Spoon da trout area Rapture: quali, come e quando usarli

3 Dicembre 2018  |  Redazione Fishing

Rapture, marchio di Trabucco specializzato nello spinning, presenta in catalogo diversi spoon da trout area: analizziamoli uno per uno per capire come e quando utilizzarli con più possibilità di successo.

La trout area è la tecnica del momento tanto che molti appassionati di trota laghetto sono passati dalle bombarde agli spoon da trout area.

C’è sicuramente una componente “modaiola” dietro questo movimento, ma ci sono anche due dati incontrovertibili: è divertente, nel senso che ci fa prendere pesci, e spesso anche tanti; poi, è una pesca “light”.

Bastano infatti una canna e una scatoletta di artificiali, ma sarebbe meglio dire “spoon”, e un guadino per goderci delle belle giornate di pesca all’insegna della mobilità e della leggerezza.

I giapponesi, che hanno inventato questa tecnica, producono oggi artificiali molto complessi che arrivano a costare anche 20 euro al pezzo.

20 euro per un pezzo di metallo?!”: sì, ma i motivi per cui questi artificiali costano così tanto ci sono e non è questo l’ambito per parlarne.

Piuttosto, qui vogliamo tranquillizzare tutti quelli che si avvicinano all’area: le trote si prendono anche con artificiali molto meno costosi e, anzi, questi artificiali in molte situazioni sono ancora più efficaci!

In questo articolo parleremo di un marchio dal nome inglese ma dall’anima italiana: Rapture.

Vedremo i suoi spoon da trout area uno per uno, cercando di mostrare pregi e peculiarità, al fine di capire come e quando usarli al meglio.

La trout area ha diverse sfumature. C’è quella da “gara”, con le trote piccole, e quella “da laghetto”, alla ricerca di big trout come questa.

Quando si parla di artificiali economici c’è sempre un freno. Si pensa che, se costano poco, è perché non sono efficaci.

Può essere vero in certi casi, ma non lo è in ambito spoon. Gli artificiali di cui stiamo per parlare funzionano eccome, si muovono bene e hanno anche buone doti di lanciabilità.

La differenza con i japan sta nel fatto che i colori disponibili sono un numero minore, forse non hanno la stessa  “definizione”, e le vernici sono leggermente più deboli.

Ma non stiamo parlando del luccio, bensì di trote che hanno denti decisamente meno “aggressivi”.

Poi, c’è una seconda precisazione da fare, e riguarda la piega che ha preso l’area game nel nostro paese: quella delle gare.

Ecco, qui parliamo di artificiali non da gara; o meglio: tolti un paio di modelli parliamo di artificiali che, per peso e azione, sono perfetti per l’uso fuori gara.

Le competizioni di trout area oggi sono arrivate a un livello tale per cui spoon da 0,5 grammi non sono più un’eccezione, ma ci sta: in questi ambiti si affrontano trote “rambo” da 100 grammi (se va bene), quindi sono necessarie esche molto piccole.

In situazioni “standard” di laghetto, invece, con trote dal mezzo chilo in su, il discorso cambia, e sono necessari spoon più grossi ma anche più pesanti, in grado di affondare in strati molto bassi alla ricerca di trote stazionarie.

Partiamo ora con la nostra rassegna degli artificiali da area Rapture.

Il Masu Spoon è un vero e proprio “allround” di Rapture. Nei recuperi lineari produce un movimento sfarfallante davvero irresistibile. CLICCA SULLA FOTO PER ACQUISTARLO.

INFATICABILE MASU

Partiamo dal Masu Spoon perché è stato il primo spoon da area che Rapture ha lanciato, ed è anche quello con cui ci siamo divertiti di più.

E’ un ondulante classico, a goccia, dotato di una fortissima vibrazione sul proprio asse se recuperato sia a bassa sia a grande velocità.

La misura ideale, che ci permette di fare un po’ di tutto, è quella di 3 grammi.

Grazie al peso, possiamo lanciare molto lontano, alla ricerca di branchi a galla, ma possiamo anche “aspettare” che scenda lungo la colonna d’acqua intercettando i pesci che non sono in superficie.

Affondando, sfarfalla molto bene e non sono rari gli attacchi in caduta. Attenzione, perché spesso questi arrivano pochi istanti dopo che l’artificiale ha toccato l’acqua!

Il recupero migliore di questo spoon è quello regolare, senza strappi, a velocità media.

Come colori, molto efficaci nelle giornate cupe sono il rosa fluo e il “giamaica” (rosso, giallo, verde).

Se cercate uno spoon tuttofare, il Masu Spoon è quello che fa per voi.

E attenzione: se pescate in torrente nella classica pesca “native”, dategli una chance (così come al Trout Spoon di Molix): funziona benissimo anche in questi ambienti!

L’Iride Spoon di Rapture è un artificiale da pesca a galla. CLICCA SULLA FOTO PER ACQUISTARLO.

DRITTO ALL’IRIDE

Lanciato lo scorso anno come novità, l’Iride Spoon è un cucchiaino dalla forma allungata.

Pur essendo abbastanza pesante (le versioni partono dai 2,5 grammi e arrivano a 3,3), in acqua è leggerissimo.

E’ infatti uno spoon da galla, da utilizzare quando le trote sono in superficie.

Si lancia molto lungo grazie alla forma aerodinamica, e ha la particolarità di sfarfallare in modo irregolare mantenendosi negli strati superficiali.

E’ un vero e proprio “trigger”, che scatena l’aggressività delle trote mentre queste sono pacifiche a galla in cerca di una preda.

Il recupero migliore è quello molto lento: vedrete lo spoon muoversi sul suo asse, “zoppicando” ogni tanto per poi riprendere lo sfarfallìo.

Quanto ai colori migliori secondo la nostra esperienza, i gialli e i neri striati sono gli Iride più “efficaci”.

Prism Spoon: può sembrare un doppione del Masu ma il suo nuoto è molto più leggero e ondeggiante. CLICCA SULLA FOTO PER ACQUISTARLO.

PRECISO COME UN PRISMA

Il Prisma Spoon può sembrare un doppione del Masu, ma il suo nuoto è completamente diverso. Più sottile, più leggero (le versioni sono da 2 e da 2,6 grammi), sfarfalla in modo completamente diverso.

Ha un nuoto più “stretto”, che lo porta ad agire più in superficie.

E’ uno spoon da sottoriva, da lanciare vicino a strutture (per esempio ossigenatori, barche, tubi, pali) dove le trote sono sempre in caccia.

In caduta è meno aggraziato del Masu, mentre sul recupero emette una vibrazione più stretta e “acuta”.

I classiconi come l’argento, il giallo e l’oro, ma anche il rosa-rosso, sono i colori da tenere d’occhio.

Lo Zero Area Spoon è un minispoon compatto, perfetto per le competizioni ma anche per le situazioni “difficili” dove è richiesto un recupero lento. CLICCA SULLA FOTO PER ACQUISTARLO.

ZERO… O QUASI

Arriviamo quindi all’unico spoon “da gara” della collezione. E’, infatti, il più piccolo nel catalogo Rapture: signore e signori ecco lo Zero Spoon.

Si tratta di un micro spoon prodotto in grammature molto ridotte, da 0,8 grammi a 1,8.

E’ uno spoon da trote difficili, dotato di un nuoto sfarfallante davvero particolare.

Da recuperare molto lentamente, è perfetto per la pesca a vista e ci ha dato ottimi risultati se fatto scendere sul fondo per poi recuperarlo radente al fondale.

Considerata la sua leggerezza, nelle versioni più light può essere usato con canne apposite con un range di potenza che ci permette di lanciarlo.

Altrimenti, la capacità di volo è molto contenuta considerando il rapporto peso-massa.

Gli Zero sono anche gli artificiali più belli e meglio rifiniti della famiglia Rapture.

Le colorazioni, doppie (una per lato), sono molto particolari e si discostano dai soliti standard.

Ci piacciono moltissimo i colori opachi con inserti “sabbiati”, anche se il nostro colore preferito è l’azzurro, con il retro colore pellet.

A proposito di colore pellet: teniamolo bene in considerazione perché è davvero efficacissimo (non a caso ricorda il colore del cibo a cui sono abituate le trote di allevamento).

Il Wing Spoon è un artificiale molto particolare, dal nuoto sinuoso. Ideale per sbloccare situazioni di stallo. CLICCA SULLA FOTO PER ACQUISTARLO.

UNO, DUE, TRIO

In conclusione, passiamo veloci su altri 3 spoon. Il Leap Spoon è un altro “lentone”, da far sfarfallare lentamente nel recupero.

Il Wing Spoon è invece un artificiale da azione veloce perché tiene molto bene la superficie.

Infine, il Niji Spoon, che più che uno spoon sembra un metal jig. Più pesante (5 g e 10 g), è un artificiale da lunghe distanze, e da alte profondità.

Questo sì che va recuperato con fantasia con piccoli colpi di punta!

IN CONCLUSIONE

Chi pensa che l’area trout sia un tecnica costosa, sbaglia, perché con una decina di questi artificiali (quindi con una spesa ben inferiore ai 50 euro) si può pescare tutto l’anno, in tutte le condizioni.

Si può dire lo stesso del bass fishing?

Non proprio.

Noi in questa tecnica crediamo, perché pensiamo possa essere, per efficacia, divertimento e disimpegno, una di quelle in grado di riportare la gente sulle sponde.

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