La Juve e i Palloni d’Oro: Cristiano Ronaldo e i suoi fratelli

12 Luglio 2018  |  Alessandro La Corte

Il trasferimento dell’estate si è appena concretizzato. Cristiano Ronaldo sbarca alla Juve, portando in dote 5 Palloni d’Oro in bacheca. Ma non è l’unico campione ad aver vestito il bianconero con il prestigioso riconoscimento in saccoccia. Siete pronti per un tuffo nel passato?

Cristiano Ronaldo alla Juve. Sono bastate – letteralmente – quattro parole per farci saltare sulla sedia e incendiare la nostra triste estate calcistica senza Mondiali. Eh si, perchè, finalmente, un VERO top player calcherà i campi della nostra Serie A. Vi sembra poco? Se siete juventini, non avete bisogno che vi spieghiamo perchè dovreste esaltarvi. Se non lo siete, su col morale: quanto sarà bello vedere ogni domenica un Pallone d’Oro come Ronaldo rincorrere gli avversari, magari anche negli stadi più piccoli, traboccanti di passione nostrana?

Nell’attesa, che ne dite di un tuffo nel passato? Già, perchè Ronaldo non è il primo Pallone d’Oro a vestire il bianconero. Una storia cominciata più di cinquant’anni fa, che ha visto militare nelle file di Madama ben 7 vincitori del trofeo. Da buoni appassionati, non potevamo non celebrarli. E da buoni nerds, non potevamo non abbinare a ognuno di loro una scarpa del presente, che rispecchiasse la loro personalità e il loro carattere. Se volete conoscerli meglio, date un’occhio sotto…

Alle radici: Omar Sivori

In un’epoca da TV in bianco e nero e da albori del rock’n roll, Omar Sivori è stata la prima grande leggenda internazionale juventina. Irriverente, irrispettoso, argentino in seguito naturalizzato italiano, El Cabezon fu premiato col Pallone d’Oro nel lontano 1961. Innumerevoli le leggende sul suo conto: alla presentazione, l’Avvocato Agnelli gli fece notare come usasse solo il piede sinistro e mai il destro. Sivori, risentito, fece quattro giri del campo palleggiando solo con il mancino, facendo ampiamente intendere come l’uso dell’altro piede non gli interessasse nè servisse granchè.

 

Omar Sivori con la maglia bianconera

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IN COMUNE CON CRISTIANO RONALDO: l’ostentazione della propria superiorità agli avversari

Voglia di gol: Paolo Rossi

Vincitore nell’82, dopo il trionfale Mundial spagnolo, Paolo Rossi riportò in Italia il trofeo 13 anni dopo Gianni Rivera. Centravanti d’area di rigore, spietato non appena l’occasione lo permetteva, Pablito vive con la Vecchia Signora un rapporto di amore/odio. La Juve crede in lui quando è ancora ai box per squalifica nel caso calcioscommesse, lui dopo il Mondiale batte cassa e i tifosi se la legano al dito. Rimane il campo, ultimo giudice ad avere la parola. Rossi chiude con 24 gol in bianconero e un apporto costante verso i trionfi della squadra di Trapattoni.

Paolo Rossi con il Pallone d’Oro

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IN COMUNE CON CRISTIANO RONALDO: la voglia di segnare ogni partita

C’est plus facile: Michel Platini

Le Roi – bianconero dall’ 82 all’87, 147 presenze e 68 gol – è il simbolo vero e proprio di una delle Juventus più vincenti di sempre, quella del Trap. Intorno a lui gravita il blocco italiano campione del mondo (Zoff, Scirea, Cabrini, Tardelli, Gentile, Rossi), con l’aggiunta di fuoriclasse come ad esempio Zibì Boniek. Eppure il Re Sole è sempre lui, che si permette di rispondere alle battute dell’onnipresente Avvocato e che porterà la squadra verso la prima Coppa dei Campioni.

Serie A di basso livello a metà anni ’80…

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IN COMUNE CON CRISTIANO RONALDO: l’incredibile abilità nelle punizioni

Divin Codino: Roberto Baggio

A inizio anni’90, la Juve è in ricostruzione. Platini ha mollato nell’87 e per i tifosi bianconeri sono anni di agonia, con il Milan di Sacchi e Capello a fare da padrone. La pietra della rinascita è posta con l’arrivo di Roberto Baggio: strappato alla Fiorentina, Roby, insieme a Vialli e Ravanelli, riporta lo scudetto a Torino dopo 9 anni. Nel 1993 è incoronato Pallone d’Oro, diventando l’idolo di un’intera generazione calcistica, che vede in lui l’erede di Rivera e Antognoni. Ceduto nel 1995 al Milan, Baggio ha fatto in tempo a diventare uno dei numeri 10 più amati nella storia juventina.

Codino e maglia larga con sponsor Danone: uno dei simboli degli anni ’90 bianconeri

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IN COMUNE CON CRISTIANO RONALDO: la voglia di misurarsi in realtà diverse

Fantasia al potere: Zinedine Zidane

Quando Zizou arriva alla Juve, nel 1996, è uno dei prospetti più interessanti del campionato francese. Quando se ne va, nel 2001, è il giocatore più pagato della storia del calcio (160 miliardi) e l’idolo di un intero paese. Che cos’è successo? Alla Juve trova Marcello Lippi, che lo esalta, faro in una squadra piena di muscoli e talento. Il boom è immediato, sia in bianconero che in Nazionale. Il Pallone d’Oro del 1998 è il riconoscimento per una crescita incredibile che lo porta a essere uno dei fantasisti più forti della storia del calcio.

Zidane e Alen Boksic

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IN COMUNE CON CRISTIANO RONALDO: l’abilità del gioco con la suola

Il faticatore: Pavel Nedved

E’ un centrocampista ceco, a sorpresa, a tingere nuovamente di bianconero il Pallone d’Oro. Pavel Nedved è il simbolo della seconda Juve lippiana, fisica all’estremo e cinicamente spietata, che vince scudetti e arriva a un soffio dall’Europa, beffata dal Milan di Ancelotti. Nedved è faticatore, assistman e finalizzatore allo stesso tempo: un’inno alla corsa e all’attaccamento alla maglia, attaccamento che culminerà con la discesa in B a fianco della sua Juve.

Cuore e polmoni: Pavel Nedved

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IN COMUNE CON CRISTIANO RONALDO: la fisicità fuori dal mondo

Il partente: Fabio Cannavaro

L’estate del 2006 è davvero particolare: da un lato l’Italia trionfa a Berlino, dall’altra il paese si spacca in due sulla vicenda Calciopoli, che vede la Juve scivolare in B. Fabio Cannavaro, eroe azzurro e perno della difesa bianconera, non sta tanto a riflettere. Dopo aver sollevato la Coppa, si accorda con il Real Madrid e vola dai blancos, dove farà da chioccia a un giovanissimo Sergio Ramos. La tifoseria juventina non la prenderà bene e, quando Cannavaro tornerà a Torino, lo subisserà di fischi per tutta la durata della stagione.

Cannavaro con Lilian Thuram

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IN COMUNE CON CRISTIANO RONALDO: il carisma da capitano della Nazionale

Insomma, CR7 è davvero in buona compagnia. Welcome Cristiano, la Serie A ti aspetta!

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