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Il calcio di provincia che fa strada: l’esempio di Mattia Zaccagni

3 Dicembre 2020  |  Saverio Biliotti

In Italia siamo abituati a vivere il calcio basandoci sui risultati del professionismo, e spesso ci dimentichiamo che le basi, le fondamenta di futuri campioni e futuri club da sogno, sono i sogni dei ragazzini e bambini che vivono in provincia, magari in un paesello con pochi abitanti oppure a bordi di periferia di una grande città.

Statisticamente, riuscire a percorrere le trafila delle giovanili di una squadra professionistica, tende a favorire (normale) un futuro approdo in un club di primo livello.

Più raro (anche in questo caso normale), ma molto più affascinante, scoprire un talento o vedere approdare in Serie A ed affermarsi, un ragazzo cresciuto in un ambiente più “grezzo”.

Attenti bene, ci sono realtà provinciali che fanno un lavoro meraviglioso, e sono prima di tutto grandi istruttori prima che allenatori o “talent scout”, ma è il contorno, sono le difficoltà che si devono affrontare nel quotidiano, che rendono magico un percorso fatto di sacrifici più “vividi”.

Nel passato, ci sono tanti esempi di ragazzi diventati campioni partendo dalla provincia, senza nulla togliere ai Maldini ai Totti ai Nesta, che ci hanno fatto innnamorare, anche per quel pizzico di vicinanza dettata da come si erano formati. L’esempio che vogliamo portare oggi è molto attuale, attualissimo e risponde al nome di Mattia Zaccagni.

Dalla serie D alla Serie A

E’ un classe ’95, giovane ma non giovanissimo, non un predestinato, uno che ha giocato in D, in C, in B ed è in Serie A con la squadra con cui se l’è conquistata sul campo da professionista, il Verona. E come spesso accade, adesso la città sente suo il ragazzo e lui sente propria la città.

Mattia nasce a Cesena, cresce a Bellaria. E’ lì che si distingue e cresce, tanto da esordire presto (17 anni) in prima squadra, e chi ha giocato in provincia sa, quanto possa essere complicato arrivare a distinguersi “tra i grandi”. Il Verona poi lo nota, lo prende in prova (come spesso succede) e nel 2013 lo riscatta. Modalità standard, ma per Mattia (che ancora non lo sa) il Veneto diventerà casa.

Prima Venezia, poi il ritorno al Verona con l’esordio in A a San Siro (un caso?!) grazie a Mandorlini poi il prestito al Cittadella a gennaio. Potrebbe sembrare un passo indietro, ma “Zac” ritornerà al Verona (nel frattempo retrocesso in B) ed è uno dei protagonisti della promozione in A.

Ma si sa, per certi ragazzi sembra che gli ostacoli, prima di arrivare ad un traguardo, non finiscano mai. Nella sua (potenziale) prima stagione in a da protagonista, si fa male ai legamenti e chiude la stagione anzitempo, stagione in cui il Verona retrocede di nuovo.

E quindi? Si riparte. Stagione in B da protagonista e play-off portati a casa con la rete nella finale contro il Cittadella vinta 3-0 grazie a lui ed alla doppietta di Di Carmine, è di nuovo serie A. Da li Zac, non si fermerà più, 8° posto in A e quest’anno una consapevolezza unica, che lo ha portato anche a vestire i colori azzurri.

Curiosità sui prodotti utilizzati da Zaccagni: da sempre Puma, ha giocato per moltissimo con Future, fino a questa stagione. Con l’uscita di Puma Ultra è approdato nel segmento speed, che sembra piacergli molto. Nota non da poco, fedelissimo utilizzatore di calze Pdx Perfect.

Dalla romagna alla serie A, firmato Mattia Zaccagni.

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