Test: Nike Air Zoom Pegasus. 36 volte tra le stelle

19 Giugno 2019  |  Matteo Losa

Piccole modifiche e tutte le certezze che l’hanno resa la scarpa da corsa più venduta in casa Nike dal 1983 ad oggi. La 36° volta di Nike Pegasus punta alla leggerezza e alla traspirabilità.

36 anni e mai un giorno d’assenza. Era il 1983 e la Pegasus faceva la sua comparsa tra le scarpe da corsa, 36 anni dopo rimane un’icona, una leggenda, un mito, proprio come quello del cavallo alato da cui prende il nome.

E non poteva essere altrimenti per un brand che, proprio nel nome, ha la vittoria alata.

Nike Pegasus 36 Sportit
Eleganza nella versione femminile, aggressività al maschile

Just do it

Indossale e parti. Mai come in questo caso non c’è bisogno di alcun “manuale di istruzioni”.

Le Pegasus 36 fanno perfettamente ciò per cui sono concepite: correre.

Ammortizzate, ma allo stesso tempo reattive, veloci, ma allo stesso tempo concepite per le lunghe distanze.

Leggerezza e traspirabilità

Rispetto alla Pegasus 35 cambia veramente poco.

Tutto il lavoro del team ricerca e sviluppo di Nike si è concentrato sulla tomaia, alleggerita e resa più traspirante con l’inserimento di alcune “nuove aperture” nel mash nei punti in cui è richiesta una maggior traspirazione.

Il lavoro di alleggerimento è continuato anche sulla linguetta e sul collare del tallone, reso leggermente più sottile per non essere “invasivo” sul tendine d’Achille.

Intersuola e suola nel segno della continuità

Mentre la 35 era stata una “rivoluzione” in casa Nike, la Pegasus 36 non ha subito alcuna modifica a livello di suola e intersuola. Confermata la schiuma Cushlon, così come l’inserto della soletta Zoom Air che regala ammortizzazione e spinta.

Crimson passion

Mi sono lasciato ingolosire, lo so. Ma non potevo resistere al “bright crimson”, questo il nome del colore della scarpa Nike Pegasus 36 da uomo che potete trovare nei nostri store di Seregno e Cesano Maderno e online, e poi ero proprio curioso di provarle.

Non sono mai stato un grande fan dello “swoosh”, ma un’icona va rispettata e se quell’icona ha fatto correre milioni di runners non vedo perché non provarla.

Nike Pegasus 36
La prima uscita con le Nike Pegasus 36

Primo impatto

Leggerezza. 285 grammi sono veramente pochi e te ne rendi conto nel momento in cui indossi la scarpa.

La linguetta, ripresa dalle Zoom Fly, è quasi impercettibile sul collo del piede e il sistema flywire sull’allacciatura, anche questo leggermente modificato, consente di avvolgere il piede, ma di non “opprimerlo”.

I miei dubbi si concentravano sul “collarino” nella parte posteriore della scarpa, ma anche a questi ho trovato pronta risposta: la calzata è comoda e avvolgente.

Spinta e comfort

I primi chilometri in compagnia della Nike Air Zoom Pegasus 36 hanno confermato tutte le aspettative.

La giusta “spinta” nel momento del bisogno e il grande comfort nel momento in cui ci si rilassa un po’. Non sono certamente un runner “veloce”, ma provandola dai 4’30’’ ai 5’30’’ al chilometro e variando spesso ritmo sono rimasto piacevolmente sorpreso.

SportIT Running Nike Pegasus 36Per lui e per lei

Nike, da qualche tempo, struttura in maniera leggermente diversa la scarpa da uomo e da donna, con un inserto più morbido nelle scarpe concepite per il gentil sesso.

Questo, però, non cambia a livello di prestazioni. E poi, ho tanto sperato di poter essere donna, quando ho visto il colore della Pegasus 36 da donna riservata alle signore e signorine.

Bianco, candido, pulito, elegante, ma mi tocca tenermi il mio “crimisi brillante” che certamente non passa inosservato.

In attesa dei tempi

In fin dei conti le ho prese proprio per quello. In questa estate vorrei riuscire a macinare qualche 10.000 e, arrivando da due scarpe molto più “strutturate” la scelta delle Pegasus 36 è stata fatta proprio in questa direzione, nel tentativo di restare un “tapascione”, ma almeno un po’ più veloce.

Non mi aspetto i miracoli, le scarpe non corrono da sole e… alla fine, contano le gambe.

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