In viaggio! Ovvero, partire con la canna da pesca in valigia (seconda parte)

24 Giugno 2019  |  Simone Bonanno

Di canne, mulinelli e fili abbiam parlato nel primo appuntamento, ma prima di partire per le vacanze è necessario parlare di esche e raccontarti qualche aneddoto che ti farà dire: “Non ci avevo pensato!”. In tema di viaggio, infatti, prevenire è sempre meglio che curare!

Calma, calma. Lo so che fremi, che vuoi partire. Che hai visto su internet le miriadi di pesci che puoi prendere in vacanza e che non vedi l’ora di sentire la canna piegata.

Lo farai, ma adesso leggimi ancora per cinque minuti. Perché, se si parla di pesca in viaggio, è bene essere preparati a tutto. E con tutto.

Le esche, e le esperienze di chi ci è già passato sono fondamentali tanto quanto canne, mulinelli e fili.

Una Plano così è sufficiente per affrontare una vacanza con annessa pesca. Esagerare, lo sappiamo è mooolto facile!

Una Plano definitiva – e con “Plano” intendo sì la cassetta di plastica, ma qui ha il significato allargato di “parco esche” – non esiste.

O se esiste, io ancora non ho trovato una quadra e vorrei portarmi dietro tutte le mie esche per non trovarmi ogni volta in difficoltà.

Arrivo quasi al punto di togliere magliette e pantaloni per mettere due artificiali in più!

E finché sono nei Caraibi o in un posto caldo va bene… in altre località, meglio ripensarci!

La lista della spesa

Se dovessi stilare una lista delle esche che mi porterei dietro, non la farei lunga come un papiro, di più: per ogni categoria portrei mille pesciolini.

Perché voglio avere l’esca giusta per ogni situazione ma… c’è un problema: alla fine mi ritrovo a usare sempre le stesse.

La regola che seguo è questa: in cassetta deve esserci almeno un’esca per ogni situazione, e insieme a queste esche, i miei must (che vi illustrerò dopo).

Tanto per fare qualche esempio. Ci deve essere un’esca che mi fa lanciare lontanissimo in caso di mangianze a distanza, ci deve essere un’esca che si muove velocissima, una da muovere lentissimamente, qualche jig di diverso peso per andare sul fondo se serve, qualcosa di light, qualcosa di strong, qualcosa che tagli bene il vento, esche da galla, e così via.

Informandoti sulla località in cui pescherai, saprai esattamente a cosa andrai incontro perché saprai esattamente che pesci prendere. Se sai che ci sono i serra, e al contempo ci sono mangianze di tonnetti, porterai delle esche, se invece andrai in una località meno prolifica, sicuramente ti serviranno esche light per pescare in porto e qualche esca di galla per tentare magari la spigola al tramonto.

Così come se vai al lago, un conto è andare dove ci sono i lucci, un altro è andare dove regnano i cavedani, e nel mezzo ci sono i persici, che nuotano in entrambi gli spot e sono un ottimo diversivo.

Quindi, cerca di raccogliere più info possibili. Nel frattempo io ti parlerò dei miei must, e si parla di pesca in mare.

Sapere quali spot affronteremo, e quindi quali pesci potremmo incannare, sarà fondamentale nell’organizzazione del materiale da pesca da portarsi appresso.

Golden 5

I miei Must per comporre una mini-scatola – tanto son sicuro che mica tanto “mini” sarà – da viaggio sono: long jerk, wtdminnow pesanti & jig, Black Minnow. E nient’altro.

Scelte le categorie, si deve fare una scrematura in base alle caratteristiche dei nostri attrezzi del mestiere

SportIT baitfishi supersoung
Il Baitfish Supersound di Molix è un artificiale facile da manovrare, un must have nella cassetta del pescatore viaggiatore. CLICCA SULLA FOTO per acquistarlo!

Nel mio caso non possono mai mancare i miei 3 jerk preferiti:

Quest’ultimo nella mia colorazione preferita, GBA (giallo-bianco-arancio), più un paio a scelta in colorazione naturale che non guastano mai.

Tanto pesano all’incirca solo 30 grammi l’uno… perché non metterne un altro?!

Per quanto riguarda la categoria “walking the dog“, non uscirei mai di casa – ma sarebbe meglio dire “da una camera d’albergo”, senza un Pro-Q 120 di casa Seaspin e i nuovi Top Water 110 Baitfish Super Sound di Molix, con i quali ho avuto subito un ottimo feeling nel manovrarli.

Poi, un’aguglia Jack Fin (ma questa di sicuro la redazione me la cancella perché non sono ancora arrivate, eh eh eh).

I pesantoni

Non possono mancare minnow pesanti per “macinare” acqua quando siamo stanchi o svogliati e desideriamo che sia il pesciolino a fare tutto senza grossi sforzi da parte nostra.

Il Rough Trail è un artificiale “importante”: si lancia molto lungo ed è una sorta di allround nel panorama degli artificiali da mare.

Qui entrano in gioco gli Spearhead Ryuki 110s Sw Limited e i Rough Trail Max Blazin 92, dei veri missili terra-aria in grado poi di diventare dei veri siluri, perché ti permettono di sondare ogni strato della colonna d’acqua in base alla velocità di recupero e quanto si “lasciano” affondare.

Infine, in ultima posizione ma non per importanza, i jig, veri mattatori della vacanza, da usare in ogni condizione. E sempre quando non si conosce uno spot.

Perché? Perché permettono lanci siderali e mille modi di recupero, lineare o jiggati, come se fossimo in barca (shore jigging) a colpetti di canna.

Qui facciamo super-affidamento sul principe dei Jig, lo Jugulo, sempre di casa Molix, in misure dai 20 g ai 40 g in base sempre alla nostra attrezzatura. E per i colori?!

Pink back e naturali, non ci si sbaglia mai!

Meglio non dimenticarli…

La naturalezza del movimento e la facilità di utilizzo del Black Minnow lo rendono un artificiale allround da avere sempre con sè anche in viaggio.

Totale peso della Plano? Mmm. Meglio levare un’altra maglietta… e sì che ho parlato solo dei “must“!

Al di là delle battute, se ci portiamo solo gli artificiali che ho indicato, moltiplicandoli per 2,  saremo intorno al chilo di “ferraglia” varia.

Ops. Ne ho dimenticato uno però: come si può fare a meno dei Black Minnow?

Un un paio di teste da 20 un paio da 25 grammi e almeno una da 40 grammi. E i corpi… quanti ne bastano.

Ma non fare a meno dei Black Minnow perché sono ottime esche per capire se il pesce in uno spot è attivo o meno, grazie alla loro estrema naturalezza.

Un po’ di esperienza

Viaggiare è bellissimo e avere la fortuna di pescare rende ancora tutto più adrenalinico ed emozionante.

Come raccontato nella prima parte di questo articolo, è fantastico quando si inizia a fantasticare su come potrebbero essere le nostre pescate in ferie, e non nascondo che mentre scrivo queste righe ho già la testa al mio prossimo viaggio. Maldive? Chissà… no no, meglio non pensarci!

Vorrei prima di chiudere dare un consiglio a tutti quelli che hanno avuto la pazienza di arrivare a leggere fino a qui, dal momento che quello che sto per dire l’ho vissuto sulla mia pelle, tanto da scottarmi e quasi rovinare uno dei viaggi più belli fatti fino ad ora.

Ricordati sempre che sei in ferie e non in un viaggio di sola pesca, perciò non farti condizionare l’umore dai risultati della pescata, perché davvero potrebbe rovinare tutta la meritata vacanza.

Anche se piccoli, pesci come questi carangidi possono rendere una vacanza indimenticabile.

Dico questo perché dopo il mio viaggio sull’Isola di Mauritius, ho imparato a mie spese che, anche se siamo in un paradiso, niente è scontato, e l’oceano non regala mai pesci.

Oltre alla bravura del pescatore, serve anche la fortuna nel trovare le condizioni giuste

Bé, in quel viaggio non ho trovato nè condizioni giuste, tanto che in 12 giorni di soggiorno, 8 albe e forse 10 tramonti in pesca, ho perso 6 pesci tagliati nei coralli e perso circa 15/20 artificiali sempre nei coralli.

E l’unico pesce “cavato” è stato un lucertola. Non sono belli, ma per fortuna ci sono i pesci lucertola che mi hanno salvato più volte dal cappotto anche in viaggi di sola pesca…

I più attenti tra voi si ricorderanno anche che vi ho detto che non è uno spreco avere sempre con sé una bobina d scorta di filo.

Dico così ringraziando due miei cari amici, che hanno fatto qualche viaggio in più di me, e pescano davvero forte.

Se non li avessi ascoltati, a Capo Verde avrei pescato solo una mattina!

Infatti, ho attaccato qualcosa che in meno di 20 secondi ha scaricato completamente il mio mulinello. Se non avessi avuto la magica bobina in più, che ha funzionato un po’ come la “vita di scorta” nei videogiochi, forse non avrei fatto una delle vacanze (con annessa pesca) più divertenti della mia vita.

Viaggiare significa anche confrontarsi con culture diverse. La pesca ci può mettere in contatto con gli abitanti del luogo e instaurare rapporti che, per quanto fugaci, restano indimenticabili. Qui vediamo Michael: una cattura per noi vuol dire tanto, per lui ancora di più!

Se vuoi salvarti la vita…

Un altro consiglio – importantissimo! – è quello di mettere il volume della sveglia alle 5 del mattino il più basso possibile, per evitare di far arrabbiare il “capo”, e prepara sempre tutto la sera prima in modo da lasciare la casa o la camera come dei ninja, senza fare alcun rumore.

Le brioche o dei dolci saranno sempre graditi quando tornerai un po’ in ritardo dalla pescata mattutina, fidati!

E infine, come detto prima, divertiti, e anche se so che è difficile non pensare solo alla pesca e al pesce esotico che potrai sbloccare nel pokedex, pensa a rilassarti e trascorrere del tempo di qualità, senza dover pensare a chissà quale scadenza.

Vivila così: avrai la fortuna di fare un esperienza nuova, che non farà altro che arricchire il tuo bagaglio tecnico culturale e, soprattutto, personale.

Se nel “bagaglio” ci sarà un pescione, o tanti piccoli, meglio ancora. Se non arriva, sarà per il prossimo viaggio!

Comunque vada, di ogni viaggio di portiamo a casa grandi ricordi. E soprattutto, una tremenda voglia di ripartire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*
*