Spinning con i metal jig: i concetti base per iniziare

5 Agosto 2019  |  Simone Bonanno

Lo spinning con i metal jig è una delle tecniche di pesca più efficaci e redditizie che un appassionato di predatori può praticare in mare. Chiamatelo come volete: shore jigging, per la caccia grossa, o light jigging, nella sua versione leggera. Qui vi regaliamo una piccola guida per iniziare.

“Il jigging? E’ una cosa solo da barca“.

“Il jigging in italia? Ma va, non funziona“.

Queste frasi quante volte le abbiamo sentite pronunciare da tanti “santoni” dello spinning in mare?

Eppure, chissà come mai, lo Shore Jigging, così si chiama la pesca con i metal jig da riva, è una mania sempre più diffusa che dal Sol Levante ha invaso anche l’Italia.

Perché, sia chiaro, nella pesca niente (o quasi) è impossibile. E fare shore jigging nei nostri mari si può eccome.

E non c’è pesce che possa stare al sicuro, perché coi metal jig può prendere davvero di tutto.

Oggi esistono veramente tantissime tipologie di jig in commercio, dai jig da pochi euro fino a jig che addirittura possono costare come un artificiale di alta fascia.

E voi mi chiederete: come mai così una grossa differenza di prezzi, se alla fine è sempre piombo? Ecco una prima pietra miliare: non tutti i jig sono fatti con il piombo.

Senza scendere troppo nello specifico, ci sono alcuni jig che, per avere alcuni movimenti e azioni di nuoto particolari, vengono sviluppati in combinazione con lo zinco, che ha un peso specifico molto più leggero rispetto a quello del piombo.

Infatti, c’è un’altra cosa da dire: non tutti i metal jig devono affondare come un plinto verso il fondo. Tutt’altro: in alcune varianti “slow”, che vedremo più avanti, la forza del jig sta proprio nel suo scendere lentamente verso il fondo del mare.

Ma forse non ho risposto alla domanda: basta lo zinco per fargli aumentare così tanto il prezzo?

In realtà il prezzo lievita anche per “colpa” del corredo che ha il jig, ovvero ancorette e assist hook, e dallo sviluppo della sua forma. Forme originali, brevettate, che forniscono al metal jig un movimento unico, costano ovviamente di più.

A contribuire all’azione di un jig contribuiscono il peso, il materiale e la forma.

Tanti tipi di metal jig, prede infinite

Esistono jig allungati, ideali per classici recuperi lineari, e poi esistono jig pur sempre allungati, ma con una concentrazione del peso (per esempio in coda) tale da aumentare la gittata e la velocità di affondamento.

Poi, esistono jig allungati in zinco per lavorare qualche centimetro sotto il pelo dell acqua alternando recupero classico a degli stop & go che lo facciano cadere verso il fondo, sfarfallando come un pesciolino morente.

Prima di scendere nel tecnico, rispondiamo a tre domande che sicuramente possono esservi saltate in testa se avete deciso di leggere questo articolo:

  1. Cosa prendo con i metal jig? Risposta secca, che ribadiamo: tutto. Dal sugarello al serra, passando per la ricciola e arrivando al tonno. Non c’è esca che il metal jig non possa prendere.
  2. Come faccio a muovere un metal jig come se fossi in barca? Lo shore jigging è una tecnica che richiede una sola cosa: pazienza. La resistenza fisica è necessaria solo nelle versioni “strong”. Dalla barca è più easy, ma anche da riva si può. Come diceva una canzone: “Su e giù”.
  3. L’attrezzatura da jigging è costosa? Sì, ma solo se vuoi il meglio. Se stai solo iniziando, ci sono ottimi prodotti a costi decisamente contenuti.

Nel resto dell’articolo esamineremo questi tre elementi, parlando appunto delle prede, delle tecniche di recupero, dei metal jig stessi, e sfioreremo anche il discorso attrezzature (che tratteremo più approfonditamente in un altro articolo).

Come tecnica comanda

Il motivo per cui lo shore jigging ha preso piede in Italia, non nascondiamolo, sono i big fish. Ricciole, dentici, lecce, palamite, tonni, e così via.

I video giapponesi con i Sampei attaccati alla canna cercando di stare in piedi sulle rocce sono adrenalina pura. Si sa, al pescatore il pesce grosso piace, e se li prendono in Japan perché non possiamo farlo anche noi?

E in effetti possiamo farlo: ci sono già moltissimi video di pescatori tricolori con in canna palamite, grossi alletterati, cernie, barracuda, lampughe. Frizioni che fumano, sogni che partono.

Però, come sempre capita, ciò che nasce per una cosa spesso diventa utile per un’altra, e quindi si apre tutto un nuovo capitolo di shore jigging, che in gergo viene chiamato light jigging. Jigging leggero.

Qui le prede cambiano: sugarelli, lecce stella, spigole, piccoli serra, ma anche saraghi, occhiate, scorfani. Tutti i piccoli pesci che popolano le nostre acque possono essere catturati con i metal jig, basta adattarne dimensioni e attrezzature.

Ecco perché lo shore jigging sta diventando così popolare: lo puoi praticare dappertutto, indirizzandolo a una miriade di pesci, non solo i big fish.

Uno degli impieghi più entusiasmanti dei metal jig è sulle mangianze di tonnetti e alletterati. In queste situazioni possiamo usare anche jig da recupero lineare.

Le misure

A questo punto vi chiederete: quali jig mi servono per iniziare? Prima chiediti cosa vuoi fare: shore jigging o light jigging?

Se vuoi fare light jigging ti servono metal jig piccoli e leggeri, da 5 ai 25 grammi massimo.

Se vuoi fare shore jigging, ti diamo i numeri del lotto: 40, 50, 60, 70, 80, 90, 100, 110… grammi.

E’ importante avere un’ampia varietà di pesi dei metal jig per adattarci al fondale e alle correnti che abbiamo davanti. Un jig da 50 grammi scende in modo diverso da uno di 60. E 10 grammi possono significare metri in ottica di velocità di discesa sul fondo in relazione alle correnti.

Quindi, è fondamentale, più che avere tanti colori di jig, avere diverse pezzature per non pentirsene poi.

I colori fondamentali sono pochi. Avere però con sé tanti jig di grammature diverse è fondamentale per avere più chance di fare strike.

I colori dei metal jig

Gli indispensabili sono questi:

  • bianco/argento
  • rosa/argento
  • azzurro/blu/argento

Pochi, ma infallibili. L’argento è il colore dominante, lo sapete perché?

Perché è quello che propone al pesce più riflessi mentre il jig cade o risale, spinto dalle nostre jerkate (colpi di punta della canna verso l’alto). Poi, ovvio, ricorda moltissimo il pesce foraggio che i predatori trovano nei nostri mari…

Cadere (e rialzarsi)

Se ti stai informando sulla pesca coi metal jig molto probabilmente hai già sentito parlare di “caduta“. Pesca in caduta, azione di caduta, mangiata in caduta.

In questa pesca anche la caduta è una fase fondamentale dell’azione di pesca.

Infatti, i jig hanno una grande attrattiva anche in questo momento che per molti pescatori poteva essere solo una perdita di tempo prima della vera azione di recupero!

Quando il metal jig scende verso il fondo, sfarfalla. E sfarfallando ricorda un pesce in difficoltà, oppure un gruppetto di pesci che si inseguono producendo colpi di luce con le loro livree argentee.

Ecco perché è attrattivo: scendendo lungo la colonna d’acqua, il jig incontra l’interesse di diversi predatori.

Quindi non dobbiamo pensare al jigging come a un clone dello spinning, fatto appunto di lanci e recuperi. Il jigging è altro, e l’attrattività del metal jig non è data solo dal recupero lineare, ma soprattutto dalle fasi di caduta in seguito alla risalita.

Fuori dall’acqua: colpo di canna verso l’alto, il jig sale a galla; abbassiamo la canna, il filo si smolla e il jig scende verso il basso. Gnam!

Le forme

Qui uniamo 2 concetti importanti. Abbiamo detto che il movimento in caduta del jig è importante, così come la velocità. Quindi, abbiamo visto che avere diversi “pesi” nei jig è fondamentale per coprire diverse profondità, così come variare l’azione di recupero fa ciondolare l’esca in strati d’acqua diversi.

Manca però un terzo elemento: la forma del jig. Questa contribuisce al modo in cui il metal jig scende sul fondo: velocità e tipo di movimento.

Più un jig è lungo e stretto, più velocemente affonderà.

Più il jig è largo e tozzo, più sfarfallerà lentamente verso il fondo.

Quindi, per esempio, con un jig lungo e stretto come lo Jugulo di Molix o il Duo Casting Drag Slim, l’azione di recupero sarà molto veloce in recupero lineare e anche nel recupero “jiggato”, proprio perché, grazie alla forma, questi jig scendono rapidamente sul fondo.

Jig allungati come questi sono appunto perfetti per coprire ampie porzioni di acqua in poco tempo, in una sorta di “power fishing” alla ricerca dei pesci più attivi.

Un jig allungato va a simulare un pesce morente ma che cerca ancora di portarsi verso la superficie per riuscire a scappare dall’attacco di un grosso predatore.

I jig tozzi invece sono fatti apposta per essere recuperati lentamente, e anche nel recupero jiggato vanno “aspettati” nella loro discesa sul fondo, affinché sfarfallino, rimanendo nella colonna d’acqua per più tempo.

Lo slow jigging, così viene chiamata questa particolare variante, sta prendendo piede anche in acqua dolce, dove è devastante nella cattura dei persici. Ma ci ritorneremo…

Per chiudere il discorso recupero slow, si fa così: si lancia, si attende che il jig vada sul fondo, si danno ampie botte della canna verso l’alto affinché il jig “salga” tanto lungo la colonna d’acqua, poi si smolla il filo e lo si fa riscendere. Così fino a quando il jig non torna sotto i nostri piedi.

Più facile a farsi che a dirsi nelle righe di un blog.

Lo Jugulo di Molix è uno dei metal jig più apprezzati sul mercato. E’ dotato di ancoretta ed è perfetto per essere usato su recupero lineare. CLICCA SULLA FOTO per scoprire tutti i colori e le grammature.

No time… to loose

C’è una cosa che stavo dimenticando di dirti: oltre alla possibilità di poter allamare anche un tonno da riva, la cosa bella di questa pesca è che non conosce orario.

Si può pescare coi metal jig all’alba, al tramonto, per tutta la mattina, per tutto il pomeriggio. Il jigging non ha orari!

Però, un altro consiglio che posso dare, ovviamente dove è possibile, è quello di cercare di pescare su “tanta acqua”. Quindi, fondali che a portata di lancio possano superare tranquillamente i 15 metri di fondo.

Proprio per il tipo di azione delle esche, che devono fare su e giù lungo la colonna per essere efficaci, sono questi gli ambienti ideali per il jigging da riva.

Più abbiamo acqua “sotto i piedi” più abbiamo chance di fare strike, perciò gli hot spot (non quelli del wifi.. eheheh ) saranno scogliere e grosse aree portuali, sempre che sia concessa la pesca.

E’ possibile sostituire le ancorette di jig con gli assist hook già pronti. CLICCA SULLA FOTO per scoprire tutti gli assist hook ready made disponibili su SportIT!

Naturalmente nulla ci vieta di fare shore jigging dalle spiagge basse: è più difficile, tosto, faticoso, ma le soddisfazioni, quando arrivano, hanno la “S” maiuscola.

Assist hook o ancoretta?

Solo assist hook? Solo ancoretta? Assist e ancorette insieme?

Innanzitutto: che cos’è un assist hook? Vi sarà capitato di vederei immagini di metal jig con uno o due ami che penzolano dall’anello più alto, dove si attaccano il moschettone o lo split ring.

Ecco, quelli sono gli assist hook: sono ami collegati al jig da un corto pezzo di trecciato che, l’esperienza lo dimostra, fanno sì che il jig non si incagli quando tocca il fondo e, inoltre, danno una migliore tenuta in bocca nei combattimenti rispetto alle normali ancorette.

Come in tutte le discipline alieutiche non esistono leggi scritte ma esistono quelle non scritte e, si sa, la pesca è anche interpretazione: quindi sull’armare i jig vi dico la mia idea!

Io voto per gli assist hooks perché, innanzitutto, rendono il jig il più possibile antincaglio ed è risaputo che un amo singolo di grosse o medie dimensioni allama molto meglio di un ancoretta e slama molti meno pesci!

Allora, perché ci sono jig con l’ancoretta ? Perché nascono, in teoria, e sottolineo in teoria, per pescare in modo tradizionale, quindi su recupero lineare. Gli Jugulo di Molix sono fatti così e sono perfetti per essere usati in recupero lineare, come un qualsiasi artificiale.

Ma se vogliamo far lavorare il jig anche a sbalzi, per intenderci “vertical style”, gli assist hook devono sostituire l’ancoretta.

Perché parecchi attacchi dei predatori si ricevono verso la “testa” del metal jig, quindi avendo un assist potremmo avere uno strike in più.  E’ un peccato non montarne almeno uno!

Un piccolo trucco è quello di dressare, ovvero “corredare” gli assist hook con piccoli polipetti o frangette riflettenti come paillettes in modo da rendere l’amo più leggero nel momento della mangiata ed avere maggior possibilità di allamata.

Inoltre, montare un polipetto in gomma simula la “catena alimentare”… Ovvero, pesce che caccia altro pesce, che ignaro viene cacciato da un altro pesce più grosso, che dovrà poi vedersela con noi!

I metal jig dotati di ancoretta in coda sono fatti apposta per un recupero tendenzialmente lineare.

L’attrezzatura per lo shore jigging

Le attrezzature andranno scelte in base ai pesi dei metal jig che vogliamo andare ad utilizzare per le nostre acque, ma anche per utilizzo in Oceano: per esempio alle Canarie con una canna da 90 grammi di max weight saremo in grado di gestire esche e pesci importanti.

Le canne per lo shore jigging non sono mai corte, dimentichiamoci la classica canna da Jerk. Qui la misura minima è 2,70 metri e forse forse siam appena appena cortini: l’ideale e’ una 2,80 o una 3 metri.

Più siam lunghi, più lanceremo lungo e meno fatica faremo a jiggare. Ovviamente meno fatica è relativo perché  picchiare 80 grammi per 3/4 ore è veramente dura, e non ve lo dico perché ho un fisico da sollevatore di margherite, ma perché è veramente dura!

Nel light jigging si utilizzano micro metal jig da pochi grammi. L’attrezzatura va adeguata alle dimensioni contenute di queste esche.

Il mulinello che andremo a scegliere sarà almeno un taglia 5000 imbobinato con 300 metri di treccia che sceglieremo in base alla canna e al peso dei jig.

Parlando in diametri uno 0,23 è perfetto con uno spezzone di Fluorocarbon diametro 0,50 mm collegato con un PR knot per stare freschi in questa torrida estate.

Scherzi a parte, la mia attrezzatura è composta da una Zenaq Defi Muthos The Mid Game 93K, canna che lancia dai 18 ai 90 grammi, con un range ideale dai 25 ai 70, e un mulinello Twin Power SW 5000: se siete curiosi di conoscere questi prodotti, passate a trovarmi in negozio a SportIT e sarò molto lieto di farvi vedere tutto.

Se invece vogliamo approcciarci light, la linea della lunghezza rimane la stessa.

Ma andremo ad abbassare i grammi di portata ad un max di 30 o 40, e la taglia del mulinello scenderà a 3000/4000. 

Il diametro della treccia sarà max uno 0,13, sempre sopra i 200 metri, con un finale in Fluorocarbon da 0,28 mm.  Il mio corredo “canna + mulo” è la New Triple Cross Shore Slow & Rubber Jigging della Major Craft, lunga 2,89 metri, con una potenza massima di 30 grammi abbinata ad uno Shimano Sustain 4000.

Ora che ti abbiamo detto tutto, se vuoi divertirti un po’, guarda il nostro video registrato nel Mar Ligure durante una giornata di pesca sulle mangianze utilizzando proprio i metal jig:

 

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