Bolentino: canna corta o canna lunga?

26 Aprile 2019  |  Redazione Fishing

La pesca a bolentino è tutt’altro che semplice: anche nella scelta della canna dobbiamo tenere a mente diversi aspetti che ci permettono di non fare errori di cui ci pentiremo dopo

Manca poco – mettiamola così, dai! – alle agognate ferie e sì, finalmente tireremo fuori la nostra barchetta, la fionderemo nel mare e ricominceremo a pescare.

Però, manca qualcosa: ci vorrebbe proprio una bella canna nuova. Anzi, due, una per il bolentino leggero e una per il bolentino pesante.

Son così belle le giornate in barca. Le mogli prendono il sole e noi ci divertiamo con pagelli, tanute e, se ci va bene, dentici. Cosa chiedere di meglio?

Però… che canna compriamo? Ma soprattutto, quanto deve essere lunga?

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Se guardiamo al mercato, in assoluto le canne più vendute per quanto riguarda il bolentino sono le canne dai 2,50 a i 3,50 metri.

La canna da bolentino è sempre stata vista come “corta”. Un bastoncello che sporge quel tanto che basta dalla barca per farci gestire il filo.

Deve essere corta, perché se è corta è leggera, e se è leggera non stanca, quindi ci permette di vedere meglio le abboccate dei pesci. Insomma, ci fa essere più “sensibili”.

La canna corta piace, e si spiegano così ottimi successi commerciali come le canne Trabucco Searider Bolentino, oppure le Trabucco Pulse Bolentino o, salendo di potenza, le Vanadia Teknic Sea.

Poi c’è anche una questione di costo: sono molto diffuse, quindi ci sono ottimi modelli a prezzi davvero competitivi.

Con meno di 50 euro ci portiamo a casa attrezzi affidabili con cui affrontare l’estate, e non solo.

Diamo qui un consiglio, che poi magari vedrete stravolto nel resto dell’articolo, ma è importante dirlo: se siete principianti del bolentino, meglio cominciare con una canna da 3 metri che con una da 5.

Canne da bolentino lunghe

Chiariamo subito cosa intendiamo con l’aggettivo “lunghe“: le canne da bolentino di considerano lunghe quando superano i 4 metri, e arrivano ai 5.

Anche quando il mare è calmo, c’è sempre un po’ di moto ondoso che ci fa fare su e giù con la barca. Il controllo della lenza a bolentino è fondamentale.

Sono misure al di fuori dello standard che, però, si stanno diffondendo sempre di più. Perché? Perché, a ben pensarci, lavorano molto meglio di quelle corte!

Non è un caso se i migliori pescatori di bolentino da diverso tempo usano canne lunghe, e non stiamo parlando solo di gente che fa campionati di canna da natante, ma pescatori forti, che nel tempo libero sono vere e proprie “macchine da pesce”.

Il primo tema da tirare in balle è il “dove” si usano queste canne, ovvero su un supporto che non è fisso ma… ondeggia.

Il mare non è mai così liscio da farci stare la barca ferma, sia che questa sia ormeggiata o a scarroccio. Facciamo su e giù, grazie alle onde.

E c’è un errore che non dobbiamo fare: farci travolgere, ovvero non avere il controllo della lenza sotto la barca quando il mare ci fa salire e scendere.

In poche parole, se non ci rendiamo conto del fatto che il piombo svolazza travolto dal nostro movimento ondulatorio, potremmo pescare per ore senza vedere un pesce.

Chi pesca a bolentino sa che non è sempre facile mantenere la concentrazione, soprattutto se il movimento del mare è forte. Una canna corta, in questo senso, non aiuta.

Anzi, ci obbliga a mantenere una concentrazione molto più alta, e ci fa stancare di più, perché per ricucire il gap che si crea tra il piombo sul fondo e il mare che sale e scende i gesti del braccio saranno più ampi.

Le canne da bolentino da 4 metri sono molto più semplici da gestire e meno stressanti (quelle da 5 ancora di più). Fa tutto il polso, accompagnato dalla flessibilità della canna stessa.

Mantenere la lenza stesa nel modo giusto è molto più easy, soprattutto se il moto ondoso è potente!

Riducono la diffidenza

Il sarago è una delle prede più ricercate del bolentino, anche in taglie ben più grosse di questo esemplare. Terminali lunghi, ci aiutano a fare più pesce.

Forse l’avrete già notato, ma con quali terminali fate più pesce? Quelli lunghi o quelli corti?

Per terminale intendiamo ovviamente la parte finale della lenza, quella su cui applichiamo i braccioli e, ovviamente, il piombo.

I migliori terminali da bolentino hanno lunghezza che variano tra i 3 e i 4 metri, a cui applicheremo braccioli che vanno dai 50 cm a oltre un metro, nel caso di montature con 2 braccioli.

Se peschiamo pesci come le orate, i dentici, i pagri, i saraghi e le tanute, braccioli più lunghi ci fanno fare più pesce, perché vincono la diffidenza del pesce nei confronti dell’esca in movimento a mezz’acqua.

Pensateci: come si fa a gestire terminali così lunghi con canne… più corte del terminale stesso?

Ammettendo anche di accorciare il terminale fino a 2,5 metri, se pensiamo all’azione della canna (immaginiamo per esempio una 3 metri) sottosforzo capiamo che perdiamo un ulteriore metro… e il pesce come lo portiamo in barca? Come pensiamo di poterlo gestire?

Ovviamente conta anche il punto in cui si prende il pesce. Se è l’amo alto, è possibile riuscirci anche con una canna corta, ma se accade con l’amo in basso, di coda, come si fa a guadinare?

Per capire questo dato a favore delle canne da bolentino lunghe anche 5 metri dobbiamo fare un salto mentale, e pensare che non dobbiamo adattare i nostri terminali alla canna che abbiamo, ma alla pesca che vogliamo fare.

Vogliamo prendere più pesce? Allunghiamo i terminali e prendiamo la canna giusta per lo scopo!

Per concludere

Vi abbiamo convinto? Noi pensiamo che, ragionando da pescatori veri, il discorso sia molto semplice da capire.

Ed è ovviamente chiaro che non siamo qui a demonizzare le canne da bolentino corte. Come detto in apertura, ci sono ottime canne da bolentino corte di cui non pentirsi dopo l’acquisto.

A moltiplicare i pesci non sono i miracoli ma un bel terminale lungo da bolentino, con le giuste esche.

Però, se pensiamo al salto di qualità, ci piace consigliare di provare quelle più lunghe. Siamo sicuri che il tempo ci darà ragione!

Prima di concludere, aggiungiamo un altro tema alla diatriba: nel combattimento del bolentino, è meglio una canna corta o una canna lunga?

Prendere una posizione qui è più difficile perché è ovvio che una canna più lunga, in un ambiente angusto e in una pesca in verticale come quella dalla barca possa sembrare meno gestibile e sensibile di una corta.

Resta il fatto che, in ottica terminali, una canna più lunga è anche più ammortizzante, e il tutto si traduce in minori eventualità di perdere pesci, soprattutto se usiamo terminali dal diametro più sottile che ci fanno fare più abboccate.

Quindi, lunga o corta? A voi la scelta!

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