fbpx

4 chiacchiere con il campione #1 : Luca Manfredi Negri, la ricetta di un record

6 Ottobre 2020  |  Caterina Vacchi

Passione, trail running e allenamento: un campione della corsa in montagna si racconta

Avete mai pensato cosa fate in 24 ore? Mangiate, dormite, lavorate, vi allenate, cucinate, uscite, sistemate la casa, state con la vostra famiglia, con gli amici e i figli.

Luca Manfredi Negri invece, il 14 Giugno 2020, è salito e sceso da una montagna, per ben 34 volte, incessantemente, a piedi, ovviamente, di corsa, per battere un record mondiale: il maggior dislivello positivo mai percorso in 24 ore.

17.000 metri ha percorso questo ragazzo di Milano, classe ’84, che da qualche tempo vive a Oliveto Lario (Como), “ai piedi della Onno”, come dice lui, non casualmente riferendosi ad una popolare salita (in questo caso ciclistica, ma scopriremo che il nostro recordman non disdegna neanche la bici).

E allora abbiamo deciso di intervistarlo, perché chi meglio di lui può darci l’ispirazione per iniziare a correre in montagna o per far crescere la nostra passione per il trail.

Luca, com’è nata l’idea per questa (pazza) impresa?

Ci pensavo da un po’, devo confessarlo. Sapevo che esisteva un record di dislivello positivo, però avevo scoperto che tutti i record erano stati fatti prevedendo la salita di corsa e la discesa con gli impianti, funivia o similari. Di fatto quindi facendo solo dislivello positivo. Non ho nulla contro gli impianti di risalita, ma l’idea di fare un record non affidandomi esclusivamente alle mie gambe, non mi convinceva fino in fondo.
E poi è arrivato il Covid-19 e il lungo lockdown che ci ha costretti tutti in casa. E così ho deciso: volevo provare a fare il record, ma facendo anche la discesa di corsa. Niente impianti di risalita, nessun problema di organizzazione (per altro resa più complicata dalle restrizioni dovute alla pandemia), ma anche una sfida che sentivo più mia. Certo più massacrante, ma più vicina al mio modo di vivere la montagna.

E hai subito pensato di potercela fare?

La verità è che facevo conti su conti. La mia gara di riferimento è stata l’Adamello Ultra Trail del 2019, dove avevo fatto circa 11.550 metri di dislivello positivo, ma spalmati su 170 km. Sapevo che ci avevo impiegato circa 24 ore. Guardando un po’ di siti, anche inglesi e spagnoli, ho visto che il record da battere era di circa 16.000 metri di dislivello e mi sembrava accettabile come sfida. E poi avevo davvero bisogno di motivazione.

La curiosità più grande è sapere come ti sei allenato per arrivare preparato al giorno della sfida.

Quando ho preso la decisione di provarci, eravamo ancora in lockdown e sapere di avere davanti a me questa sfida incredibile mi ha caricato di tantissima energia positiva. Ho cominciato con allenamenti sui rulli, in bicicletta, e sul tapis roulant, incrementando le ore di settimana in settimana. Ho introdotto nella mia routine anche allenamenti a circuito, di cross fit, per migliorare la forza. Ovviamente tutto indoor, chiuso in casa, io e il mio “amico dislivello”. Fino a quando, a maggio, il lockdown è finito e ho cominciato a potermi allenare fuori. Ed è cominciato il mio ultimo mese di passione, 4 settimane di fuoco, a carico incrementale. Ogni settimana un po’ di dislivello in più. Mi sembrava di avere pochissimo tempo.

E quanto dislivello massimo sei riuscito a percorrere in allenamento? Quando?
Nella terz’ultima settimana di allenamento sono arrivato a fare 18000 metri di dislivello positivo in 34 ore, però ho suddiviso il dislivello tra bici e corsa.

Hai citato la bicicletta nei tuoi allenamenti, la usi regolarmente quindi?

Sì, circa il 50% del mio allenamento lo faccio sulla bicicletta da corsa. Faccio soprattutto allenamenti di endurance, uscite di molte ore e con molto dislivello, anche 3000, 4000 metri. Faccio pochi lavori di “qualità”. Alternare gli allenamenti di ciclismo a quelli di corsa mi aiuta parecchio a preservare le articolazioni, senza sovraccaricarle troppo.

Che scarpe hai usato per la tua impresa?

Brooks Cascadia 14 (non erano ancora uscite le Cascadia 15 ndr). Le Cascadia sono le mie scarpe preferite, senza dubbio. Mi sono sempre trovato eccezionalmente bene. Ti confesserò anche un’altra cosa, il 14 Giugno (il giorno del record ndr) non le ha mai cambiate. E non ho mai cambiato neanche le calze. E alla fine non avevo neanche una vescica!

In allenamento usi sempre le Brooks Cascadia?

In genere alterno 3 modelli di scarpe. Le Brooks Caldera, che utilizzo soprattutto su sentieri non troppo tecnici. Le Brooks Divide, che sono le scarpe per gli allenamenti di scarico, per il trekking e per le passeggiate di tutti i giorni e infine le Cascadia, che in genere uso nelle gare e in tutte quelle uscite con sentieri più tecnici, con fango e rocce. Ora ho recentemente provato, allo Swissalpine, le Brooks Catamount, che sono scarpe veloci, per atleti leggeri e con una bella falcata. Mi sono piaciute molto, anche se ci ho messo un po’ ad abituarmi perché hanno davvero una concezione innovativa.

E ora la domanda delle domande: perché hai scelto di fare Trail e lo preferisci alla corsa su strada?

Principalmente per la varietà di allenamento (e anche di gare) che offre. Mi piace variare, mi piacciono le possibilità che il trail mi offre. Di conoscere, di spaziare, di vedere nuove montagne e nuovi orizzonti. E poi il trail mi tiene lontano dal cemento, dalle macchine, dal rumore, forse anche un po’ dalla gente, perché lo ammetto, sono un po’ orso. E vuoi mettere il fascino di correre di notte, con condizioni atmosferiche proibitive, su montagne che non sempre si rivelano ospitali? E ancora le lunghissime distanze che il trail offre, la sfida del dislivello, il mettersi alla prova e superare i propri limiti. Devo dire che amo quel momento in cui trovi quell’equilibrio quasi magico tra stanchezza e ritmo e ti sembra di poter correre all’infinito. Ecco io lì mi esalto, mi sento benissimo.

Qual è la gara a cui sei più affezionato?

Non ho dubbi: l’Adamello Ultra Trail. Ho cominciato ad avere buoni risultati nel trail circa 3 anni fa e nel 2018 ho vinto proprio l’Adamello Ultra Trail, poi sono arrivato secondo l’anno scorso. E’ una gara bellissima e poi mi sento a casa, mi conoscono tutti, mi piace tornarci. L’unico rimpianto di questo 2020 è proprio che avrei dovuto correrla lo scorso weekend e poi l’hanno annullata per maltempo.

E quella che pensi sia la tua migliore prestazione?

Sempre la stessa gara, ma nel 2019, anche se non ho vinto e sono arrivato secondo. Ma ho fatto una rimonta che mi è rimasta dentro. La gara l’ha vinta Franco Collé (uno dei più forti trail runner italiani, ndr). Aveva parecchio vantaggio su di me, ma nelle ultime ore sono riuscito a fare una rimonta incredibile, per arrivare solo pochi minuti dopo di lui. Collé si era dovuto ritirare dal Tor de Geants, dove era primo, ed era in formissima, era venuto all’Adamello Ultra Trail per vincere. Io ad un certo punto, nelle ore della mia rimonta, mi sentivo benissimo, la fatica era sparita, sorgeva il sole sulle montagne a settembre, e i colori dell’autunno, all’alba, tra le cime, mi riempivano gli occhi e la testa. La gente tifava per me, perché mi conoscono da sempre, io nasco all’Aprica sportivamente (e non). Io correvo e mi sentivo come se potessi farlo all’infinito. Insomma è stata un’emozione straordinaria.

Ad ascoltarti viene voglia di cominciare subito a fare trail, cosa consiglieresti a chi vuol iniziare?

Affidatevi ad un buon preparatore (Luca, tra le altre cose è preparatore atletico per il trail e anche per la corsa su strada) e affrontate la corsa in montagna con gradualità. Ricordate che la montagna è un ambiente ostile e prima di imparare a correrci dovete imparare a viverci, rispettarne le regole e ad affrontarne l’imprevedibilità delle condizioni atmosferiche e non solo. E per prima cosa scegliete subito un paio di scarpe idonee.
Imparate a correre bene in pianura, soprattutto perché per affrontare salita e discesa la nostra muscolatura deve essere pronta.

Allora dicci, qual è il prossimo obiettivo?
Sto ancora elaborando la delusione per l’Adamello Ultra Trail che è stato annullato. Ad ogni modo farò l’Ultra Trail Lago d’Orta, che è anche Campionato Italiano, il 17 Ottobre. E poi mi sono iscritto alla Mezza Maratona di Lecco, così per correre un po’ in piano. E’ vicina a casa e mi fa piacere essere presente. E poi speriamo in un 2021 migliore, per tutto, per la salute di tutti noi e anche per lo sport.

E allora in bocca al lupo Luca, noi di SportIT continueremo a seguirti!

SPORTIT TIP – LA SCARPA DEL RECORD
La Brooks Cascadia 15 è la versione più recente della Cascadia 14 utilizzata da Luca Manfredi Negri per il suo record. Con un eccellente grip e un altrettanto straordinaria trazione, senza rinunciare al comfort nella calzata, la Brooks Cascadia è perfetta per chi, anche su lunghissime distanze, come gli Ultra Trail, riesce a tenere ritmi sostenuti. Stabilità su qualunque tipo di terreno, ammortizzazione morbida e protezione rinforzata garantiscono una corsa fluida. La Cascadia 15 è stata proclamata miglior scarpa da trail running dalla Guida Outdoor 2020 di Skialper.

SPORTIT TIP – LA NOVITA’ PER IL TRAIL RUNNER
Progettata appositamente per l’ultra trail, la
Brooks Catamount è il modello novità 2020 per la corsa in montagna.
Le nuove Brooks Catamount arrivano sul mercato con l’obiettivo di soddisfare i bisogni specifici dei trail runner più ambiziosi. Puntando su leggerezza e ammortizzazione, con una straordinaria trazione, le Catamount sono costruite appositamente per correre lunghissime distanze come gli ultra trail. Perfette per gli atleti più evoluti, rappresentano l’ultima frontiera della corsa in montagna.
Insieme alle calze Floky: una calza a compressione che garantisce prestazioni, un recupero più veloce e ossigenzione migliore durante il gesto della corsa.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*
*