Rambo Trout Cup 2020 al Lago Bellaria: vi raccontiamo la nostra vittoria!

3 Febbraio 2020  |  Ettore Ghezzi

Con gli amici del negozio SportIT, da tempo si era deciso di partecipare a qualche garetta di trout area o simili.

Però, sempre con l’intento goliardico e “poco serio” di volersi divertire fra amici con la trout area.

La nostra scelta sarebbe ricaduta fra la moltitudine di eventi che vengono organizzati con la modalità di pesca in coppia con qualcuno e con finalità di beneficenza.

Giunta la notizia che da quest’anno la Rambo Trout Cup – un nome che è tutto un programma – era diventata a regime no-kill, ci siamo iscritti con un team di tre persone.

Io , Simone Bonanno e Gianmarco Rizzoli.

Il Team SportIt

Il giorno prima abbiamo chiacchierato parecchio su come impostare la gara e quale tecnica usare, ma tutti e tre avevamo delle opinioni diverse

Quindi cosa abbiamo fatto? Abbiamo preso la decisione più sensata che potevamo prendere: “Siamo in tre proviamo e vediamo cosa funziona di più“.

Tutti per uno, uno per tutti.

Giunti al Lago Bellaria, salutiamo qualche amico, beviamo un caffè e  ritiriamo il foglio dei turni.

Tra poco si comincia.

Pronti, via…

Una partenza incerta, dovuta da un picchetto infelice, e l’obbligo di usare il materiale messo a disposizione dallo sponsor nel primo turno, ci mette leggermente in difficoltà.

Dal secondo turno in poi, però, siamo riusciti a dar sfogo alle nostre idee.

Per un breve tempo ci siamo confrontati fra di noi: c’è chi ha optato per spoon, chi per i crank, chi per i nuovissimi bottom.

Ma poi, la soluzione è venuta da sola: è stato facile capire chi aveva scelto giusto.

Utilizzando tecniche ben diverse siamo riusciti ad avere la necessaria per la rimonta del gap iniziale.

E voi vi chiederete: quali tecniche?

Uno) Minnow recuperato molto lentamente e poco sotto la superficie dell’acqua, nello specifico la Pupa Boss di Nories;

Due) Spoon a lunga distanza, Lover Spoon da 3,2 grammi;

Tre) bottom di Neo Style, Premium Type SS da 0,70 grammi, usati a discreta distanza e fatti lavorare nell’ultimo metro della colonna d’acqua.

Grazie a queste tecniche siamo riusciti ad avere una continua crescita per tutti i turni, portandoci all’ultimo turno a effettuare una serie di catture che ci hanno permesso di recuperare posizioni in classifica.

Con mio stupore e quello dei compagni, siamo riusciti a chiudere fino al secondo posto e a guadagnarci il diritto di partecipare alla finale.

Finale fra i primi tre equipaggi classificati che si è svolta in barca.

I compiti del trio

Ovviamente il trio si è dovuto dividere dei compiti.

La scelta è stata:

Simone come giudice su una barca avversaria a segnare le catture, io come rematore, e Gianmarco pescatore

Qua la situazione si è rivelata totalmente diversa da quella affrontata fino a quel momento

Non dovendo più arrivare a certa distanza per cercare le trote, si è deciso di usare un’esca dal nuoto lento e sinuoso: Hydram Floating dai colori accesi.

La scelta, come potete vedere dalle foto allegate, è risultata vincente!

Venti minuti di finale dove “Giamma” ha inanellato una serie di catture che ci portano  in vantaggio su tutti e ci fanno così festeggiare il primo posto.

Ora le chiacchierate verteranno su una sola cosa: la data…

Sì, perché abbiamo vinto un viaggio in Svezia, dove andremo a goderci questa inaspettata vittoria.

Ringraziamo gli organizzatori, Team PEGS e Wild Society, per la bella giornata trascorsa: siamo già in lista per la prossima edizione!

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