Test: Brooks Glycerin 17. I cuscini per la corsa

21 Maggio 2019  |  Matteo Losa

Glycerin 17, comfort estremo e effetto morbidezza. In una sola parola: “morbidose”.

L’accademia della Crusca, nel 2016, ha inserito nel vocabolario la parola “petaloso”. Tre anni dopo Brooks ha colto la palla al balzo e l’ha mixata con le nuove Glycerin 17. Comode, avvolgenti e, ci perdoni la Crusca, davvero“morbidose”.

Il primo impatto

Appena calzate, la sensazione è la stessa che si prova quando d’inverno si indossa un pigiama di pile: soffici e avvolgenti. Il calzino interno, associato alla soletta Ortholite, trasmette quella piacevole sensazione che, però, non tutti i runners cercano.

Niente compromessi: le Glycerin devono piacere, non tanto per l’estetica (sfido chiunque a dire che sono brutte esteticamente), ma soprattutto per le sensazioni che trasmettono.

Passo felpato

Dopo la prima impressione e dopo aver allacciato le stringhe, vi dimenticherete di avere ai piedi una scarpa di circa 300 grammi. Quello che vi trasmetterà è la straordinaria capacità di trasportarvi per lunghi percorsi in estremo comfort.

Non è adatta sicuramente per spingere a tutta su distanze brevi, ma l’ammortizzazione, la suola ben strutturata e una forma che aiuta la rullata tallone – avampiede sono fattori che vi consentiranno di combattere al meglio la stanchezza.

Brooks Glycerin 17

I primi chilometri insieme

Personalmente, passando dalle Adrenaline GTS 19 alle Glycerin 17, la prima impressione è stata quella di non aver messo le scarpe.

Le Adrenaline, anche grazie al GuideRail, sono molto più strutturate e questo influisce non poco sulla calzata, nonostante rimangano ugualmente molto confortevoli.

Cushion Family

Infatti, pur essendo nella stessa famiglia Brooks “Cushion” (la famiglia del brand che punta all’ammortizzazione), i due prodotti sono molto diversi tra loro, con la Glycerin che tende a dimostrarsi una scarpa per chi deve macinare tanti chilometri, mantenendo una corsa neutra, senza grosse variazioni di ritmo. L’assenza del GuideRail e l’estrema morbidezza potrebbero, a lungo andare, consentire un po’ di pronazione.

Morbidezza mattutina

Sarà che alle 5 del mattino abbiamo tutti un po’ bisogno di un cuscino, ma i primi metri con le Glycerin, appena sceso dal letto, con il buio che ancora avvolgeva la strada, mi hanno regalato sensazioni contrastanti. Beatrice, la mia “socia” di corsa, ha questo brutto vizio di alzarsi molto presto e anche questa volta mi ha convinto ad uscire all’alba.

Io mi aspettavo una scarpa eccessivamente morbida e invece, ancora una volta, mi sono dovuto ricredere. È vero che la sensazione è quella di comfort e morbidezza, ma, senza esagerare sul ritmo, la risposta della scarpa arriva. Vuoi per un peso non troppo leggero come il mio, vuoi per una suola che non assorbe soltanto l’impatto, ma la Glycerin 17 restituisce molto al termine della rullata.

Sensazione confermata non solo alle 5 del mattino, ma anche nelle successive uscite.

Il parere del Vichingo

Matteo Alberti Glycerin 17
Il nostro Teo Vichingo “ammortizzato”

Anche il nostro Matteo Alberti (alias “SenzaTreguaTeoVichingo”) ci ha detto la sua, da testimonial SportIT Running e da membro del Brooks Run Happy Team:

“La prima sensazione è quella di una scarpa estremamente comoda, quasi da indossare tutti i giorni per non sentire la fatica.

Per chi inizia a correre, per chi pensa di mantenere un ritmo lento e per chi, vista la bella stagione, decide di ripartire da zero, questa è la scarpa ideale.

Ma anche per chi deve fare tanti chilometri, magari un po’ sopra ritmo e senza dover spingere, credo sia la scelta giusta. Personalmente, visti i prossimi impegni, credo che potrebbe essere la mia compagna di strada per la Monza-Montevecchia, ma soprattutto per la Monza-Resegone.

La suola è ben intarsiata e nei tratti sterrati potrebbe fare la differenza senza farmi soffrire le sconnessioni del terreno”.

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