I migliori attrattori da carpa per l’inverno

1 Febbraio 2017  |  Paolo Meneghelli
 

Nella stagione fredda l’impiego di attrattori e bait dip ci permette di avere maggiore attrazione usando pochissime esche, a volte anche una sola. Ma non facciamoci ingannare dai nostri sensi…

Qual è l’obiettivo di ogni carpista, per non dire ogni pescatore? Passare ore a respirare aria buona, a godersi il panorama e a rilassarsi con una canna in mano? Siamo seri: se andiamo a pescare, lo facciamo per catturare pesci.

Carp Fishing Invernale

E questo è ancora più vero durante la stagione invernale perché, anche se le giornate sono belle, chi ce lo fa fare di gustarci il panorama con le temperature che ballano intorno allo zero?

Quindi, dato per assodato che il nostro obiettivo è catturare, come possiamo aumentare le nostre possibilità di cattura quando fa freddo e i pesci mangiano meno?

La prima regola è: localizzarle. La seconda: velocizzare l’individuazione dell’esca da parte del pesce. E in questo secondo campo è fondamentale l’impiego dei bait dip e degli attrattori da carpa.

TUTTE INSIEME

Prima di “tuffarci” negli attrattori, uno scenario che può piacere ai più appassionati (a meno che si parli di belachan, squid e krill) dedichiamo qualche riga alla localizzazione.

Stagione magica, l'inverno. Per molti, è facile, se affrontata nel modo giusto.
Stagione magica, l’inverno. Per molti, è facile, se affrontata nel modo giusto.

Molti carpisti esperti dicono che la pesca in inverno è più facile.

Non sono pazzi, più semplicemente partono da una “verità”: nei periodi freddi le carpe se ne stanno più o meno tutte insieme in settori ben precisi di fiumi, laghi e cave.

Il difficile è trovare questi posti, perché non è come d’estate, quando i pesci si “mostrano” in superficie o fanno passare segnali della loro presenza, per esempio con treni di bolle o fondali “girati”.

Quindi, o conosciamo a menadito uno spot, e questo significa aver indossato parecchi “cappotti” negli anni precedenti, oppure dobbiamo mettere in conto di fare “bianca” in diverse pescate per capire, effettivamente, dove ci sono i pesci.

Non c’è infatti una regola generale valida dappertutto. Ovviamente, in linea di massima, i pesci in inverno stazionano nelle buche più profonde, dove gli sbalzi di temperatura non sono esagerati, oppure si riparano in ostacoli naturali e non.

Carp Fishing Spot Invernale
Sponda a picco con sassi: ottimo spot invernale!

Poi, ci sono le varianti. Pensiamo alle sponde di sassi o di cemento, che si scaldano durante le ore di luce e poi rilasciano il calore durante la notte.

Oppure, sponde basse a canneto dove però è presente un forte scalino che porta subito la profondità su dati “importanti”, come 7-8 metri.

Cappotto-successo-cappotto-successo: costruiamo così la nostra esperienza e anche per noi sarà più facile la pesca invernale.

A quel punto sentiremo nostro anche il detto “trovata una, trovate tutte”.

FARGLIELA TROVARE SUBITO

Quindi, se dobbiamo trovare i pesci, riducendo al massimo i cappotti, il fattore tempo gioca un ruolo determinante.

Il nostro obiettivo, una volta individuato il posto giusto, è far trovare il più velocemente possibile l’esca ai pesci che, ovviamente, non saranno affamati come in primavera ed estate.

Per far trovare subito l'esca, meglio dipparla.
Per far trovare subito l’esca, meglio dipparla.

Non cercheranno avidamente le esche, ma dovremo “tentarle” con poche ma buone palline.

Se le sfamiamo, esagerando con la pasturazione, otteniamo l’effetto contrario.

E come si fa a velocizzare l’individuazione dell’esca? Innanzitutto, dobbiamo usare esche “veloci”, dalla granulometria spessa e di altissima qualità nella composizione.

Poi, dobbiamo “pomparle” con attrattori liquidi che ne aumentino il potere attrattivo.

Le carpe non ci vedono bene, ma hanno un ottimo olfatto. Ed è dove loro sono più forti che si gioca tutta la partita.

POCHI OLI…

Prima di indicare quali sono i giusti attrattori da carpe per l’inverno, analizziamo insieme alcune caratteristiche che questi attrattori NON devono avere.

Regola numero uno: scordiamoci gli oli. L’olio, come tutti noi sappiamo, già non si scioglie in acqua, e se l’H2O è fredda, risulta un “mattone” che è tutto il contrario che attrattivo.

Il nostro naso potrebbe ingannarci. Apriamo degli ottimi attrattori al gusto pesce, magari dei cibi liquidi (fish food) al krill, al belachan, all’halibut, al tonno e ci diciamo che sono quelli giusti.

Un attrattore al pesce ricco di oli: troppo "pesante" per l'inverno.
Un attrattore al pesce ricco di oli: troppo “pesante” per l’inverno.

Perché sono naturali, perché sono aromi riconoscibili, perché insomma, al pesce piace il pesce!

Commettiamo così l’errore di affidarci solo al nostro naso, senza verificare effettivamente come questi attrattori lavorano in acqua.

Il compito di un attrattore da carpa invernale è quello di diffondersi nell’elemento liquido in modo veloce, per allargare la zona attrattiva, quindi convincere i pesci a mangiare.

Ricoprire le esche di attrattori molto ricchi di olio non fa altro che renderle impermeabili e “statiche”: l’attrattore infatti potrebbe rimanere incollato all’esca, in quanto non solubile in acqua, facendoci perdere quasi del tutto il senso del dippaggio dell’esca.

… E POCO PER VOLTA

Oltre alla scelta dell’olio, un altro atteggiamento sbagliato è quello dell’eccessivo dippaggio dell’esca. In gergo tecnico, overdipping.

Non è assolutamente vero che un’esca stradippata sia più efficace di una lasciata in ammollo solo qualche giorno.

Ricordiamoci il motivo per cui le esche rilasciano i loro elementi attrattivi: perché l’acqua penetra all’interno dei pori e fa uscire tutti gli attrattori!

Un’esca troppo “bagnata” e carica, rischia di essere un’esca “lenta”, rispetto a una più secca, semplicemente perché l’acqua impiega più tempo a entrarvi all’interno.

Ecco allora spiegato il motivo per cui, dippare è bene, ma farlo troppo è sbagliato.

La soluzione c’è, e si trova in alcuni prodotti in commercio come gli Infuza di Korda o i Modular Hookbait Pots di Ridge Monkey.

Grazie a questi particolari accessori, possiamo dippare le esche poco per volta, facendogli assorbire la giusta quantità di dip affinchè l’esca non diventi una “bomba” di attrazione.

I DIP GIUSTI

Veniamo ora al succo del discorso, e all’illustrazione di alcuni bait dip da carpa che possono funzionare bene in inverno.

Partiamo dall’aglio. Sì, lo sappiamo, puzza e non piace a tutti, ma le carpe impazziscono per l’aglio.

E’ un aroma che funziona bene tutto l’anno, e spesso viene abbinato ad aromi al pesce, oppure applicato su pellet dai gusti forti, come le spezie.

Dip all'aglio

Quindi, un dip all’aglio, o meglio ancora un cibo liquido a base del nemico giurato di Dracula, deve essere una delle prime scelte quando di parla di attrattori da carpa invernali.

E che dire della betaina? Un amminoacido devastante, e lo sanno bene anche i pescatori al colpo o chi fa feeder: sono molto probabilmente loro, più dei carpisti, ad abbondare con la betaina nelle loro esche.

Il motivo è semplice: funziona, funziona, funziona.

Le carpe la riconoscono immediatamente come fonte attrattiva, se applicata sulla superficie delle esche. Insomma, un dip alla betaina non può mancare nell’arsenale del carpista invernale!

Liquido alla betaina

Una mela al giorno, togli il medico di torno. Mangiare la frutta fa bene, e anche le carpe lo sanno.

Fuor di metafora, tra le aromatizzazioni più efficaci in inverno ci sono quelle alla frutta.

I bait dip da carpa alla frutta sono un ottimo ingrediente per potenziare le esche.

Ananas, fragola, banana sono tre gusti che funzionano e a cui dobbiamo dare fiducia.

Piccola dritta: non necessariamente dobbiamo abbinare dip fruttato a esca fruttata. Anzi, a volte combinare l’azione del dip fruttato, a quella dell’esca cremosa o speziata, fa davvero la differenza.

cloudy-manilla-liquid

Il latte è un ingrediente che molti carpisti utilizzano nella pesca a zig, che è una tecnica prettamente estiva.

Tuttavia, il latte, come ingrediente, funziona bene anche d’inverno.

Dip al latte di cocco, o a base di formaggio, sono efficaci dalla notte dei tempi, ovvero da quando i nostri nonni impiegavano intrugli casalinghi per catturare carpe nelle risaie.

In commercio ci sono molti dip al latte, ma possiamo anche ricorrere al “self-made” utilizzando il latte di cocco o quello di soia.

NON MUORE MAI…S

Mais XL Lattina

Parlando di liquidi e attrattori da carpa, abbiamo velatamente fatto riferimento alle boilies, che sono ovviamente le esche “principe” del carp fishing.

Lo sono anche in inverno, quando è meglio usare poche esche, ma buone.

Tuttavia, c’è un’esca che non batte nessuno. È “antica”, ma non muore mai…s. Sì, è proprio il mais, quello nelle scatolette di latta che mangiamo nelle insalate.

La dritta che vi diamo è questa:

1- prendiamo un barattolo di mais, versiamo il liquido in un pentolino e mettiamo i chicchi in un sacchetto per il congelatore;

2- accendiamo il fuoco e aggiungiamo al liquido qualche cucchiaino di miele, scaldando lentamente il tutto;

3- una volta che gli ingredienti sono miscelati, rovesciamo tutto nel sacchetto dove c’è il mais, scuotiamo e mettiamo in congelatore.

4- il giorno prima di andare a pesca scongeliamo le nostre esche e mettiamole in una scatola di plastica: il mais al miele è pronto!

Commenti

  1. Salve e grazie x le informazioni dettagliate che mi avete dato quello che vorrei sapere gli ammolli oi dep x giusta regola quando vanno messi. Mi spiego mettiamo caso che io vado a pesca domani le mie esche le devo mettere a mollo il giorno prima o il giorno stesso grazie

    1. Ciao Angelo, dipende dall’effetto che vuoi ottenere. Più tempo le esche stanno a contatto col dip, più dip assorbono. Questo significa che c’è una bella differenza tra esche bippate 1 minuto, 1 notte, 1 settimana, 1 mese.
      Esche poco ammollate si slavano velocemente. Un approccio di questo tipo può essere adatto per pescate molto veloci, a stalking, a vista, o comunque se non rimaniamo con l’esca in acqua per più di 1 o 2 ore. Esche molto ammollate hanno senso invece se intendiamo tenerle in acqua per lungo tempo, 1 notte o anche di più. E poi c’è comunque l’intensità stessa: un’esca molto dippata a volte rischia di essere “repellente” perché diventa una bomba di aroma. La risposta la puoi avere solo tu in base alle pescate che vuoi fare, a dove le fai (esempio: in posti pressatissimi dippare molto le esche non è quasi mai vincente), e ai pesci che hai in target. Ultimo appunto: dip molto densi vengono assorbiti più lentamente dalle esche quindi richiedono più tempo di ammollo. Così come devi prestare attenzione anche alla tessitura delle palline: boilies con la granulometria grossa assorbono i liquidi più velocemente. Quindi, sulla base di quanto ti ho detto, prova a mettere insieme i pezzi e troverai sicuramente il modo migliore per dippare le tue esche!

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