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Glycerin 19 e GTS 19, per una corsa senza pensieri

9 Febbraio 2021  |   Caterina Vacchi

Arriva la nuova versione di uno dei modelli “cavallo di battaglia” di Brooks: la Glycerin 19.

E si arricchisce di una gemella with fringe: dotata di Guide Rails, la Glycerin GTS 19 promette di essere una scelta vincente per i pronatori, ma anche per chi cerca un sostegno e un aggiustamento dell’appoggio del piede in particolari condizioni di corsa.

Abbiamo provato per voi il modello tradizionale di Glycerin 19 e quello con Guide Rails: ecco le nostre impressioni.

Prima calzata

Appena indossata la Glycerin 19 la sensazione è quella dell’elasticità e comodità.

La scarpa abbraccia il piede adattandosi alla forma senza essere, da un lato, una scarpa ampia nella parte anteriore (non abbiamo l’effetto pantofola) ed allo stesso tempo senza costringere il piede in una morsa fastidiosa.

Anche dopo un lungo allenamento, non compaiono formicolii o fastidi. Se avete la pianta larga e preferite scarpe comode nella parte anteriore, non dovreste comunque avere alcun problema.

La tomaia avvolge il piede in modo efficiente, ma il nuovo materiale elastico che la costituisce garantisce un effetto di vero comfort: sicuramente la caratteristica più immediatamente percepibile.

La rete ingegnerizzata della stampa 3D Fit di Brooks garantisce sia struttura (il piede è ben fermo) che flessibilità, mentre la soletta OrthoLite sembra adattarsi alla pianta del piede in modo ottimale.

L’ammortizzazione sul tallone è percepibile subito, anche solo camminando per qualche centinaio di metri o facendo qualche saltello sul posto.

Un po’ di imbottitura extra intorno alla caviglia aiuta a mantenere il tallone bloccato e evita fastidiosi sfregamenti.  

In questi giorni di freddo è difficile valutare appieno quanto il modello sia traspirante, ma la scarpa non sembra particolarmente calda, nonostante il “molto materiale” costituito dal DNA loft dell’Intersuola, dal battistrada e dalla soletta.

Un piccolo difetto? Manca la linguetta sul retro che risulta molto comoda per calzare la scarpa.

Prima uscita

Quello che ci sembra importante sottolineare in prima battuta è che le Glycerin 19 non necessitano di un lungo periodo di “rodaggio”, comfort, ammortizzazione e calzata permettono un adattamento davvero rapido alla scarpa e nessun fastidio dopo le prime uscite (anche con un numero di chilometri importanti).

Un elemento essenziale da considerare è il drop che spesso ci porta a periodi di assestamento piuttosto lunghi. Non è il caso di Glycerin 19.

La scarpa ha un drop considerevole di 10 mm, come molte scarpe ammortizzate della categoria, ma non crea alcun problema di adattamento anche se siamo abituati a correre con scarpe con un offset inferiore.

L’utilizzo di scarpe con drop alto, come quello proposto da Glycerin 19, è decisamente personale, legato alla tecnica di corsa e anche al tipo di allenamenti a cui il runner è abituato.  

Per chi tende a correre con l’avampiede, un drop di 10 mm avrà un effetto sull’ammortizzazione, ovviamente. La nostra opinione è che, per runner esperti, le Glycerin 19 siano un modello ideale per i lunghi o per gli allenamenti dei giorni di scarico.

Ammortizzazione

La Glycerin 19 utilizza la tecnologia DNA LOFT di Brooks, nota per il suo comfort leggero e durevole, per creare una corsa altamente ammortizzata, ma allo stesso tempo abbastanza reattiva.

Il DNA Loft è stato inserito sull’intera lunghezza, dalla punta al tallone, con un “rinforzo” nella parte dell’avampiede.

L’effetto dell’ammortizzazione importante è immediatamente percepibile, ma la scarpa mantiene una certa reattività.

Trovo che l’ammortizzazione massima di alcune scarpe impedisca al piede di flettersi in modo naturale, non è un problema della Glycerin 19. Il DNA LOFT è chiaramente molto flessibile e garantisce una transizione di corsa fluida dal tallone alla punta.

Ho notato che l’intersuola tende a “fuoriuscire”  un po’ oltre il bordo della tomaia, anche sul tallone, e offre più ammortizzazione quando si corre in discesa.

La trazione

Provate in giorni di pioggia (e parecchia negli ultimi tempi) possiamo serenamente confermare che le Glycerin 19 hanno un’eccellente trazione e un buon grip anche sui fondi umidi e scivolosi.

La gomma esterna appare piuttosto solida e fa decisamente il suo lavoro.

Le scanalature permettono alla scarpa di flettersi discretamente.

Al centro della scarpa la suola non è ricoperta di gomma, c’è una sorta di zona di transizione in cui il materiale DNA LOFT viene lasciato esposto per dare a quell’area del piede un atterraggio più morbido.

Due parole sul modello GTS

Il modello GTS (Go To Support) dotato di Guide Rails è un’assoluta novità sul modello Glycerin.

La scarpa con sistema di sostegno brevettato da Brooks è utilissimo per atleti pronatori e iperpronatori, ma si rivela utile anche per tutte quelle corse in cui il runner non può mantenere una postura ideale (corse ad un passo più lento o dopo sforzi molto prolungati).

Il sistema Guide Rails che ritroviamo anche in altri modelli Brooks interviene sulla pronazione non solo a livello di mesopiede, ma anche di caviglia e ginocchio, risultando molto meno invasivo per il runner.

La Glycerin GTS 19 promette, oltre all’ammortizzazione, anche stabilità e protezione.

Conclusione

La Brooks Glycerin 19 è una scarpa comoda, ammortizzata, molto confortevole, resistenze e affidabile

Ed è proprio su questo ultimo aggettivo che concludiamo la nostra recensione.

La Glycerin è una scarpa che si può calzare dimenticando qualunque genere di problemi e dubbi sulla corsa, una scarpa che ci farà scordare fastidi, fatica e persino i nostri piedi.

I passi diverranno un gesto naturale e la nostra mente potrà viaggiare permettendoci un’esperienza immersiva nella corsa, quello che in casa Brooks chiamano Runfulness.

Ps. Se questo articolo non vi è bastato, ecco la mia recensione video!

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