamo come, perché e quando usare la canapa. Sia che decidiamo di prepararcela da soli, sia che scegliamo un prodotto già pronto.

Ecco come si presentano i semi di canapa secchi, prima della preparazione con cottura.

In tutte le miscele di pastura che si rispettino, è presente la canapa. Date un’occhiata alle più blasonate pasture da carpa in commercio: all’interno

troverete dei semini neri.

Interi o spezzati, quei semini sono appunto semi di canapa, e sono fondamentali per il profilo attrattivo delle pasture stesse.

Poi, pensiamo alle pasturazioni di chi fa le gare, sia che si lanci con lo Spomb, sia che si lanci con il cucchiaione: la canapa non manca mai!

Perché? Ce lo hanno insegnato i “padri” del carp fishing: la canapa è un’esca spettacolare per attrarre le carpe, creando quella frenesia alimentare che ci fa fare più catture.

Il segreto di un successo

La canapa è un ingrediente molto oleoso e attrattivo.

Non siamo chimici, biologi, ma semplici pescatori. Spiegare scientificamente perché la canapa da pesca è così attrattiva verso le carpe non è compito nostro.

Basti sapere che è un’esca “tosta”, molto ricca di elementi nutritivi, che scatena nel pesce una sorta di “grilletto” in grado di fargli perdere i freni inibitori.

In pesca, però, è evidente perché funziona: per l’olio che contiene al suo interno e che si diffonde ad alone nell’acqua, creando attrazione non solo sul fondo, ma anche verso l’alto.

I semi di canapa, infatti, sono molto “oleosi”, ed è per quello che, a differenza di mais e bacche d’acerto, sono considerati una granaglia “pesante”.

Molti carpisti evitano di usarla in inverno proprio per il suo alto contenuto di olio, che in acqua fredda si diffonde più lentamente ed è molto meno digeribile per il pesce.

Al contrario, in estate l’olio di canapa è un ingrediente best seller perché fondamentale nella realizzazione di pasture da acqua calda e anche da zig rig.

Come si prepara la canapa?

Ecco il segnale che ci dice che la canapa è pronta: i segni bianchi non lasciano dubbi, spegniamo il fornello e mettiamola a riposo.

Se siete amanti del fai-da-te, la canapa potete prepararvela da soli a casa.

Basta andare in un consorzio agrario, acquistare i semi di canapa secchi e portarli a casa.

Qui li metteremo in un mastello e li lasceremo in ammollo per almeno 12 ore.

Poi, con una pentola, li cuoceremo in acqua bollente per circa 10 minuti.

Il tempo di cottura è fondamentale per la canapa. Indichiamo 10 minuti come tempo “medio”, ma in realtà bisogna fermare la cottura quando vediamo che dai semini cominciano a uscire delle piccole escrescenze bianche.

La canapa di Mainline è una garanzia di efficacia e risultato.

Quando vediamo appunto le prime escrescenze bianche, fermiamo la cottura, mettiamo tutto in un secchio e chiudiamo il tappo per far continuare la cottura stessa dentro il secchio.

Appena la canapa è fredda, può essere usata in pesca.

Questo metodo è ideale per chi usa abbondanti dosi di canapa, per esempio per la pesca in grandi laghi o per le gare di carp fishing.

Ha una controindicazione: la canapa così preparata deve essere usata nel più breve tempo possibile perché degrada molto rapidamente, facendo muffa e deteriorandosi.

Pronte all’uso

Essendo un ingrediente così amato, la canapa è una granaglia molto diffusa nel carp fishing, quindi anche molte aziende del settore propongono canapa già pronta in diversi formati e in diverse “aromatizzazioni”.

Ci sono decine di “sfumature” di canapa in commercio, ma qui ne analizziamo 3, che sono le più diffuse.

La canapa al naturale è la più utilizzata nella pesca a carp fishing e feeder.

CANAPA “AL NATURALE”

Si trova in commercio con il nome di Natural Hempseed, ma dentro questa categoria comprendiamo anche le canape leggermente aromatizzate, o rese Pva friendly.

I formati sono i più diversi, da quelle in secchio a quelle in barattolo oppure in confezione di latta.

E’ la “classica” canapa che si può usare sempre. Perfetta per essere aggiunta alle pasture per creare appunto sfarinati “liquidi”, con molto olio all’interno, è complementare a moltissime altre granaglie.

Mais, tiger, miscele di sempi per uccelli (colza, miglio, niger): la canapa va d’accordo con tutti!

La canapa al naturale viene spesso impiegata anche nella pesca a feeder, mentre molti carpisti azzardano inneschi particolari inserendo i chicchi dentro retine sintetiche come a formare “boilies” di canapa.

Ma qui siamo al carp fishing avanzato (e oltre).

Per fare dei nomi, parlando di canapa al naturale troviamo la Hempseed di Dynamite Baits, la Canapa di Onfish, e inseriremmo anche la Hemp di Mainline, nelle diverse versioni arricchite con attrattori.

Canapa e peperoncino: il “duo” più irresistibile tra le esche da carpa.

CANAPA E PEPERONCINO

Può sembrare un azzardo, ma la canapa e il peperoncino sono una coppia fenomenale.

Chi l’ha usata può confermarlo: insieme, questi due prodotti creano dipendenza nelle carpe e un’attrazione immediata.

Forse la versione più apprezzata in Inghilterra, la Chilli Hemp, come viene spesso definita, si presenta come una miscela di semi e di pezzettini di peperoncino, che in acqua crea un alone oleoso e piccante a cui difficilmente i pesci resistono.

Quando poi la assaggiano, perdono qualsiasi freno inibitorio!

Non a caso, la Chilli Hemp di Dynamite Baits è una delle canape da carp fishing più vendute.

La canapa miscelata alle conchiglie fornisce attrazione e nutrizione. Un’esca ancora poco conosciuta ma estremamente efficace.

CANAPA E CONCHIGLIE

Versione “alternativa”, ancora poco conosciuta ma in certi frangenti devastante. Si presenta come una miscela di semi di canapa e chioccioline di mare.

L’attrazione oleosa permane, in questo prodotto molto particolare, e viene additivata dall’attrattività delle chiocchioline, anch’esse oleose e ricche di proteine.

Il “successo” di questa versione di canapa sta nella nutritività, sia dei semi, ma soprattutto delle chioccioline, che sono un ingrediente naturale.

Forse più “lenta” delle altre due versioni a entrare in pesca, “tiene” molto di più il lungo periodo grazie appunto all’apporto nutritivo.

Potrà sembrare un controsenso, ma nelle nostre prove con le Hempseed & Snails di Dynamite Baits abbiamo avuto discreti successi proprio nella pesca invernale.

Molto probabilmente questo è dovuto al fatto che il pesce si muove meno, e quando si muove lo fa per andare solo su fonti di alimentazione di un certo tipo.

Sempreverde

Con la canapa si fanno molti prodotti “derivati” che sono molto apprezzati dai carpisti. Pasture e liquidi su tutti.

Ecco, ci ricaschiamo: quando si parla di canapa e si fa un titolo come questo si rischia sempre di cadere nell’equivoco.

La “nostra” canapa, quella da pesca, è un ingrediente sempreverde perché funziona dalla notte dei tempi e non “molla” un millimetro.

Per un neofita, è molto probabilmente la granaglia da cui partire insieme con il mais.

Per un esperto, è la chiave di volta di molti approcci, non solo di pasturazione abbondante, ma anche mirata e “finesse”.

Ultima dritta: l’acqua con cui viene cotta la canapa, oltre a essere un ottimo attrattore naturale, è lo strumento migliore per far “rivivere” boilies molto secche e molto dure.

Quindi, se possiamo, sfruttiamola!

Ciao! Sono Paolo e la mia passione, come si può vedere dalla foto, è la pesca. Bazzico laghi e fiumi da quando ho sei anni e le tecniche le ho provate più o meno (quasi) tutte. Dal 1999 convivo con la "febbre" del carp fishing, che è tutt'ora la "mia" tecnica. Lavoro nel mondo della pesca dal 2001, prima come giornalista e redattore per le testate Pescare Carpfishing, Pescare, Carp Fishing Magazine e Carp Fishing Mania, poi come direttore del mensile Carp Fishing Top. Oggi mi occupo a tempo pieno di SportIT, dove curo tutto quello che riguarda la nostra fantastica passione. Se volete contattarmi, per info e consigli, scrivete alla mail fishing@sportit.com!

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