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4 chiacchiere con il campione #2: Danilo Goffi, costanza e talento

25 Novembre 2020  |  Caterina Vacchi

19 anni. Si è già adulti a 19 anni. 19 anni sono quasi due decenni. 6 volte 3 + 1. E sono proprio 19 anni quelli che passano tra i due titoli di Campione Italiano Assoluto di Maratona di Danilo Goffi.

Nervianese, classe 1972, Danilo è un atleta che ha fatto di costanza, longevità e lungimiranza le sue armi più efficaci. Dimostrando a tutti che si può salire in alto, molto in alto, se non si smette mai di sognare.

Abbiamo fatto quattro chiacchiere con Danilo Goffi che ha condiviso con noi i suoi ricordi più belli, i suoi segreti e il suo amore infinito per la corsa.

Allora Danilo, tu sei diventato Campione Italiano di Maratona nel 1995 e poi ancora nel 2014 a Milano, quando avevi già 42 anni, qual è il tuo ricordo più bello di quel giorno?

Ero partito per vincere. Volevo, fortemente, quel titolo, volevo vincerlo e andare forte. Il cronometro, ricordo, che non mi è stato amico, per una serie di problemi, ma diventare Campione Italiano, ancora, dopo 19 anni, è stata un’emozione straordinaria. E’ quello il ricordo più bello. La vittoria.

Diciannove anni, appunto, qual è il segreto di cotanta longevità in uno sport così logorante come la corsa?

Serietà, allenamenti giusti, sia fisici sia mentali, costanza, determinazione. Penso di essere stato un precursore di un metodo di allenamento che i maratoneti di oggi usano abbastanza regolarmente. Tanti lunghi, e potenza aerobica. E poche gare.

Tu che hai cominciato con l’atletica a 16 anni, e che di gare ne hai fatte tante, quale evento custodisci di più nel cuore?

Non ci crederai, ma come molti amatori, la prima maratona, a Venezia nel 1995, quella in cui ho vinto il primo titolo italiano. Fu la gara perfetta. Era il mio esordio, feci un ottimo tempo, il clima era ideale. Mi sembrava di volare. E vinsi: la gara e il titolo.

Ed è anche quella che ritieni la tua migliore gara?

In realtà no. Credo di aver corso ancora meglio al Campionato Europeo nel 1998 a Budapest, dove arrivai secondo dietro Stefano (Baldini). Alla fine so che quella gara non l’ho vinta, ma mi sono battuto fino all’ultimo, Stefano mi ha “fregato” proprio nell’ultimo chilometro. Ma bene così. E’ un atleta straordinario.

C’è qualcosa che cambieresti della tua carriera?

In realtà poco. Forse solo la maratona di New York nel 1999. Non era prevista, ma avevo fatto una prestazione deludente al Campionato del Mondo poco tempo prima e volevo davvero riscattarmi. Andai, ma non ero pronto. E’ stato anche l’anno in cui mi sono sposato. Insomma potendo tornare indietro prenderei una decisione diversa. Ma dagli errori si impara.

SPORTIT TIP 1 – LE SCARPE DEL CAMPIONE

Danilo Goffi corre con scarpe New Balance e, in particolare, con due modelli. La New Balance FuelCell TC è la scarpa progettata per allenamenti veloci che combina la performance della suola in carbonio con materiali più duraturi. Il cuore della FuelCell è una nuova intersuola che mette insieme, in un modo completamente nuovo, le modernissime e reattive piastre in carbonio alla più tradizionale schiuma, per offrire un’ottima durata e allo stesso tempo grandi prestazioni. Una scarpa running per i più esperti, che amano andature sostenute, ma che cercano un’ammortizzazione morbida e una scarpa solida e durevole. Le nuove New Balance 1080 V10, invece, sono la nuova versione del modello storico della casa americana. Caratterizzate dall’intersuola in Fresh Foam, offrono eccellente ammortizzazione e sono l’ideale per i runner alla ricerca di una corsa morbida sulle lunghe distanze. La tomaia in Hypo-knit fascia perfettamente il piede e garantisce il massimo comfort.

E cosa invece rifaresti esattamente uguale?

Gli allenamenti. Mi rendo conto che quelli che facevo allora vanno bene ancora ora oggi. Ripeto, credo di essere stato un precursore in questo.

Ora sei passato ad allenare.

Sì, ho questo gruppo di circa 30 atleti amatori. Alcuni di loro hanno ambizioni. Abbiamo appena varato con Almostthere questo progetto che si chiama Breaking 3h, per quelli che vogliono provare ad andare sotto le 3 ore in maratona. E’ dura allenare gente con obiettivi importanti in questo periodo, dura tenere alta la motivazione senza vedere chiaramente l’obiettivo. Ma siamo atleti di resistenza e la resistenza la alleniamo anche quando non corriamo. Anche con gli amatori che lo fanno per divertirsi cerco di essere motivante, è facile lasciarsi andare senza un obiettivo a breve termine, ma correre deve essere un’abitudine, deve diventare il benessere della vita quotidiana.

C’è tanta gente che sogna e corre la maratona, perché secondo te?

La maratona è sempre stata un po’ un obiettivo mitico per chi corre. Oggi c’è semplicemente molta più gente che lo fa, che corre per passione e che vuole coprire la distanza regina della corsa. Non posso che essere felice di questo. A livello di professionismo invece, credo che la maratona abbia avuto una spettacolarizzazione televisiva che ha spostato i grandi budget e i grandi campioni. Oggi si guadagna di più a correre la maratona che a fare i 10.000. E tanti sportivi scelgono quella strada.

Cosa diresti a chi vuol correre per la prima volta la Maratona, la sera prima del debutto?

A tutti quelli che la fanno per divertirsi dico: andate là fuori e godetevi il momento. La fatica l’avete già fatta: ed è la preparazione. Adesso è solo il momento di andare, sorridere e prendere ogni passo come una festa. A quelli che hanno in testa un obiettivo, a parte i consigli tecnici sul non partire troppo forte, sul percorso che hanno davanti e sugli accorgimenti nei momenti di crisi, alla fine direi le stesse cose. Perché in fondo la corsa è lo sport più bello del mondo, io ho sempre amato correre, e fino a quando una persona può fare ciò che ama, il resto conta davvero poco.

E noi di SportIT lo sappiamo bene cosa significa coltivare l’amore per la corsa, è il nostro pane quotidiano, il motore della nostra attività!

SPORTIT TIP 2 – FRESH FOAM TEMPO

New Balance Fresh Foam Tempo: versatilità, comfort ed un’eccellente reattività ad ogni passo. La nuova formula dell’intersuola in Fresh Foam rende la New Balance Tempo ancora più leggera e reattiva per una maggiore capacità di ammortizzazione e una spinta di ritorno decisamente efficace durante la corsa. La scarpa è realizzata in Hypo-knit, un materiale leggero e traspirante che, offre una vestibilità anatomica eccezionale senza sacrificare la libertà di movimento! Ps. Se volete saperne di più su queste scarpe, la nostra Caterina le ha testate, cliccate QUI!

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