Waders: perché no, perché sì

15 Maggio 2020  |  Paolo Meneghelli

Disclaimer: qui non parliamo di waders da pesca a mosca o spinning per guadare i torrenti. Ma della “moda” di indossare gli stivali a tutto petto anche semplicemente per fare le foto alle catture. Che poi: è davvero una moda o sotto sotto c’è qualcos’altro?

Waders‘, sostantivo plurale dal verbo inglese to wade, guadare. Ovvero, attraversare un corso d’acqua.

Se guardiamo – non, guadiamo – semplicemente al loro nome, capiamo per chi sono fatti i waders: pescatori che sono costretti davvero ad attraversare fiumi e torrenti oppure che, per arrivare sul pesce, sono costretti a pescare con l’acqua che gli arriva sopra alla cintola.

Traduzione: moschisti e qualche raro pescatore a spinning “native”, in torrente.

Qui si parla di waders da pesca a mosca tecnici, con tessuti molto complessi come Gore-Tex e anche con prezzi non proprio alla portata di tutti. D’altronde, dobbiamo tenerli addosso per svariate ore di pesca quindi devono essere confortevoli e leggeri, pur garantendo l’impermeabilità totale.

Poi, ci sono altri waders. Chiamiamoli “old school“, e sono quelli che si vedono addosso soprattutto ai carpisti. Inglesi, francesi, tedeschi, ma non solo: il fenomeno sta diventando anche italiano.

Per tanti è una moda – e lo è, per certi aspetti, anche per me che sto scrivendo – per altri il wader è un accessorio indispensabile. Non solo per l’utilità ma anche per lo stile british che dà al pescatore.

In questo articolo parliamo di questi waders qui: più pesanti, con lo scarponcino integrato a ‘mo di vecchio stivale da acqua alta a Venezia, spesso in tessuti semplici come il PVC spalmato, sicuramente quasi per nulla traspiranti. Ma, soprattutto, molto più economici.

Insomma, questi waders servono o no a chi pesca le carpe?

Andremo per punti. Prima il partito del “NO”, poi quello del “SI'”. Infine, vediamo qualche modello.

Perché no

Lo ammetto. Sono uno di quelli che, a volte, ha riso dentro di sè quando ha visto alcuni carpisti scimmiottare gli inglesi indossando i waders da carp fishing a luglio con 32 gradi fuori.

Pazienza se poi la mia posizione, col tempo, si è molto ammorbidita. Inizialmente (e in parte anche ora) dicevo “contro” per i seguenti motivi.

Primo contro, sono scomodi. Per quanto i tessuti abbiano fatto un passo in avanti, siamo lontani da Gore e tessuti tecnici. I tessuti sono pesanti, quindi il wader è pesante. E’ difficile tenerli su a lungo.

A questo si aggiunge quello che chiamo l’Effetto Gabibbo: essendo progettati in un’unica taglia per stare addosso allo smilzo così come a un carpista a cui piace tanto mangiare, non saranno mai “perfetti” come può essere un wader Simms, con cui volendo ci puoi fare l’aperitivo dopo una pescata a Livigno.

Camminare con questi waders addosso è faticoso. Di certo impossibile se si pensa di fare stalking.

Secondo contro, sono ingombranti. Detto che tenerli addosso a lungo, soprattutto nei mesi caldi, e camminare parecchio con i nostri wader da carpa addosso è impossibile, anche portarli in giro, indossandoli solo sullo spot, non è facile. Perché, grazie al fatto che hanno lo scarponcino incorporato, anche da chiusi ingombrano. In uno zaino, ci metti solo quelli.

Terzo contro, sono pericolosi. Sapere che si può andare in acqua fino al petto può essere un vantaggio ma esporci a dei rischi. Fondali mollissimi, rocce che ci fanno inciampare: è un attimo farsi male non vedendo quello che c’è sotto. Se poi siamo in barca, giubbetto salvagente obbligatorio e soprattutto cintura da wading: rallenta l’ingresso dell’acqua nel wader e, trattenendo aria, fa una sorta di “effetto palloncino” che ci tiene a galla (ma solo per poco)

Quarto contro, sono rarissime le situazioni in cui risultano indispensabili. Pensaci: ci sono oggi situazioni in cui tu, senza waders, non puoi andare a pesca o sei talmente limitato che è meglio stare a casa? Ovvio, se stai per partire per le fangose rive del Lac Du Der ti conviene tornare indietro a prenderli, ma per andare nella cavetta dietro casa servono davvero?

No, naturalmente.

Perché sì

Ci sono invece anche dei “pro” e sono quelli che fanno sì che questi prodotti siano sempre più venduti e ricercati.

Primo pro, ti proteggono dallo sporco. Sembrerà banale, ma avete mai fatto caso a quanto ci sporchiamo pescando a carp fishing? Non solo quando ci mettiamo il pesce addosso – a tal proposito, l’aspetto del carp care è importante: meglio un pesce abbracciato con un wader bagnato prima sul petto, che con una felpa asciutta che raspa via il muco – ma soprattutto quando pasturiamo, quando usiamo i dip, ma anche semplicemente quando camminiamo su sponde fangose.

Insomma, torniamo a casa o ci mettiamo nel sacco a pelo con i vestiti puliti, e non lerci come un alligatore.

Questo l’ho imparato nel viaggio in Dynamite Baits di cui abbiamo pubblicato l’articolo qualche mese fa: se sei uno che può pescare prima di andare al lavoro la mattina presto, metti su un waders e una giacchetta impermeabile sopra i tuoi vestiti d’ufficio, e poi timbrerai più fresco dei tuoi colleghi che sono arrivati in metropolitana. Certificato!

Secondo pro, se piove ci salvano. Possiamo metterci addosso i migliori “combo” impermeabili, ma se diluvia, waders più giacca o poncho sono il top. A maggior ragione se peschiamo da o con la barca. Qui siamo seduti e più esposti all’acqua e ai ristagni sui tessuti.

Mai entrata la gocciolina dal pantalone appena sopra il sederino? Fastidiosissima!

Terzo pro, proteggono dal freddo. Ok, d’estate sono inindossabili, ma d’inverno… che teporino! I waders sono uno strato impermeabile in più addosso. Anti-pioggia, anti-vento, anti-umidità. In inverno – quando è pesante – spesso indosso i waders in neoprene. Una tortura d’estate, ma col freddo, a mio avviso, sono indispensabili!

Fermo restando che chi pesca di notte”selvaggio”, senza tenda ma con solo il lettino e uno shroud o un tarp sopra la testa, può tenerseli addosso e avere uno strato riscaldante in più anche in stagioni come l’autunno o la primavera.

Quarto pro, ti permettono di andare dove non potresti altrimenti. Chi pesca in piccoli fiumi poco profondi sa che i waders possono “fare i waders” e permetterci di andare sulla sponda opposta, irraggiungibile altrimenti, in sicurezza. Oppure, entrare in acqua fino al petto ti può permettere di aggirare uno ostacolo nel lancio ma anche nel recupero della preda (con maggior sicurezza per il pesce).

Quinto pro, fare le foto in acqua è più sicuro. Ci sono fisheries in Europa che obbligano a fare la foto in acqua, per esempio lo spesso citato dai pescatori Korda, Gigantica. Perché? Perché non ci sono storie, sono più sicure per il pesce.

Sia che parliamo di prede da 8-10 chili, ma a maggior ragione se parliamo di mammalucchi di 30 chili, stare in acqua è meglio, perché il pesce, se cade e si agita, non si fa male. Va in acqua e al massimo scappa, lasciando il pescatore con un palmo di naso. Poi, è più semplice inumidirne la cute, soprattutto nei mesi caldi.

E, diciamola tutta, fare la foto con il pesce, immersi nel “suo” ambiente è ancora più bello.

Sesto pro, lo fanno gli inglesi quindi è cool. L’ultimo è il vantaggio più discutibile, ma se ci sono carpisti che san fare le foto bene, e in modo emozionante, spesso epico, questi sono gli inglesi. Desiderare di essere “come loro” – in una riedizione piscatoria del jordanesco Be Like Mike – non è sbagliato. Soprattutto se porta a comportamenti virtuosi nella gestione delle prede.

Alcuni modelli di wader da carpfishing

Se comprarli o meno puoi deciderlo tu liberamente dopo aver letto i paragrafi precedenti.

Se hai deciso per l’acquisto, o semplicemente ci stai pensando, ecco alcuni modelli di waders da carpfishing che fanno per te.

Vass-Tex 700 Waders. Sono i più famosi. Per certi aspetti, mitologici. Vass è un’azienda inglese che produce stivali e abbigliamento per lavoratori duri e puri, in particolare, agricoltori e pescatori. Hai presente le tute gialle dei balenieri nei film? Ecco, una roba così. Vass oggi fa sicuramente i waders da carpfishing più richiesti sul mercato. Li riconosci per le bretelle gialle con scritta nera che si vedono spuntare sulle spalle di più o meno tutti i carpisti inglesi che pubblicano foto su Instagram. Perché scegliere i waders Vass? Perché sono resistenti, e pur essendo in PVC (quindi totalmente impermeabili), sono morbidi e anche confortevoli per essere indossati. Qui non facciamo classifiche, ma i Vass, in un ipotetico best, sarebbero molto molto molto in alto. Attenzione: l’Effetto Gabibbo qui è molto frequente. Ma le spalline gialle distolgono lo sguardo dalla goffaggine.

Trakker Chest Waders. Nelle classifiche dei più visti su Instagram arrivano subito dietro ai Vass. A differenza di questi, non sono in Pvc spalmato: sono fatti in un materiale che ricorda il tessuto delle giacche a vento pesanti, con una membrana posteriore impermeabile. Più confortevoli nelle giornate calde, e anche se dobbiamo fare spostamenti dalla macchina allo spot o tra spot e spot. Come detto sopra, sono fatti per “fittare” sia su fuscelli sia su bestioni, quindi sono larghini (ma non troppo) in caso di persone “normali”. Le cinghie laterali però aiutano a stringerli. Ottimo prodotto, più economico dei Vass: attenzione solo a rovi e rami con spine perché sono delicati in questo senso.

Cygnet Chest Waders. Una bella scoperta perché costano pochissimo. Meno della metà dei Vass. Il tessuto è nylon con membrana impermeabile. Sono quidni leggeri da indossare e il tessuto non è “pesante” negli spostamenti. Sono anche molto “impacchettabili”, quindi occupano poco spazio da chiusi. Sono perfetti se non hai ancora deciso di comprare un waders ma vuoi provarli, oppure se l’utilità dei waders si riduce a poche situazioni, quindi non si vuole spendere un capitale. Come per i Trakker, occhio a rovi e spine: li possono mandare ko.

Fox Chest Waders. Sono dei carroarmati. Tessuto in Pvc spalmato spesso, resistente, impossibile da bucare. Se peschi in posti come Lac du Der, o zone molto fangose, umide e fredde, questi sono i wader giusti. Per contro, sono i più ingombranti di tutti, sia chiusi sia addosso. Effetto Gabibbo qui è al livello “Pro”. E pesano. Un wader estremo, molto bello e di alta qualità nei materiali. Sconsigliato, però, a chi ci deve fare solamente le foto coi pesci.

NB. La foto di apertura è di Stefano Salata (Instagram: stefano_salata_)

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