Caro Pike Shad ti scrivo

Sono innamorato della pesca ai predatori d’acqua dolce. L’ho praticata in tutte le salse e, ogni volta, in qualsiasi spot che me lo permettesse, dovevo per forza innescare uno shad. Oggi, la pesca con il pike shad è diventata il mio cavallo di battaglia nell’ambito del pike fishing

Per carità, nulla da togliere alla pesca con il jerk che, a mio parere, è la più divertente se si parla in termini di dinamicità.

Però la gomma ha quel forte spirito di sopravvivenza che la fa ambientare in ogni tipo di spot: dalla pesca a galla a quella di profondità e, spesso, possiamo farlo addirittura con la stessa esca, cambiando solo la grammatura della testina piombata.

Il mercato, attualmente, presenta centinaia di modelli di shad, con altrettante centinaia di colorazioni differenti, che hanno il compito di catturare prima la nostra attenzione e poi, forse, quella dei pesci.

Colori

E’ per lucci come questi che ci alziamo la mattina presto. Esche efficaci come il Pike Shad ci danno una marcia in più.

Visto che ho parlato di colorazioni, mi pare giusto affrontare il tema nella maniera più semplice possibile, anche perché, la domanda che mi viene posta sempre è: “Che colore uso?”.

Inutile prolungarsi iniziando a parlare di come il luccio vede, di che colore percepisce le cose in base al colore dell’acqua, ecc…

Ci basta sapere che, con acqua limpida e cielo soleggiante, utilizziamo livree della colorazione più naturale possibile: quindi uno shad che richiami il colore di una trota, di un cavedano, di un persico reale.

La scelta deve avvenire in base al tipo di pesce di cui si nutre, il luccio, in quel bacino d’acqua.

Quando peschiamo in acqua più torbida o durante i cambi di luce, andremo ad utilizzare gomme che abbiano la colorazione accesa. Quindi, non disdegneremo i colori firetiger, per esempio.

Un trucchetto che mi sento di condividere è quello di utilizzare colori scuri quando peschiamo tra gli erbai con shad innescati spiombati.

Anzi, più che scuri, è importante che abbiano il ventre scuro. Il motivo è semplice: il luccio, prima di attaccare, osserva attentamente lo shad.

Avere uno shad scuro che faccia molto contrasto (controsole) in acqua, è importante per permettergli di delineare più accuratamente la sagoma del pesce – esca.

Il Pike Shad di Molix può essere montato a piacimento con diversi tipi di ami e montature.

Uno shad molto interessante

Il brand italiano Molix ha creato, un paio di anni fa, uno shad che ha stupito tutti i pescatori di lucci sulla piazza tant’è che, anche i più titubanti, lo hanno acquistato e usato.

Signore e signori, stiamo parlando del Molix Pike Shad.

E’, a primo impatto, uno shad/swimbait in gomma come tanti, con coda snodata ma, usandolo, si scoprono dettagli davvero interessanti:

Partirei col dire che esiste di due tipi: quello solo corpo, quindi da armare a nostro piacimento, e quello già armato, che deve solo essere lanciato.

Io utilizzo, in genere, il Pike Shad più grande della serie, da 7,5” per 100 grammi, nella versione armata e, sempre della stessa misura, nella versione only body, lo utilizzo pescando al lancio in qualsiasi tipo di ambiente mi si presenti davanti.

Il modello più piccolo da 5,5” lo uso in mare e, che ci crediate o no, fa il suo dovere molto egregiamente con le grosse spigole, ma anche per i black bass giganteschi la fa da padrone.

Nella versione da armare ‘only body’ (la mia preferita perché amo dilettarmi nella realizzazione di inneschi stravaganti) ci sono, in ogni scatola, due pezzi con un peso di 35 grammi ognuno.

Poi, un’altra scelta ottima dell’azienda, non è stata in sè il fatto di creare una coda snodata, bensì quella di indurire questa parte delicata, con un pezzo di rete, rendendo la giunzione coda / corpo praticamente indistruttibile.

Versione “only body”: Come si monta?

Il Pike Shad in versione only body può essere montato ed essere usato spiombato.

Per armare il corpo sostanzioso del pike shad, utilizzo solo ed esclusivamente OMTD Big Jig Head della misura 8/0 (scegliendo poi il peso in base allo spot) e Big Swimbait Hook della misura 11/0.

Le prime possiedono un anellino superiore dove inserire il moschettone e quindi la lenza madre, e un altro inferiore dove inserire uno spezzone di filo di acciaio che ci permetterà di montarci l’ancoretta per gli attacchi corti.

Nella foto a destra, il pike shad viene armato in questa maniera. L’ago che si vede nell’anellino dell’ancoretta, verrà inserito nella gomma e bloccherà tutto il sistema pescante.

Importante è l’utilizzo di una piccola girella collegata direttamente all’anellino della testa piombata, in quanto eviterà che le trazioni del luccio, vadano a farlo slamare.

Con questi piccoli accorgimenti, l’ago che mantiene salda l’ancoretta si staccherà dalla gomma e la nostra girella ci assisterà durante tutto il combattimento, azzerando le trazioni del pesce in canna.

Invece, gli ami OMTD Big Swimbait, vengono commercializzati sia nella versione con il gambo  piombato (Weighted hook), sia senza piombo.

Permettono entrambi una discesa orizzontale e più lenta, ottima per sondare gli strati d’acqua più bassi e ricchi di ostacoli, poiché permettono un innesco anti incaglio.

Un bel luccio rimasto ingannato dal movimento del Pike Shad Molix.

La versione armata

Il Pike Shad piombato ha sotto il ventre una paletta che emette vistosi lampi di luce in acqua.

Ho personalmente testato questo shad dalla barca in ogni situazione e l’ho trovato invincibile nella tecnica della traina poiché nuota a bassissime velocità e, possedendo un corpo sottile con molto peso in tungsteno interno, raggiunge tranquillamente gli otto metri di profondità.

Eccezionale anche nella pesca in verticale fatta con ecoscandaglio alla mano sui pesci sospesi in solitaria.

Grazie alla paletta, manda vistosi flash nella fase di caduta e viene visto da distanza considerevole.

Corpo sottile, coda ampia

Visto che anche l’occhio vuole la sua parte, ne esiste una gamma di ben undici colorazioni, studiati appositamente dall’azienda per ogni circostanza poi, sotto l’aspetto della naturalezza del nuoto, non ha paragoni.

Il paddle molto ampio della coda viene mosso da molta acqua e fa sì che il movimento caudale sia estremamente naturale.

Il segreto degli Shad migliori è proprio questo; poi come se non bastasse, ha anche un corpo sottile, in modo da ricreare un effetto wobbling della testa.

Ebbene, a fronte di molte catture, ho avuto la certezza che gli Shad migliori sono quelli che rispettano questi standard.

Una gomma di qualità

Ho prima detto che è il migliore del mercato attuale, riferendomi anche alla qualità della gomma: dura al punto giusto da permettere una robustezza sull’innesco che, anche a fronte di una cattura importante, non si sfila dall’amo e non si strappa come le gomme di scarsa qualità fanno.

E questo non è un fattore da sottovalutare se pensiamo che, se per ogni pesce che prendiamo buttiamo uno Shad, non ci conviene più di tanto andare a pescare, economicamente parlando.

La versione only body, invece, la utilizzo quando pesco a lancio in ambienti poco profondi, armandolo con le testine OMTD da un’oncia quando pesco su fondali bassi e ho bisogno di un affondamento più lento, (soprattutto quando sono su uno spot molto frequentato e non voglio disturbare i lucci che stazionano nelle vicinanze) fino a crescere di grammatura con l’aumentare della profondità e se necessito che entri in pesca subito.

Tirando le somme, questa è un’esca che non deve assolutamente mancare nella nostra tackle box.

mm

Mi chiamo Alessandro Fontana e vengo da Frosinone. Mi sono avvicinato al mondo della pesca all'età di sei anni grazie a mio padre e a mio zio, due ex garisti di pesca al colpo che mi hanno trasmesso la passione per questo fantastico mondo, insegnandomi l'etica del catch and release. Ho capito che, se un pesce lo rilascio oggi, lo riprenderò domani quando sarà ancora più grande. Spinto dall'euforia, ho provato ogni tipo di tecnica, ma da circa dieci anni, dedico il 90% delle mie uscite alla ricerca dei grossi lucci, sia da natante che da riva. Da bambino il mio sogno era quello di diventare promoter delle aziende di pesca e, nel 2017, ho coronato il mio sogno entrando nella Crew di Molix Italia. Da circa tre anni collaboro con riviste del settore sul territorio italiano e oltreoceano per il solo scopo di dare sfogo alla mia passione per la scrittura: infatti non insegno niente, condivido solo esperienze.

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