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Iniziare a pescare: quali canne e mulinelli scelgo? (seconda parte, acqua dolce)

Vuoi iniziare a pescare in acqua dolce e non sai come scegliere canna e mulinello? Ecco qualche consiglio che ti renderà la scelta più semplice.

Nell’appuntamento precedente abbiamo dato qualche consiglio a chi vuole una canna e un mulinello per iniziare a pescare in mare. Qui, invece, parliamo di acqua dolce, ovvero di pesca in laghi, fiumi, canali e cave a pagamento.

Anche in questo caso, consigliamo di partire, più che da una domanda, da una chiarificazione: voglio fare una tecnica specifica oppure voglio pescare un pesce specifico?

Facciamo un esempio: vuoi fare carp fishing, oppure pescare la carpa? E’ importante fare questa distinzione perché se vuoi fare carp fishing ti serve un certo tipo di attrezzatura, se vuoi pescare la carpa, puoi farlo anche con attrezzatura da feeder, con canne da match fishing o bolognesi. Ma anche con una canna fissa!

Capito questo, nelle prossime righe diamo qualche consiglio per scegliere una canna e un mulinello per iniziare a pescare in acqua dolce.

Voglio fare un po’ di tutto, voglio pescare un po’ di tutto…

Se stai per iniziare a pescare da zero, è normale avere difficoltà anche a rispondere alle due semplici domande che abbiamo scritto sopra. Non ti preoccupare, rispondere “voglio pescare un po’ di tutto” è normale!

Come in tutte le discipline sportive, anche la pesca ha attrezzi dedicati per ogni sua “branca”. Come la bici è la bici, ma una mountain bike è diversa da una city bike, anche nella pesca ci sono canne per determinate tecniche e per determinati pesci e non esiste “quella che può fare tutto”.

Tuttavia, ci sono canne che ci permettono di catturare molti pesci diversi e frequentare ambienti differenti, con cui davvero puoi pescare un po’ di tutto, rimanendo ovviamente nel limite di una pesca “generica”.

E’ il caso della classica canna italiana per eccellenza, la bolognese. Eh sì, l’abbiamo inventata noi ed è la canna più classica che puoi vedere sulle sponde. E’ la canna del nonno, la canna del papà, quella che si vede in mano ai pescatori mentre facciamo un giro in bici lungo il fiume.

La bolognese è, per semplificarla, la classica canna da pesca con il galleggiante, e pur nascendo per la pesca in acqua dolce, può ovviamente essere usata anche in mare.

Se dovessimo dare un consiglio sulla prima canna da pesca in assoluto – tolta la canna fissa per i più piccolini – la bolognese sarebbe la nostra prima scelta, ed è proprio per questo che consigliamo il nuovo Combo Bolognese Hydrus.

La lunghezza della canna di questo combo, la Hydrus Bolo, è 6 metri. E’ la misura “mezzana”, cioè quella che non è troppo lunga, né troppo corta. Gli impieghi sono numerosi: dalla pesca statica in lago alla passata in fiume, arrivando anche al laghetto e alla pesca della trota in laghetto. Infatti, anche se non specifica per bombarda e penna di pavone – non ci sentano i puristi! – la puoi usare ugualmente.

Detto questo, che pesci puoi pescare con questo combo? Dai piccolissimi, come alborelle, triotti, scardole, gardon, passando ai cavedani, i pighi, e alle carpe, e ovviamente, come detto, le trote.

Puoi pescare a galleggiante, sia statico che in corrente, in fiume, in mare, in lago e anche in laghetto.

Insomma, se cerchi qualcosa che ti faccia fare “un po’ di tutto”, questo è il combo giusto per te. C’è pure il cappellino in omaggio, che non è male in queste giornate di sole!

Iniziare a pescare a spinning con gli artificiali

Una volta funzionava così: il nonno pescava e insegnava a pescare al papà e al nipote. In una “linea di discendenza” che si tramandava di generazione in generazione. E la pesca non era uno sport, era un passatempo. Non era adrenalina, ma relax.

Oggi è un po’ diverso. Anche in Italia ci stiamo avvicinando a un concetto più “sportivo” di pesca, inteso come attività non solo rilassante, ma che produce emozioni.

E la pesca più emozionante per eccellenza è quella che si rivolge ai predatori. Cioè, a quelli che stanno più in alto nella catena alimentare. Attenzione, non parliamo solo di pesci grossi: parliamo di pesci che mangiano altri pesci.

Qualche esempio? Il siluro è in cima a tutti, seguito dal luccio, dal lucioperca, dall’aspio, dal black bass, dalla trota, dal cavedano, per arrivare al persico, il più piccolo ma forse anche il più bello.

Insomma, la pesca dei predatori si rivolge a pesci fenomenali, aggressivi ed affamati, ed è praticata con una tecnica che si chiama spinning. Semplificata, la descriviamo così: lanci l’esca e la recuperi. Se sei bravo, prendi pesci, se non lo sei, fai più fatica.

E a proposito di esca: nello spinning l’esca è un artificiale, cioè un’imitazione di un pesce (hardbait) o di un verme o un insetto (softbait).

In termini di quello che si deve apprendere tecnicamente, è un branca della pesca molto semplice: una volta che sai fare i nodi e sei pratico nel lancio, puoi concentrarti su quello che davvero conta, cioè lo studio dell’esca e del comportamento dei pesci, e ovviamente dei posti dove questi vivono.

Anche nello spinning, però, ci sono diverse sottotecniche, che in genere sono dedicate a pesci specifici. Esempio, il cosìddetto light game si concentra sulla pesca di predatori piccoli come i persici; la trout area è la pesca della trota in laghetto con gli artificiali; il bass fishing è la pesca del black bass – l’avrai sentito chiamare anche boccalone – mentre il pike fishing è la pesca del luccio.

Come sopra: non esiste una canna che ci permette di fare bene tutto, anche perché è impensabile credere che una canna per un pesce di pochi centimetri come il persico possa essere identica a una canna dedicata al re dei predatori d’acqua dolce, il siluro, che a 30 chili è considerato un “cucciolo”.

Però, se vuoi iniziare, ci sono diverse possibilità, ed ecco i nostri consigli.

Come combo “tuttofare” – ma ti ricordiamo che la parola va presa con le pinze – ecco il Combo Fireknight. Canna con potenza 10-30 grammi, mulinello taglia 2000: l’insieme perfetto per fare spinning in acqua dolce con esche “normali”.

Puoi lanciare artificiali fino a 10 cm, esche di gomma, ma anche esche metalliche. E’ una canna corta, 2,1 metri, che va bene da riva in piccoli ambienti così come dalla barca, grazie al suo ridotto ingombro. Mettiamola così: è anche una canna “da vacanza” o da avere sempre nel bagagliaio della macchina, pronta a fare due lanci non appena il tempo ce ne dà la possibilità.

Esclusi siluri e lucci di grandi dimensioni, con questo combo puoi tentare diversi predatori con successo proprio perché il range di esche che è in grado di gestire è ampio.

Iniziare a pescare a trout area

Una delle branche dello spinning si chiama trout area. E’ una tecnica che arriva dal Giappone, ed è una moda oggigiorno potentissima. Hey, “moda” non va preso necessariamente con accezione negativa.

Anzi, questo trend di pesca ha ravvivato la passione di molti pescatori che avevano smesso, così come fatto avvicinare tanti giovani. Il motivo è semplice: si fa con pochissima attrezzatura, si possono prendere tanti pesci e si pratica in ambienti sicuri, ovvero i laghetti a pagamento.

Ecco, se vuoi iniziare a pescare le trote in laghetto con la tecnica della trout area, abbiamo un combo eccezionale: il Combo Artiglio.

Con la Canna Artiglio, accoppiata al mulinello Kronos SFX, puoi praticare la trout area con spoon di diverse dimensioni e divertirti di brutto. Leggera, corta, morbida, la Artiglio di Rapture è una canna divertentissima che sposa in pieno i dogmi della trout area.

A proposito, hai ragione, non sai cosa è uno spoon? Un spoon è un’esca artificiale metallica, versione moderna dei nostri cari ondulanti, che, recuperata o fatta cadere sul fondo, attira i pesci con il movimento e i colori. La trota se la mangia scambiandola per un pesce.

Per fare trout area, come dicevamo, serve pochissima attrezzatura: canna e mulinello, una decina di artificiali che sono talmente piccoli da stare in una scatoletta di 10 centimetri, e un guadino. A tal proposito, visto che si tratta di una tecnica sostenibile, in cui il pesce SI RILASCIA SEMPRE, si deve usare un guadino idoneo, con rete gommata e di giuste dimensioni: come il Rubba Landing Net che proponiamo in questa promo imperdibile.

Per chi ama stare fermo: iniziare con il feeder

Lo spinning, che abbiamo descritto, è una cosiddetta “tecnica di movimento“, perché non si lancia e si rilancia sempre nello stesso punto, ma ci si deve spostare lungo il corso d’acqua o il lago in cui stiamo pescando.

La pesca a galleggiante descritta prima è invece una pesca più statica, cioè che si fa stando fermi nello stesso punto, attirando il pesce con la pasturazione.

Un’altra tecnica di questo tipo si chiama feeder, ed è molto molto efficace. A differenza di un galleggiante, sulla lenza si monta un piombo. E non si pesca a galla, ma sul fondo. L’abboccata non si vede con il galleggiante che affonda, ma con la cima della canna che si piega. Semplice, no?

Su YouTube ci sono tantissimi tutorial per la pesca a feeder, che altro non è che una pesca a fondo molto evoluta (come il carp fishing del resto). E’ molto semplice da imparare, e se vuoi una canna e un mulinello per iniziare a pescare a feeder, ecco il nostro Combo Feeder Hydrus Tele: in questo combo trovi una canna telescopica, che è molto più gestibile della canne in 2 o 3 pezzi standard del feeder “professionale”, ed è molto versatile, perché ti permette di lanciare pasturatori fino a 60 grammi e di gestire anche prede importanti come le carpe.

Quindi, galleggiante, artificiale o a fondo: ora tocca a te scegliere con cosa vuoi iniziare il magico viaggio nel mondo della pesca sportiva!

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