Nuova Brooks Ghost 12, la scarpa da running superfluida

24 Luglio 2019  |  Redazione Running

Capitolo 12 per la Ghost, una delle scarpe running più apprezzate dai runner italiani e non solo: ammortizzazione equilibrata, transizioni fluide e reattività sono i suoi punti di forza.

Avrà pure il nome che in italiano significa “fantasma“, ma la Ghost si vede bene, e in giro se ne vedono tante.

Brooks torna a stuzzicare i runner in queste giornate calde con la nuova versione, la 12, di una scarpa che ormai è leggendaria.

La Ghost 12 ha tanto da dire e da dare, nonostante le modifiche rispetto al modello precedente non siano andate a stravolgerne l’essenza.

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Una scarpa per chi ama la fluidità

Innanzitutto: per chi è la Brooks Ghost 12?

E’ una scarpa dedicata a tutti gli appassionati di corsa che vogliono un’esperienza di falcata fluida. La Ghost 12 è una scarpa flessibile, dotata di un’ammortizzazione affidabile.

Poi, è facilissima da indossare, e una delle cose che si percepiscono, indossata per la prima volta al piede, è la sensazione di comfort e la calzata particolarmente naturale.

Se parliamo di appoggio neutro, la Ghost 12 di Brooks è senza dubbio la numero 1 sul mercato in questo momento.

Possiamo dire che è una scarpa per tutti i livelli di runner? A grandi linee sì: per le sue caratteristiche si adatta bene sia ai più appassionati sia a chi corre saltuariamente.

E’ ovvio che dobbiamo tenere conto che certe sensazioni e prestazioni – e quindi le differenze con altri modelli e altre precedenti versioni – si possono percepire solo con una certa esperienza nella corsa.

Il Mesh 3D e la particolare forma della scarpa la rendono facilmente calzabile e confortevole.

La tecnologia nella Ghost 12

Partiamo dall’ammortizzazione: la suola della Ghost 12 è caratterizzata da due mescole diverse, che operano sinergicamente per creare la giusta morbidezza sulla pianta del piede.

BioMoGo DNA e DNA Loft insieme per conferire appunto morbidezza, senza perdere in reattività e leggerezza.

Il BioMoGo DNA è un materiale adattivo che offre un’ammortizzazione dinamica, che tiene conto della falcata, del peso del runner e della velocità della corsa, mentre il DNA Loft è una combinazione di schiuma, aria e gomma – per intenderci è il sistema di ammortizzazione di Brooks più morbido – che dà sensazione soffice nel sottopiede.

E’ a tutti gli effetti una scarpa “Cushion“, non ultrammortizzata come la Glycerin 17, ma quasi: è fondamentalmente più leggera e più reattiva.

Ammortizzata e confortevole, e questo è merito anche della tomaia in mesh ingegnerizzato con stampa 3D, che offre struttura ed elasticità dove ce n’è bisogno, in accompagnamento alla falcata.

La Ghost 12 non è poi una scarpa esageratamente pesante: parliamo di 295 grammi per la versione uomo e 264 grammi per la versione da donna.

La particolare forma della suola della Ghost 12 che fornisce eccezionale fluidità nella transizione punta e tacco.

Transizioni fluide

Nelle Ghost 12 Brooks il differenziale tra tracco e punta è di 12 millimetri e la transizione è molto fluida.

Il merito è di un nuovo esclusivo Crash Pad segmeentato, che attutisce ogni passo, indipendentemente dalla velocità e dall’ampiezza della falcata.

Poi, ci sono gli Omega Flex Grooves che migliorano la flessibilità dell’avampiede.

Il risultato di queste tecnologie applicate alla Brooks Ghost 12 è un rimbalzo aumentato del 43% e il 23% di morbidezza in più rispetto a un tradizionale EVA.

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