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Pesca e avventura: una vacanza indimenticabile!

Il nostro amico Federico ci racconta una vacanza a tutta pesca vissuta con i suo soci Mirko e Teo: notti in tenda sotto la pioggia, trote bellissime, chilometri a piedi dentro e fuori i torrenti. Un racconto di pesca e avventura per questi ragazzi giovanissimi con una passione pura e cristallina. Buona lettura!

Quest’anno ho solo due settimane di ferie e così decido di trascorrerle in montagna: voglio andare sul sicuro divertendomi sia a pesca sia con i miei amici.

Parto la sera dopo il lavoro col mio socio Mirko, e qui comincia una vera e propria avventura, perché il meteo purtroppo non è dalla nostra parte.

Vento, acqua e freddo: proviamo a resistere in tenda tre giorni ma la pioggia non dà tregua.

Durante l’ultima notte ci svegliamo con quattro centimetri d’acqua dentro la tenda, così, onde evitare malanni, ripieghiamo in una casa trovata all’ultimo secondo.

Finalmente si ragiona!

Il giorno dopo ci raggiunge Matteo, un altro mio amico, e nonostante i torrenti facciano paura – sono gonfi a causa di tutta la pioggia dei giorni precedenti – decidiamo di tentare la sorte.

Non abbiamo tutto il tempo del mondo a disposizione e preferiamo un cappotto clamoroso piuttosto che girarci i pollici. Prendiamo l’attrezzatura più pesante che abbiamo a disposizione e iniziamo dall’Adda.

Improvvisamente…

Ci stava salendo la depressione quando ad un tratto sento Mirko chiamare, urlare, agitarsi. Corro indietro abbandonando lìattrezzatura e lo vedo lì con qualcosa in canna a centro corrente. Lo raggiungo un po’ a fatica e riesco a guadinargli quello che è il primo pesce della vacanza: una super fario!

Dopo quello, però, più nulla.

Ci spostiamo allora in un altro tratto da noi conosciuto dove decido di testare delle nuove esche. “Tanto oggi non prendo un ca**o” – dico tra me e me – “almeno vediamo come funzionano”.

Le classiche ultime parole famose perché la canna si piega in modo critico, vedo una sagoma e un colore.

Marmo! Marmo!” – urlo – Mirko e Teo fortunatamente mi sentono e arrivano di corsa. Non è una marmorata alla fine, ma un super ibridone.

Dopo questo pesce chiudo la canna, per oggi basta, continuerò a pescare nei giorni successivi!

Altre emozioni

Il secondo giorno di pesca decido di farlo a Livigno, poche ore ma ben concentrate.

Ho bene in mente quello che voglio fare: due canne, una leggera e una pesante, e ovviamente inizio con quella pesante.

Come l’anno scorso alcune fario arrivano sotto riva a cannone attaccando la mia esca con cacciate da paura senza però restare allamate.

Cambio, mi metto a “light” utilizzando metal jig da 10 e 15 g: grazie a loro – e un po’ di fortuna – prendo due bellissimi salmerini. Non sono grossi, ma non mi interessa, è gia bello averli presi dato che non li avevo mai visti “dal vivo” e mai presi.

Pausa. Ora andiamo a fare shopping?!

Il terzo giorno

I torrenti sono ancora proibitivi tranne uno. Lo risaliamo tutto pescando con cucchiaini rotanti e minnow piccolini, massimo 6/7 grammi, facciamo una “strage” – le abbiamo rilasciate tutte, ovviamente! – di trotelle piccole e colorate.

Tra tutte queste Teo ci tira fuori una piccola marmo: non ne vedevo da anni in quel corso e a dir la verità ho provato una gioia infinita.

Dopo quel pesce, purtoppo Teo deve tornare in città.

Restiamo io e Mirko: non sto a tediarvi con tutte le battute che sono seguite come la giornata a Temolandia o la magic brown trout in mezzo alle pollo…

Scherzi a parte, ve ne racconto solo due.

Gran finale

La prima ha inizio una mattina soleggiata. Fa caldo, quasi non sembra di essere in montagna, prendo la scusa per andare su al 2000 con solo la canna da mosca. Fario e iridee wild come se piovesse: a fine giornata contiamo piu di cinquanta trote a testa solo nel torrentello per arrivare al lago e delle fario stupende prese nel lago.

La seconda è l’ultima battuta, a vacanza quasi finita.

I torrenti sono ancora pietosi ma decidiamo di fare la pazzia ed entrare in una gola – non fatelo mai, se non siete almeno in due può essere parecchio pericoloso! – risalendo il tratto.

Io sono a cappotto, come sempre ne ho slamate quattro belle, Mirko si diletta a farmi una trota dopo l’altra davanti al muso.

Abbiamo tre buche importanti da battere. La prima è sua: fa un lancio preciso, due giri di mulinello e vediamo un ombra partire. Arriva sotto la sponda e lì scatta un attacco fulmineo. L’esca sparisce e la frizione parte indemoniata, dopo un po’ di combattimento me la tira a guadino.

Che bestia! Sana, pinnata benissimo e ancora energica dopo la lotta!

A questo punto continuiamo. L’acqua è piu alta dell’ultima volta ma è ancora fattibile.

Finalmente catturo una fario e poco dopo subito un altra ancora più grossa che comincia a saltare come una pazza, la tengo fino al guadino dove si slama un secondo dopo essere entrata… fortuna?!

Arriviamo così all’ultima buca.

Proviamo di tutto e non esce nulla. Ma a un tratto vedo qualcosa dietro il long jerk da 14 centimetri che sto muovendo. Insisto insisto, botta in canna, ferro, spanciata: la vedo, è marmorata pura.

Un pesce esagerato, sarà over 70 sicuro… ma purtroppo non ci resta e, una volta punta, ci saluta tornando in tana… questa volta ha vinto lei: va bé, sarà per la prossima, almeno l’abbiamo vista!

La vacanza è terminata così, ma non le pescate: quelle non finiranno mai, perché quando una passione esce dal cuore non potrai mai mettergli un freno!

SPORTIT TIP – LE ESCHE USATE DA FEDERICO E DAI SUOI AMICI

Insomma, pesci come quelli che si vedono in queste foto non si prendono per caso. Bisogna saper pescare, interpretare gli spot, e utilizzare le esche giuste. Abbiamo chiesto a Federico e ai suoi amici quali esche hanno utilizzato, ecco le loro dritte:

Molix Jubar FS 7 cm, colore Bianco – “La facciamo breve: ha fatto danni! Ovviamente in senso buono…”

Duo Spearhead Ryuki 80/95, colorazione violet yame, red belly – “Presi poco prima di partire per la vacanza, sono gli artificiali che l’hanno sbloccata. Letali!”.

Smith D Contact 85 – “SportIT, prendili perché fanno la differenza!”.

Fiiish Black Minnow Misura 2, testina da 8 grammi – “Le esche preferite da Mirko e Matteo”.

Menzione speciale meritano poi i metal jig:

Moresilda 6 e 10 g – “I salmerini li abbiamo presi tutti con questi”.

Jugulo Wide 7, 10 e 15 grammi – “Usati principalmente in lago per le lunghe distanze che possono raggiungere”.

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