Scuola di nodi: il nodo treccia / terminale

13 Maggio 2019  |  Ettore Ghezzi

Problemi a connettere la treccia con il terminale per lo spinning? Nessuna paura: ecco un nodo semplicissimo per unire appunto il trecciato sul mulinello al finale in fluorocarbon.

Segui i passi, ci vogliono solo pochi secondi!

Chi pratica lo spinning sa che la rottura del finale capita spesso e che non sempre è facile riannodare lenza madre in treccia e finale in fluorocarbon, soprattutto in pesca.

Vuoi perché piove, vuoi perché è buio, vuoi perché c’è molto sole e non vediamo bene le lenze.

Vuoi perché i pesci sono in frenesia e, per la fretta, ci perdiamo qualche passaggio, sbagliando il nodo e perdendo altro tempo.

In questo articolo vi mostriamo, con una velocissima sequenza fotografica, un nodo treccia / terminale che quasi si può realizzare a occhi chiusi.

Unico strumento indispensabile: un accendino.

I passaggi per realizzare il nodo

Stiamo parlando di fili di diversa entità, quindi di un nodo in grado di unire materiali diversi, ma soprattutto con diametri diversi.

Questo nodo trecciato / leader è quindi l’ideale quando la differenza di diametro tra le due lenze è notevole.

Alcuni esempi? Il già citato spinning, con la giunzione lenza madre con finale in fluorocarbon, il surf casting o il carp fishing, con la giunzione degli shock leader e i parastrappi.

In questi ambiti, il nodo che proponiamo è perfetto per lo scopo.

La partenza è data dai materiali. Per scattare le foto abbiamo utilizzato un trecciato Molix Super Cover Game e uno dei migliori fluorocarbon per finali in commercio, il Trabucco XPS Fluorocarbon Saltwater. Se non sapete quali materiali usare, fidatevi: qui siamo al top della qualità!

Per prima cosa, con un accendino bruciamo una delle estremità del fluorocarbon. Qui subito capiamo se abbiamo a che fare con un fluorocarbon, un nylon, o un nylon spacciato per fluorocarbon. Il filo non deve prendere fuoco e deve formarsi una pallina che, una volta seccata, è molto rigida e solida.

Affianchiamo i due materiali, come a sovrapporli. In questa foto è molto bene evidente la differenza di diametro tra i due materiali. Senza un nodo come quello che stiamo vedendo, sarebbe impossibile collegarli.

Il principio è lo stesso che si utilizza per il nodo Grinner, che è forse il più utilizzato dai pescatori di tutto il mondo. Facciamo un’asola con la treccia e poi, con il capo libero della stessa, facciamo diversi giri all’interno dell’asola stessa, “abbracciando” il fluorocarbon.

Affinché il nodo abbia una buona tenuta è necessario fare qualche giro di treccia intorno al fluoro. Ne servono almeno una ventina. Non bisogna farne pochi ma al contempo non bisogna esagerare come se stessimo facendo un nodo FG o un PR. Una volta finiti i giri, tiriamo il capo non libero per stringere l’asola, molto lentamente.

Mano a mano che il nodo si stringe intorno al fluoro, spostiamo le spire verso la pallina di fluorocarbon, portandola quasi in battuta. E’ molto importante non avere fretta in questa fase del nodo. Siamo alla fine, manca pochissimo, ma se sbagliamo e l’asola sborda dalla pallina dobbiamo rifare tutto…

Per concludere il nodo, tiriamo entrambe le estremità con vigore. Le spire si stringeranno maggiormente sul fluorocarbon e finiranno contro la pallina, che in parte fungerà da blocco, insieme ovviamente all’attrito prodotto dal trecciato stesso. Tagliamo l’eccedenza di treccia e il nodo è pronto.

Un nodo per tutti

Un nodo di giunzione treccia-terminale più semplice di questo non esiste, dal momento che si basa appunto sul nodo fondamentale di tutta la pesca.

Quindi, questo è davvero un nodo per tutti.

Dalla sua ha sicuramente la semplicità e la velocità di realizzazione, e proprio per questo è consigliatissimo da realizzare proprio quando si è in pesca.

Ha una buona tenuta, ma ovviamente non paragonabile a quella di un Albright.

Un altro vantaggio, e qui chiudiamo, è la “pulizia“: non è affatto un nodo ingombrante e non limita la fuoriuscita della lenza dagli anelli della canna. O meglio, lo fa, ma sicuramente in modo così impattante da penalizzare i lanci.

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