Passione Reale

A volte capita di voler cambiare, di voler staccare da quello che ami tanto, e forse troppo… Storia di una pesca alternativa a un predatore antico, bello e rosso come il Sole. Sua maestà il persico reale.

Dopo innumerevoli battaglie al bass in tutte le sue forme e sfumature, ho sentito l’esigenza di staccare un po’ e di volermi dedicare anche ad un predatore che forse solo oggi sta ritornando in auge nel cuore degli appassionati dello Spinning in tutto il Belpaese: il persico reale.

E’ senza dubbio il primo predatore che ho catturato quando fin da piccolissimo facevo i primi lanci sul mio amato Lago Maggiore.

Seguivo i salti delle alborelle e cercavo di lanciarci in mezzo.

Non sempre i risultati erano fenomenali, ma queste pinne rosse e strisce nere diventavano un’emozione troppo grande da poter nascondere già allora.

 

Sono passati tanti anni e oggi sia per un’esperienza diversa sia per un’offerta del mercato in continua evoluzione ci permette di insidiare il reale con attrezzature molto più moderne e adatte.

Ho effettuato diverse uscite mirate in autunno e inverno pescando dal belly e dalla barca in verticale, principalmente con tre tipi di esche diverse: casting Jig, metal vibrations e drop shot.

Un persico in urban style: il reale è anche il re della City!

Casting Jig

Sono essenzialmente metal jig come lo Jugulo Casting Jig, che trovano un uso maggiore per la pesca saltwater sulle mangianze ad esempio di tombarelli e alletterati.

Selezionati nelle grammature più consone (5-20 grammi) per i fondali dove maggiormente cercheremo il persico, possono essere davvero letali quando troviamo il predatore abbastanza attivo e disposto ad alzarsi velocemente dal fondale o dal suo grado di stazionamento.

Aggiungo di solito un assist hook di dimensioni adeguate in testa all’artificiale, magari preferendo una legatura all’amo molto brillante con il crystal usato anche dai moschisti per le loro costruzioni.

Nel caso di parecchi ostacoli sul fondo levo l’ancoretta di coda.

Metal vibrations jig

L’inverno è il momento giusto per i vitelli.

Quando l’acqua diventa ancora più fredda e il reale rende più a concentrarsi in branco ma inizia ad essere più lento, niente di meglio che un metal vib.

Avendo l’accortezza di toccare sempre il fondo e alzandolo per 80/120 centimetri, riesce a “infastidire” spesso i pesci più belli.

Usate anche colori accesi, più visibili nelle maggiori profondità.

Io uso il super collaudato Trago Vib, disponibile in tre grammature a seconda della profondità che vogliamo sondare.

Drop Shot

Pinne rosse, strisce nere: il reale è inconfondibilmente splendido!

E’ la mia ultima arma quando il predatore non ama attaccare il metallo.

Preferisco shad non troppo piccoli (3 pollici) per cercare un po’ la taglia e non pescare con l’insidia troppo piccola e poco visibile.

Le piombature sono anche generose per arrivare sul fondo in velocità. Ra Shad, Sator Worm, Virago 3” e il neonato RT Shad.

Capire dove staziona la minutaglia è fondamentale per questo tipo di pesca per non perdere ore a vuoto.

Un buon ecoscandaglio può fare davvero farvi svoltare l’esito della vostra battuta di pesca!

mm

Ciao a tutti! Sono Maurizio Manzi, per tutti "Maury", e la passione della pesca è nata fin da piccolissimo grazie a mio padre e mio nonno. Le alborelle sono state il mio primo obiettivo e da lì in poi non mi sono più fermato. Ho partecipato per diversi anni a tornei di bass fishing, togliendomi più di qualche soddisfazione, come un campionato italiano da natante a scoppio sul lago di Garda e uno con motore elettrico a squadre sul lago di Varese. Resiste (spero ancora per un po' :D) il mio record del bass più grosso mai preso in una competizione italiana: 3,320 chili sul Garda, appunto. Negli ultimi due/tre anni mi sto dedicando anche ad altre tecniche come la trout area, la pesca della marmorata e lo spinning in mare. Il bass rimane comunque l'amore più forte. Lavoro da dieci anni per l'azienda Pro Tackles Molix, seguendo il commerciale per la fascia del Nord Italia e lo sviluppo di alcuni prodotti.

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